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	<title>Gli italianiUna  &#8220;Lega&#8221; per unire nel rispetto delle diversità &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Mar 2016 23:17:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/una-lega-per-unire-nel-rispetto-delle-diversita/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p><hr /><p>Nella scomposizione-ricomposizione del Centrodestra un ruolo importante rivestono la Lega Nord ed il suo Segretario che, al di sotto del Po, ha favorito la nascita di un soggetto politico denominato NoiConSalvini. Lo hanno conosciuto i romani nel fine settimana del 27 – 28 febbraio, quando è stato chiesto loro di scegliere tra vari possibili candidati quello che, a loro giudizio, poteva correre per sindaco. Hanno risposto in 15 mila, pochi in assoluto, tanti se poco più di 30 mila sono stati coloro che hanno votato ai gazebo del Partito Democratico, forza di governo con desiderio di riscatto dopo l’esperienza Marino,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella scomposizione-ricomposizione del <em>Centrodestra </em>un ruolo importante rivestono la <em>Lega Nord</em> ed il suo Segretario che, al di sotto del Po, ha favorito la nascita di un soggetto politico denominato <em>NoiConSalvini</em>. Lo hanno conosciuto i romani nel fine settimana del 27 – 28 febbraio, quando è stato chiesto loro di scegliere tra vari possibili candidati quello che, a loro giudizio, poteva correre per sindaco. Hanno risposto in 15 mila, pochi in assoluto, tanti se poco più di 30 mila sono stati coloro che hanno votato ai gazebo del<em> Partito Democratico</em>, forza di governo con desiderio di riscatto dopo l’esperienza Marino, richiamata nei giorni scorsi dalle cronache dei giornali a seguito della relazione di Raffaele Cantone, Presidente dell’<em>Autorità Nazionale Anticorruzione</em> (ANAC), che ha segnalato molteplici, gravissime inadempienze in materia di legalità e trasparenza degli appalti, da Alemanno a Marino, appunto.</p>
<p>Salvini, dunque, tasta il polso ai romani. Lo fa con la determinazione di chi vuole contare nella campagna elettorale per il futuro sindaco della Capitale. E già i cittadini dell’Urbe dimostrano di aver dimenticato quella “Roma ladrona” che non era evidentemente riferita ai quiriti ma alla politica che naturalmente si fa nella Capitale. Il leader della <em>Lega</em> guarda lontano, ad un partito nazionale che possa competere con quello dell’omonimo Presidente del Consiglio, con la prospettiva di vincere.</p>
<p>Ne ha la possibilità e vi spiego perché. L’Italia, che il 17 marzo del 1861 si è costituita in Regno unitario raggruppa stati diversi, con storie diverse, politiche, economiche e sociali. Stati che si sono formati attraverso vicende complesse, spesso con contrapposizioni che li hanno l’un contro gli altri armati per interessi di classi politiche e di regni, di signorie e di repubbliche gelose della loro tipicità, financo dei dialetti nei quali si esprimevano prosa e poesia, spesso di elevato livello culturale, per non dire dei filosofi, degli storici e degli artisti che hanno fatto delle varie regioni, fin nelle più piccole contrade, scrigni di inestimabile valore.</p>
<p>Divisi dalle storie, tuttavia gli italiani hanno compreso, dopo i moti liberali dei primi decenni dell’800, che anche questo Paese “dove il sì suona” doveva affiancare antichi stati e più recenti ordinamenti per partecipare alla vita politica ed economica dell’Europa che si intravedeva possibile e, da molti auspicata, al di là dell’assetto risultante dalle conclusioni del Congresso di Vienna che aveva chiuso l’epopea napoleonica.</p>
<p>L’Italia, dunque, si fa con operazioni varie, politico-militari prevalentemente sancite da plebisciti nei quali votano soprattutto gli intellettuali ed i possidenti, quindi una minoranza. E si fa senza che fossero stati ancora fatti gli italiani, per dirla con Massimo d’Azeglio. Si unisce con le leggi del Regno di Sardegna che si sovrappongono a quelle degli stati preunitari, tutti con legislazioni di tutto rispetto, dal Granducato di Toscana alla Serenissima Repubblica di Venezia al Regno delle due Sicilie. In quel momento non si poteva fare altro che centralizzare, anche per dissuadere, a volte lo si è fatto con la forza, taluni movimenti centrifughi, spesso pilotati dall’esterno. Un momento delicato, quello dell’unità, nel quale è mancato un Cavour (Einaudi lo avrebbe detto anche con riferimento alla preparazione dell’intervento alla vigilia della Prima guerra mondiale), cioè uno statista che certamente avrebbe saputo, come risulta dalle sue parole in varie occasioni, financo in punto di morte, apprezzare la varietà della storia delle regioni italiane e comprendere le ragioni della diversità facendone una ricchezza per l’intera Nazione.</p>
<p>Non è stato così. E ci portiamo dietro il fardello si una unità che non ha compreso il valore della diversità che pure percepiamo naturalmente dall’ambiente, ovunque meraviglioso, e dai profili dei monumenti che arricchiscono città e villaggi.</p>
<p>Di questa diversità è espressione la <em>Lega</em> che ha saputo incarnare lo spirito di alcune nostre regioni del Nord, con pregi e difetti, ovviamente. Come altrove, come ovunque in Italia. Ed è da questa esperienza, dalla comprensione delle diversità, pur nella consapevolezza della Casa comune, che Salvini può e deve partire, per federare, per unire, per legare in una visione nazionale. Una <em>Lega Italica</em>, si potrebbe dire. Che poi non è una novità. Ce ne è stata una nel 90-88 avanti Cristo, <em>Lega Italica</em>, appunto, un’alleanza conclusa tra i vari popoli dell’Italia centrale per combattere i <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Civilt%C3%A0_romana">romani</a> ai quali si erano ribellati.</p>
<p>E, ancora, <em>Lega Italica</em>, l’alleanza conclusa a <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Venezia">Venezia</a> il 30 agosto <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1454">1454</a>, a cui aderirono la <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_di_Venezia">Serenissima</a> e gli Stati di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Firenze">Firenze</a>, che fa seguito alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Pace_di_Lodi">Pace di Lodi</a> siglata qualche mese prima. Proclamata solennemente il 2 marzo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/1455">1455</a>, con l’adesione di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Papa_Niccol%C3%B2_V">papa Niccolò V</a> (1447-1455), di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alfonso_V_d%27Aragona">Alfonso V d’Aragona</a> e di sovrani di altri Stati minori, sancì il reciproco aiuto in caso di attacco all’integrità di uno degli stati membri ed una tregua venticinquennale fra le potenze italiane che si impegnarono a rispettare i confini stabiliti. Ebbe una parte essenziale nella politica di equilibrio. Tuttavia a differenza di Francia, <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Spagna">Spagna</a> ed <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Inghilterra">Inghilterra</a>, in Italia non riuscì a formarsi uno Stato nazionale, colpa, secondo Guicciardini, del particolarismo italico.</p>
<p>Se lo mettiamo da parte forse possiamo avere un futuro migliore. Può provarci la <em>Lega</em> da sempre vicina al <em>particulare</em>, se Salvini saprà interpretarlo in funzione dell’interesse nazionale, che non è altro che l’interesse dell’unità nella diversità delle storie e delle tradizioni che, tutte insieme, hanno fatto grande l’Italia, anche quando i singoli non se ne sono accorti.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/una-lega-per-unire-nel-rispetto-delle-diversita/"><img width="2420" height="1814" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola.jpg 2420w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-300x225.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1024x768.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-1020x765.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-640x480.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-85x64.jpg 85w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/05/Sfrecola-400x300.jpg 400w" sizes="(max-width: 2420px) 100vw, 2420px" /></a></p>]]></content:encoded>
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