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	<title>Gli italianiAllarme della commissione Ue: rischi per l&#8217;Italia se non riduce il debito &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Allarme della commissione Ue: rischi per l&#8217;Italia se non riduce il debito</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2016 15:41:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/allarme-della-commissione-ue-rischi-per-litalia-se-non-riduce-il-debito/"><img width="300" height="199" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Non è una bocciatura della legge di stabilità, il giudizio finale arriverà in primavera, ma un segnale al governo e alle istituzioni italiane a riprendere sul serio la lotta contro iul debito pubblico. Nel 2016 scenderà di qualche decimale, nel 2017 dovrebbe scendere dall&#8217;attuale 133 per cento del pil a 130. Troppo poco, perchè un debito così alto rappresenterebbe un rischio per l&#8217;Italia. Dunque negli anni successivi gli interventi dovrebbero essere maggiori. Dopo due anni di ricorsi alla flessibilità, dovrebbe essere ripresa una strada diversa per incidere sul mare di debito. Naturalmente la quota percentuale è strettamente legata all&#8217;andamento dell&#8217;economia,&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non è una bocciatura della legge di stabilità, il giudizio finale arriverà in primavera, ma un segnale al governo e alle istituzioni italiane a riprendere sul serio la lotta contro iul debito pubblico. Nel 2016 scenderà di qualche decimale, nel 2017 dovrebbe scendere dall&#8217;attuale 133 per cento del pil a 130. Troppo poco, perchè un debito così alto rappresenterebbe un rischio per l&#8217;Italia. Dunque negli anni successivi gli interventi dovrebbero essere maggiori. Dopo due anni di ricorsi alla flessibilità, dovrebbe essere ripresa una strada diversa per incidere sul mare di debito. Naturalmente la quota percentuale è strettamente legata all&#8217;andamento dell&#8217;economia, un aumento sostanziale della produzione renderebbe il problema meno evidente. Ma nello stesso tempo un fardello tanto pesante potrebbe diventare pericolosissimo in caso di crisi o di aumento dei tassi di interesse. Del resto il problema è conosciuto da anni dai nostri governi, ma le cure dimagranti fin qui adottate hanno dato esisti modesti. Ma la questione resta di attualità, la commissione Ue ha detto quel.lo che tutti sanno già da tempo: con un debito così alto l&#8217;Italia è frenata e sempre a rischio. Da qui lo stimolo a intervenire con maggiore incisione, del resto le privatizzazioni  vanno in quella direzione.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/allarme-della-commissione-ue-rischi-per-litalia-se-non-riduce-il-debito/">Allarme della commissione Ue: rischi per l&#8217;Italia se non riduce il debito</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/allarme-della-commissione-ue-rischi-per-litalia-se-non-riduce-il-debito/"><img width="300" height="199" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2.jpeg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2.jpeg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/01/renzi2-96x64.jpeg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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