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	<title>Gli italianiTra un twett e un post l&#8217;Italia che spaccia Renzi affonda &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Tra un twett e un post l&#8217;Italia che spaccia Renzi affonda</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Feb 2016 09:51:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/tra-un-twett-e-un-post-litalia-che-spaccia-renzi-affonda/"><img width="300" height="150" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1-96x48.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Da quel twett dal Quirinale nel quale era scritto &#8216;Arrivo, arrivo&#8217; sono passati due anni. Era il 21 febbraio 2014 quando Matteo annunciò &#8216;urbi et orbi&#8217; il passaggio dall&#8217;esecutivo di Letta a quello da Lui guidato che era stato preceduto dal &#8216;leggendario hashtag&#8217; #Enricostaisereno. Da allora nulla è cambiato: &#8216;balle su balle&#8217; e per il Paese è sempre più buio profondo. Proclami, messaggi sui social, una serie di impressionanti magre figure all&#8217;estero, la questione di Marò dimenticata, le invasione dei profughi fuori controllo, l&#8217;affare delle banche di famiglia che hanno scoperchiato il più grande conflitto d&#8217;interesse della storia nazionale e&#8230;meglio&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY">Da quel twett dal Quirinale nel quale era scritto &#8216;Arrivo, arrivo&#8217; sono passati due anni. Era il 21 febbraio 2014 quando Matteo annunciò &#8216;urbi et orbi&#8217; il passaggio dall&#8217;esecutivo di Letta a quello da Lui guidato che era stato preceduto dal &#8216;leggendario hashtag&#8217; #Enricostaisereno. Da allora nulla è cambiato: &#8216;balle su balle&#8217; e per il Paese è sempre più buio profondo. Proclami, messaggi sui social, una serie di impressionanti magre figure all&#8217;estero, la questione di Marò dimenticata, le invasione dei profughi fuori controllo, l&#8217;affare delle banche di famiglia che hanno scoperchiato il più grande conflitto d&#8217;interesse della storia nazionale e&#8230;meglio fermarsi per non essere bollato da &#8216;gufo&#8217;. Tutti pensavamo ad una inversione di marcia del Paese, invece&#8230; nulla. Anzi è arrivata l&#8217;ennesima balla in quanto il presidente del Consiglio ha pubblicato su Facebook 24 slide sui provvedimenti e sui risultati raggiunti dal suo governo e ha scritto: &#8220;Siamo a metà del cammino, mancano ancora due anni. Qual è per voi la priorità? Qual è secondo voi la riforma più urgente, adesso?&#8221;. Il diluvio non ha tardato ad arrivare e le risposte a queste domande, tra i commenti del post, passano dall&#8217;esigenza di abbassare il debito pubblico, al &#8220;mantenere la decontribuzione piena del jobs act fino a che la disoccupazione non arrivi al 6-7%&#8221;. In molti poi chiedono di &#8220;eliminare i vitalizi ai troppi e inutili parlamentari&#8221; e di &#8220;abbassare i costi della politica&#8221;. Tra i post, inoltre, ci sono anche critiche sul lavoro svolto in questi due anni e alcuni utenti esprimono a Renzi la loro disillusione sula situazione italiana. Nelle slide pubblicate da Renzi si leggono invece statistiche ottimiste ricavate sui dati Istat: mentre la disoccupazione scende &#8220;dal 13,1% di ieri all&#8217;11,4% di oggi&#8221;, il Pil passa &#8220;dal &#8211; 1,9% al +0,8%&#8221;. Un cartello è dedicato alle retribuzioni dei dirigenti pubblici (calati da un massimo di 311mila euro a 240mila euro) e un altro all&#8217;aumento dei visitatori nei musei. Due slide ricordano il provvedimento &#8216;degli 80 euro&#8217; e quello del &#8216;taglio delle tasse sulla prima casa&#8217;. E poi ci sono i dati sulla banda larga, sulle dichiarazioni precompilate e sulle fatture digitali. Nel suo discorso alla stampa estera Renzi ricorda l&#8217;Italicum e la crescita dell&#8217;occupazione, ma sottolinea che l&#8217;Italia &#8220;è ancora affamata di cambiamento&#8221;. Il premier non manca di tornare sul tema dell&#8217;Europa, &#8220;che oggi è a un bivio e che come è adesso non funziona&#8221;. Intanto &#8211; oltre le slide &#8211; si fa un bilancio dei provvedimenti ancora da fare e quelli avviati: dalla riforma della Costituzione che è per Renzi &#8220;la madre di tutte le battaglie&#8221;, quasi in dirittura d&#8217;arrivo i passaggi parlamentari e con l&#8217;appuntamento del referendum confermativo che si terrà in autunno, al fisco a cui si accompagna lo sforzo per la semplificazione con il 730 precompilato e le fatture elettroniche. In tutto questo florilegio di dati, Renzi ha dimenticato di dire che da mesi tiene sotto scasso il Parlamento con le unioni civili, che a parere di tanti, molti&#8230;tantissimi non porterà nessun beneficio al Paese. Non vorremmo parafrasare nessuno ma&#8230; spontaneo si alza dal profondo il lamento: &#8216;povera Patria&#8217;.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/tra-un-twett-e-un-post-litalia-che-spaccia-renzi-affonda/"><img width="300" height="150" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/02/renzi1-96x48.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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