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	<title>Gli italianiIl trionfo del degrado in una Capitale abbandonata e mal governata. E la Raggi pensa alle funivie &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jun 2017 15:36:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/trionfo-del-degrado-capitale-abbandonata-mal-governata-la-raggi-pensa-alle-funivie/"><img width="275" height="183" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/degrado.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/degrado.jpeg 275w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/degrado-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 275px) 100vw, 275px" /></a></p><hr /><p>C’era una volta un tempo in cui risiedere a Roma costituiva un privilegio. Di più, un sogno. Oggi invece il sogno è di fuggire, di andarsene via al più presto possibile da questo manicomio, prima di ammalarsi di nervi o di cirrosi epatica. Ma soprattutto, a fare più male al cuore e allo spirito di ogni cittadino è il tormento di assistere inermi e impotenti alla lenta agonia di quella che una volta era l’indiscussa capitale del mondo. I romani, infatti, oggi sono irrimediabilmente depressi e demoralizzati. Ogni volta, davanti a tanto disastro s’illudono che non possa accadere nient’altro di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’era una volta un tempo in cui risiedere a Roma costituiva un privilegio. Di più, un sogno. Oggi invece il sogno è di fuggire, di andarsene via al più presto possibile da questo manicomio, prima di ammalarsi di nervi o di cirrosi epatica. Ma soprattutto, a fare più male al cuore e allo spirito di ogni cittadino è il tormento di assistere inermi e impotenti alla lenta agonia di quella che una volta era l’indiscussa capitale del mondo. I romani, infatti, oggi sono irrimediabilmente depressi e demoralizzati. Ogni volta, davanti a tanto disastro s’illudono che non possa accadere nient’altro di nefasto, che è stato toccato il fondo e che la situazione non possa fare altro che migliorare. E invece, il giorno successivo, sono puntualmente costretti a ricredersi: al peggio, ormai i quiriti lo hanno imparato a proprie spese, non c’è mai fine. Come si è potuti arrivare a tanto? Come è stato possibile assuefarsi al brutto, alla volgarità, alla prepotenza, all’indecenza diffusa? Ovunque, nel centro e nella periferia, occorre farsi largo tra mendicanti, ambulanti irregolari, vucumprà, caldarrostari, parcheggiatori abusivi, borseggiatori, finti storpi, e pattuglie di baby-rom pronti a sfilarti il portafogli alla minima distrazione. A ogni angolo di strada file d’immigrati carichi di paccottiglia cercano di rifilarti di tutto, tra il lerciume imperante, l’asfalto sfregiato da enormi crepe, i sampietrini sconnessi e i sacchi della spazzatura abbandonati a marcire per la gioia di topi e scarafaggi. Alcuni tra i più celebri monumenti della Città Eterna giacciono abbandonati al degrado più spaventoso. Vedi il Mausoleo di Augusto, dove un tempo venivano sepolti i più illustri esponenti della gloriosa stirpe giulio-claudia. Oppure il parco del Colle Oppio, a un tiro di schioppo dal Colosseo, un luogo che da solo potrebbe valere quanto mille Bois de Boulogne ma che per colpa della miopia delle amministrazioni succedutesi nel tempo è ridotto a latrina all’aperto per immigrati e rom. Ovunque gli alberi rinsecchiti non sono sostituiti, laddove quelli integri non vengono mai potati. Spesso le fronde cresciute in modo abnorme arrivano a coprire i fari dei lampioni, contribuendo ancor più a rendere tenebrose le notti romane. Questo sui marciapiedi. Ma non è che sulle corsie stradali le cose vadano meglio. A Roma &#8211; pochi lo sanno &#8211; con un servizio bus allo sbando e  senza una rete metrò degna di essere definita tale, si svolgono di regola 600 manifestazioni all’anno, tutte autorizzate dal Comune. A queste vanno ad aggiungersene altre 1500 che ottengono il disco verde dalla questura. In totale la media è di ben sei cortei al giorno che attanagliano la città in un infernale abbraccio quotidiano, provocando caos e paralisi. Un abbraccio che costa ai quiriti ben 70 milioni di euro all’anno. A questa enorme cifra andrebbe aggiunto anche il danno, calcolato in oltre 20 milioni di euro, provocato ai gestori degli oltre 17.000 esercizi commerciali del solo centro storico. Si tratta di una tassa occulta imposta a gente costretta ad abbassare prudentemente le saracinesche a ogni corteo. Vale a dire tutti i giorni e più volte al giorno. A questo mare di denaro perduto vanno ad aggiungersi altri due milioni e quattrocentomila euro annui per le pulizie da effettuare dopo ogni evento, per gli straordinari da devolvere agli addetti al montaggio e allo smontaggio dei bagni chimici e per il trasporto fuori confine dell’immondizia accumulata. Perché noi, grazie alla demenziale politica vetero-ecologista portata avanti dai fanatici dell’ambientalismo, non sappiamo neppure come smaltirla. Questo mare di disastri naturalmente è l’effetto di lunghi decenni di malamministrazione targata PD. Ma la pentastellata Raggi, iniziando il suo mandato in un vertiginoso crescendo di brutte figure, demagogie e stupidità, non è stata mai in grado non dico di risolvere, ma neppure di affrontare la pur minima emergenza. Emblematico ciò che è accaduto la scorsa settimana. Dopo un venerdì nero di totale serrata dei mezzi pubblici e con la città completamente bloccata dagli ingorghi, sabato mattina la capitale è stata invasa da decine di migliaia di manifestanti arrivati con centinaia di pullman da tutta Italia. Un tempismo eccezionale. Inoltre, per “lodevole” iniziativa dei sindacati &#8211; i più retrogradi del mondo occidentale &#8211; onde creare il maggior disagio possibile alla cittadinanza, tutta questa folla è stata inquadrata non in uno ma in due cortei. Insomma, dopo il venerdì nero abbiamo avuto pure il sabato rosso, con un’orda di trinariciuti che hanno sequestrato fino alle tre del pomeriggio il vasto settore del centro storico compreso tra piazza della Repubblica, la basilica di Santa Maria Maggiore e piazza San Giovanni.  Al vero delirio però si è giunti la sera stessa di sabato, quando intorno all’ora di cena sono stati improvvisamente e senza avviso chiusi e transennati tutti i varchi in entrata e in uscita dal centro storico. Di conseguenza si è formato un interminabile serpente di lamiere che per ore ha intasato i lungotevere fino ed oltre i Parioli. E perché mai tutto questo?  Per la mezza maratona, scattata alle 21, con partenza e arrivo in Piazza del Popolo. Altra azione caratterizzata da un “tempismo” che in quanto a demenza non teme rivali in nessuna parte del mondo progredito. Pertanto la tragedia di Roma la scorsa settimana è stata causata dalla sconcertante tempistica adottata, senza un briciolo di criterio e buon senso, da sindacalisti falliti, ecologisti bolliti e da un primo cittadino alla canna del gas che ha brillato per assenza. Una miscela esplosiva fatta di stupidità, rassegnazione e pressappochismo. Pertanto, dopo il venerdì nero e il sabato rosso abbiamo dovuto assistere impotenti anche alla notte verde. Autorizzata dal Comune, infatti, la kermesse ha attraversato tutta la città, già disastrata dai due eventi precedenti, scatenando le ire e le isterie degli automobilisti, la divertita incredulità dei turisti e l’esasperazione generale. Manco a dirlo, lo spiegamento di vigili messo in campo dal sindaco &#8211; appena un centinaio di unità &#8211; non si è rivelato neppure lontanamente in grado di affrontare le esplosioni di rabbia e gli alterchi scoppiati a catena tra gli automobilisti imbottigliati in quell’atmosfera elettrica e carica di tensione. Una guerra generalizzata tra poveri, frutto del caldo, del nervosismo e di disposizioni al limite del ridicolo. Pochi sanno infatti che la Raggi la settimana prima, onde prevenire possibili incidenti dovuti alle buche scavate nel manto stradale e rimaste lì, intatte e immacolate a fare bella mostra di sé, ha imposto il limite dei trenta km all’ora in molte importanti arterie della città. Il tutto senza rendersi minimamente conto della comicità della decisione, dato che nel perenne ingorgo che quotidianamente opprime l’Urbe sarebbe un sollievo solo poterla raggiungere, quella velocità. Si tratta di un’autentica débàcle, per la capitale e per i suoi ottusi dirigenti, che si è rivolta come un boomerang contro la stessa sprovveduta sindaca, precipitata clamorosamente agli ultimi posti nell’indice di gradimento. Una disfatta che si è riverberata a effetto domino sull’intero movimento. Infatti, secondo i sondaggi, se si tornasse a votare oggi i grillini nell’Urbe crollerebbero al 16,6 per cento, contro il 35,3 per cento mietuto al primo turno delle ultime amministrative. Di contro, il PD, l’autentica mosca cocchiera del tragico fallimento capitolino, otterrebbe il 18,2 per cento. Al terzo posto si piazzerebbe a sorpresa la Lega Nord, con l’otto per cento: quasi il triplo rispetto al 2,7 per cento di un anno fa e di poco superiore al 7,7 per cento registrato da Forza Italia. Fratelli d’Italia invece arriverebbe al 6 per cento. Insomma, è bastato un anno di amministrazione “virginiana” per rendere possibile quello che per venti anni a Roma si era dimostrato pressoché impossibile:  provocare un clamoroso boom leghista a sud dell’Appennino tosco-emiliano. Un exploit nella città simbolo della corruzione e del malaffare. Almeno era questa la convinzione dei leghisti d’antan. Ultimamente, per sottolineare i suoi fantastici “successi” e preannunciare futuri sfracelli, la sindachessa, che una (male) ne fa e cento (idiote) ne pensa ha rilanciato, proponendo addirittura la costruzione di tre funivie nella città eterna. Proprio così. Evidentemente qualcuno, a nostra insaputa, deve avere gemellato la capitale d’Italia con Livigno, Saint Moritz o Gstaad. Chissà se, visto e considerato che i fiocchi a Roma latitano da anni, non si arrivi a prevedere un consistente stanziamento per l’acquisto di potenti cannoni sparaneve. La skyline cittadina ne guadagnerebbe molto. L’immondizia finirebbe celata sotto la coltre bianca, tutto sembrerebbe candido e pulito e forse, vuoi vedere che dopo la rinuncia alle Olimpiadi estive ci potrebbe scappare una candidatura per quelle invernali?</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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