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	<title>Gli italianiUn referendum per ridurre ke spese della politica. Parla Ciprini favorevole al Sì &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Un referendum per ridurre ke spese della politica. Parla Ciprini favorevole al Sì &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Un referendum per ridurre ke spese della politica. Parla Ciprini favorevole al Sì</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Sep 2020 23:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Politica]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/un-referendum-ridurre-ke-spese-della-politica-parla-ciprini-favorevole-al-si/"><img width="640" height="417" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/Ciprini-11.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/Ciprini-11.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/Ciprini-11-300x195.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2020/09/Ciprini-11-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p><hr /><p>Il 20  e il 21 settembre torneremo alle urne per il referendum costituzionale confermativo sul taglio dei rappresentanti dei due rami del Parlamento italiano. Non è previsto alcun quorum per rendere valido il risultato. Prescindendo dal numero dei votanti, la riforma sarà approvata definitivamente se ci sarà la prevalenza dei SÌ rispetto ai No, sarà respinta invece se prevarranno i No. Il referendum sul taglio dei parlamentari in particolare prevede una riduzione dei seggi in entrambe le Camere, modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Si passerebbe così da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20  e il 21 settembre torneremo alle urne per il referendum costituzionale confermativo sul taglio dei rappresentanti dei due rami del Parlamento italiano. Non è previsto alcun quorum per rendere valido il risultato. Prescindendo dal numero dei votanti, la riforma sarà approvata definitivamente se ci sarà la prevalenza dei SÌ rispetto ai No, sarà respinta invece se prevarranno i No.</p>
<p>Il referendum sul taglio dei parlamentari in particolare prevede una riduzione dei seggi in entrambe le Camere, modificando gli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione. Si passerebbe così da 630 a 400 seggi alla Camera e da 315 a 200 seggi al Senato. Verrebbero anche ridotti i parlamentari eletti all’estero, da 18 a 12. Di conseguenza, ciascun deputato rappresenterà non più 96.006 ma 151.210 abitanti. Per ciascun senatore si andrà dagli attuali 188.424 a 302.420 abitanti.</p>
<p>Quindi nel caso di approvazione del referendum sarà necessario ridefinire i collegi elettorali con una nuova legge, al fine di evitare distorsioni sulla rappresentanza territoriale: minore per le regioni più piccole e per i partiti minori. Per cui la riforma costituzionale è da non pochi considerata un salto nel buio.</p>
<p>Per capire le motivazioni dei sostenitori del SÌ e comprendere al meglio il cuore della riforma abbiamo intervistato l’on. Tiziana Ciprini, parlamentare del Movimento 5 Stelle.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>On. Ciprini, quali sono gli aspetti rilevanti di questa riforma?</strong></p>
<p>Sono tanti gli aspetti positivi di questa riforma storica: sopratutto rendere le istituzioni più efficienti e tagliare i costi della politica.</p>
<p>Tuttavia, c’è chi, come la Lega, non vuole rinunciare alla propria poltrona, anzi una prima vota a favore per ben 4 volte la legge sulla riduzione del numero dei parlamentari, e poi raccoglie le firme al Senato per indire un referendum contro il taglio dei parlamentari.</p>
<p>Vedremo chi avrà il coraggio di dire che mille parlamentari sono necessari. Se anche Salvini difenderà il taglio dei parlamentari, bisognerà chiedergli perché allora ha fatto sborsare agli italiani 300 milioni di euro per un referendum.</p>
<p>Berlusconi poi si appella alla libertà di voto per il referendum, pazzesco.</p>
<p>Tutti i cittadini che incontriamo ci chiedono di tagliare il numero dei parlamentari. Il fronte del NO è tutto interno alla vecchia politica perché i cittadini questa riforma la vogliono, non la vogliono i politici che temono di non essere rieletti, non la vuole chi difende i propri interessi personali e non pensa al danno che fa al Paese.</p>
<p>Alla fine la vera notizia è che una forza politica giovane, come il Movimento 5 Stelle, mantiene un’altra promessa. E che in Italia, finalmente, ci sono politici che lavorano per ridurre le poltrone e non per aumentarle.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Il taglio dei parlamentari però muta il rapporto con i territori.</strong></p>
<p>Il taglio dei parlamentari è necessario per allinearci alla media degli altri paesi europei: basti pensare che Francia e Germania hanno 1 parlamentare ogni 117 mila abitanti, nel Regno Unito 1 ogni 120mila, noi attualmente ne abbiamo 1 ogni 64 mila: significa che ne abbiamo troppi.</p>
<p>Evidenze empiriche dimostrano, inoltre, che un eccesso di parlamentari produce burocrazia, corruzione e minore efficacia del processo legislativo. Per questo, la riforma del taglio dei parlamentari è anche una riforma per aumentare l’efficienza della macchina dello Stato.</p>
<p>Ma parliamo di numeri. Attualmente siamo il Paese con il più alto numero di parlamentari al mondo. Con il si al referendum riduciamo il numero di parlamentari dagli attuali 945 a 600, tagliando in totale 345 parlamentari. In particolare alla Camera il numero di deputati scenderà dagli attuali 630 a 400 e al Senato si passerà dagli attuali 315 senatori a 200 (esclusi i senatori a vita).</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>I contrari al referendum parlano di risparmi economici molto contenuti.</strong></p>
<p>Parliamo dei costi. Se vince il SÌ tagliamo 345 parlamentari che significa tagliare 345 stipendi, spese accessorie e pensioni che oggi gravano sulle casse dello Stato. Circa 100 milioni all’anno, 300mila al giorno: soldi che la maggioranza delle persone non guadagnerà mai in tutta la vita. Si tratta di mezzo miliardo a legislatura, cioè in 5 anni. È, insieme al taglio dei vitalizi, un&#8217;altra battaglia contro gli sprechi della politica, che non significa tagliare la democrazia. Il Movimento lo ha dimostrato in questi anni: si può fare politica anche con pochissimi soldi perché contano le idee, siamo arrivati al Governo del Paese senza disporre della stessa quantità di denaro che in passato è stata buttata al vento per campagne elettorali ed elezioni. Così come per lo stipendio dei parlamentari. Non abbiamo mai smesso di abbassarci lo stipendio. Un impegno che abbiamo preso 8 anni fa e continuiamo a portare avanti. E siamo l&#8217;unica forza politica a farlo, non abbiamo aspettato una legge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Però, i contrari al referendum precisano che la democrazia ha un valore che non può essere sacrificato per esigenze di risparmio.</strong></p>
<p>Tengo a precisare che tagliamo i costi, ma non tagliamo la democrazia. Innanzitutto la democrazia non viene ridotta perché abbiamo Consigli regionali, comunali, provinciali, municipalità, tante istituzioni che permettono ai cittadini di eleggere i propri rappresentanti. Quando fu promulgata la Costituzione, dopo la caduta del Fascismo, non avevamo una struttura così consolidata. Le forme di rappresentanza dei cittadini si sono via via rafforzate.</p>
<p>Anzi, con questa riforma verrà resa più efficiente la macchina dello Stato, perché ridurre il numero delle poltrone non significa diminuire i nostri rappresentanti, bensì ottimizzare la presenza dei parlamentari, creare maggiore trasparenza e maggiore responsabilità, migliorando il rapporto tra cittadini e Istituzioni. E’ questo il compito di un Parlamento che funziona. Bisogna pensare a fare meno leggi e più efficaci, senza ingolfare la già faticosa macchina amministrativa e controllare che diano gli effetti sperati.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Altra critica alla riforma è quella di non garantire un corretto lavoro delle commissioni al Senato</strong></p>
<p>Anche il lavoro delle Camere sarà più efficiente e chi dice che i lavori delle Commissioni saranno penalizzati dice una sciocchezza. Oggi – alla Camera – abbiamo commissioni composte da 45 deputati, un numero spropositato che non permette di lavorare agevolmente, senza tenere conto che molti di questi nemmeno si presentano. Con la riforma si arriverà a 28/29 componenti e si potrà lavorare meglio. Al Senato – dove le commissioni sono composte da 23 senatori – si passerà a 16. A chi sembrano troppo pochi rispondiamo che le Commissioni possono essere ridotte, senza problema, e passare da 14 a una decina. Questo ci permetterà di portare – in totale – i componenti delle commissioni a una ventina di senatori. Non abbiamo potuto ridurle prima perché serve una Riforma Costituzionale. Quando torneremo a votare nel 2023, oltre a ridurre il numero dei parlamentari verranno modificati anche i regolamenti rendendo più efficienti i lavori del Parlamento.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Qual è il suo messaggio agli elettori perché votino SÌ a questa riforma costituzionale?</strong></p>
<p>Con questa modifica costituzionale che prevede il taglio del numero dei parlamentari abbiamo inaugurato un nuovo metodo, con cui diciamo no alle grandi riforme e sì a interventi mirati e circoscritti.</p>
<p>Il Movimento 5 Stelle ha nel suo DNA la democrazia diretta!</p>
<p>Semplificare, rendere il Parlamento più efficiente, favorire la partecipazione delle persone alla vita politica e la democrazia diretta, migliorare il rapporto tra cittadini e istituzioni, creare trasparenza, risparmiare ed eliminare sprechi che allontanano lo Stato dai bisogni delle persone: ecco gli obiettivi principali di questa riforma. Vogliamo pertanto restituire prestigio e credibilità alla politica, consapevoli che se non si cambia mai niente, niente mai cambierà.</p>
<p>Infatti la modernizzazione non finisce con il Referendum, anzi comincia: i correttivi necessari sono già in campo, come la modifica della legge elettorale e dei regolamenti di Camera e Senato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/un-referendum-ridurre-ke-spese-della-politica-parla-ciprini-favorevole-al-si/">Un referendum per ridurre ke spese della politica. Parla Ciprini favorevole al Sì</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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