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	<title>Gli italianiVittorio Emanuele II, il re che ha fatto l&#8217;unità d&#8217;Italia &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2020 15:29:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 14 marzo 1820, a Torino, nasceva Vittorio Emanuele, da Maria Teresa d’Asburgo-Lorena, figlia del Granduca Ferdinando III di Toscana e Carlo Alberto di Savoia Carignano, il re di Sardegna che “tentò di fare l’Italia”, come titola un bel libro di Silvio Bertoldi. Vittorio, invece, ci riuscirà, e il 17 marzo 1861 assumerà “per sé e per i suoi successori il titolo di re d’Italia”. Con una formula, re “per grazia di Dio e per volontà della nazione” che ne fa un “re eletto”, come sottolinea il repubblicano Giovanni Spadolini, il quale ricorda come ambisse essere “soprattutto il re degli italiani, nel senso orleanista del termine, il risultato e quasi il simbolo dello sforzo congiunto dell’iniziativa diplomatica e dell’iniziativa rivoluzionaria”. Insomma di Camillo Benso di Cavour e di Giuseppe Garibaldi, uno straordinario statista e un condottiero capace, come nessun altro, di trascinare in battaglia giovani e vecchi, nobili e borghesi, intellettuali e popolani, provenienti dalle città più importanti e dai borghi più sperduti d’Italia. Consapevole dei suoi doveri assunse su di sé l’onere di procedere in equilibrio fra l’ordine, caro all’aristocrazia piemontese, e la rivoluzione nazionale dei giovani liberali che aveva convinto il padre Carlo Alberto a concedere lo Statuto, una costituzione liberale che afferma principi ancora oggi validi, e, pertanto, ripresi perfino dalla Costituzione della repubblica.</p>
<p>A 29 anni si trovò improvvisamente ad ereditare il trono di un piccolo regno sconfitto dall’Armata del Maresciallo Joseph Radetzky. Eppure a Vignale, dove fu firmato l’armistizio, riuscì a convincere l’anziano soldato, una leggenda nella storia militare austriaca, forse memore di averlo tenuto a battesimo, che il governo di Vienna, difensore dei reazionari di tutta Europa, avrebbe avuto interesse a mantenerlo sul trono di Sardegna ad evitare che montasse la rabbia dei liberali. Come dimostrava l’ostilità della Camera alla ratifica dell’armistizio. Tanto che il Re dovette scioglierla ed intervenire nella campagna elettorale con tutta la sua autorità. Lo fece con il “Proclama di Moncalieri” per “salvar la nazione dalla tirannia dei partiti”. Era un modo per avere la forza di conservare lo Statuto. Fu l’unico a farlo dei sovrani che nel 1848 avevano ceduto alle pressioni dei liberali. Il suo intervento fu giudicato sulle prime una forzatura ma mantenne le garanzie costituzionali ed aprì alla trasformazione del regime in “parlamentare”. Vittorio Emanuele, re costituzionale, farà tuttavia valere spesso la sua autorità, a volte entrando in conflitto con Cavour. Non si ameranno mai, il sovrano ed il suo primo ministro, del quale pure riconosceva le grandi doti di amministratore e di diplomatico.</p>
<p>Sul ruolo del Re nelle vicende risorgimentali vale la pena di richiamare il giudizio di  un testimone autorevole e disinteressato, il Conte Karl Friedrich Vitzthum von Eckstädt, Ministro plenipotenziario di Sassonia a Londra: “il creatore dell’Italia non è affatto Cavour, bensì Vittorio Emanuele. Questi univa alla furberia del cacciatore di camosci la maggior bonarietà del mondo, al coraggio del soldato l’acume di un audace uomo di Stato. L’avvenire renderà giustizia a questa personalità misconosciuta dai contemporanei. Cavour, Rattazzi, Ricasoli, Lamarmora o come altro si chiamano, non eran che marionette nelle sue mani. Dei dettagli, non si curava. Lasciava la biancheria sporca da lavare ai suoi ministri. Osservò le forme costituzionali, divenute inevitabili, per servirsene ai propri scopi… Così, personificando il principio nazionale, dominò la situazione… Sacrificò sua figlia e la culla della sua casa, ma tenne al battesimo per sé e per il figlio la nuova Italia, a dispetto del Papa e dell’imperatore”.</p>
<p>Meno popolare di Garibaldi, che, pur repubblicano, gli fu sempre fedele riconoscendogli il ruolo di federatore dei patrioti, e per il quale conquistò il Regno dei Borbone al motto di “Italia e Vittorio Emanuele”, il re piaceva agli italiani, coraggioso, spavaldo, bravo cacciatore, ottimo cavallerizzo, un po’ donnaiolo, ma attento alla famiglia ed alla religione.</p>
<p>A lui si rivolge Giuseppe Mazzini che riconosce il ruolo che ha avuto tra quanti perseguivano l’unità d’Italia: “Io, repubblicano – scrive -, e presto a tornare a morire in esilio per serbare intatta fino al sepolcro la fede della mia giovinezza, sclamerò nondimeno coi miei fratelli di patria: preside o re, Dio benedica voi come alla nazione per la quale osaste e vinceste”.</p>
<p>Morì ancora giovane, il 9 gennaio 1878. Quel giorno Vittoria di Hannover, Regina d’Inghilterra, che lo aveva avuto ospite nel Castello di Windsor nel dicembre del 1855, lo ricorda con sincero affetto: “quando lo si conosce bene, non si può fare a meno di amarlo. Egli è così franco, aperto, retto, giusto, liberale e tollerante e ha molto buon senso profondo. Non manca mai alla sua parola e si può fare assegnamento su di lui”. È un simbolo di quel “miracolo del Risorgimento”, come titola un bel libro di Domenico Fisichella, che, senza enfasi ma con realismo, ha realizzato lo stato nazionale “costruito – come scrive Spadolini – attraverso la libertà, non frutto di conquista, non opera di violenza, ma espressione di un grande moto popolare disciplinato dalla legalità e, diciamolo pure, dalla legalità democratica”. Dopo che eravamo “da secoli calpesti, derisi, perché.. divisi”, come ha scritto Goffredo Mameli nel Canto degli Italiani, l’Inno nazionale.</p>
<p>In lui si sono identificati liberali e conservatori. Ed è giusto ricordarlo oggi, a duecento anni dalla nascita, come Padre della Patria.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/vittorio-emanuele-ii-re-lunita-ditalia/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
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