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	<title>Gli italianiC&#8217;era una volta Sergio Leone &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>C&#8217;era una volta Sergio Leone</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 17:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/cera-volta-sergio-leone/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>C’era una volta è la frase di inizio di tutti i racconti, per questo alcuni tra i film più famosi di Sergio Leone si intitolano così. Come la sua vita, sono racconti di imprese memorabili e eroiche. “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America” sono narrazioni poetiche di gesta leggendarie. C’era una volta Sergio Leone è anche il titolo della mostra all’Ara Pacis che si è aperta a Roma il 17 dicembre scorso per rendere omaggio al regista romano che ha cambiato per sempre la storia del cinema americano per eccellenza: il western.  Leone nasce nel 1929&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">C’era una volta è la frase di inizio di tutti i racconti, per questo alcuni tra i film più famosi di Sergio Leone si intitolano così. Come la sua vita, sono racconti di imprese memorabili e eroiche. “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America” sono narrazioni poetiche di gesta leggendarie.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">C’era una volta Sergio Leone è anche il titolo della mostra all’Ara Pacis che si è aperta a Roma il 17 dicembre scorso per rendere omaggio al regista romano che ha cambiato per sempre la storia del cinema americano per eccellenza: il western. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone nasce nel 1929 dal regista del cinema muto, Vincenzo Leone, in arte Roberto Roberti e dall’attrice Edvige Valcaregni, in arte Bice Waleran.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Cresce a Roma, a Trastevere, in viale Glorioso, collegato da una lunga scalinata al quartiere Monteverde, sulla quale Leone e i suoi amici giocano e tirano sassi ai ragazzi del quartiere limitrofo.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“Qui ho vissuto come in un’arena. Dalla scalinata che chiude la strada venivamo giù a toboga con dei pannelli di legno. Era la nostra via Pal“ racconta Leone che sognò per tutta la vita di fare un film dal titolo “ Viale Glorioso” per raccontare le scorribande della sua infanzia.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Se è vero che guardare dietro la macchina da presa priva il cinema della sua magia, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>nel caso di Leone l’illusione che appare <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>davanti alla cinepresa non svanisce se ci si sposta nel retro, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>perché il cinema è la sua vita e la sua vita è il cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Da ragazzo frequenta Cinecittà e i colleghi dei genitori: Mario Bonnard, Carmine Gallone, Alessandro Blasetti.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Giovanissimo fa l’aiuto regista per Steno, Fabrizi, Soldati, Zinnemann, Aldrich. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1947, mentre ancora frequenta il liceo, lavora come assistente di Vittorio De Sica in “Ladri di biciclette “.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">I primi film che vede da bambino segnano indelebilmente la sua immaginazione: <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>“Ombre rosse” di John Ford, “Gli angeli con la faccia sporca” di Michael Curtiz, “ Tempi moderni” di Charlie Chaplin, il mito americano di Hollywood diventa <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>la sua stella polare. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Ma viene suggestionato anche dalla letteratura americana: Hemingway, Scott Fitzgerald, Dos Passos.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1964 esce il suo primo film “Per un pugno di dollari” in cui adotta lo pseudonimo di Bob Robertson, ovvero figlio di Roberto, in omaggio a suo padre. Il film, snobbato dalla critica, ha un enorme successo tra il pubblico e lancia Clint Eastwood nel firmamento delle stelle del cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone opera una rivoluzione epocale nel genere western: elimina i caratteri idealizzati e stereotipati, i suoi personaggi sono cattivi, passionali, amorali, poveri, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>rozzi. Appaiono sporchi, con la barba incolta, trasandati. Henry Fonda, Claudia Cardinale, Clint Eastwood, Charles Bronson, Gian Maria Volonté usano un linguaggio scarno, poche frasi di grande effetto e parlano soprattutto con le espressioni del viso. In ciò Leone porta con se’ l’eredità del cinema muto dei genitori e affida alla musica di Ennio Morricone i veri dialoghi dei personaggi e il fluire delle loro emozioni. Compagni di scuola alle elementari, si ritrovano anni dopo e iniziano la collaborazione professionale più felice della storia del cinema. Non si può immaginare Sergio Leone senza Ennio Morricone. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nei suoi film Sergio Leone traspone le sue conoscenze letterarie, la passione per la pittura, il fascino per il Giappone, i personaggi di Cervantes, gli eroi dell’Iliade. Le scene dei suoi film sembrano quadri e tendono a riprodurre dipinti celebri: in “C’era una volta in America” la scena in cui Deborah balla riproduce il dipinto “ Chasse de dance” <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>di Degas; i repentini cambiamenti di piani si ispirano a De Chirico. La sua cultura classica gli fa dire:” Il più grande scrittore western è stato e sarà sempre Omero.”</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1967 dirige “C’era una volta il West” che racconta la fine del vecchio West. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone gioca con il tempo, dilatando le immagini, sperimentando tutte le possibilità dell’inquadratura e scopre infinite variazioni, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>spingendosi in ambiti fino a allora inesplorati.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Subito dopo si dedica alla realizzazione di quello che diventerà il suo capolavoro: “C’era una volta in America”. Lavora a questo film per tredici anni. La prima sceneggiatura è di Norman Mailer ma è troppo lunga, dura cinque ore e non è facile trovare un produttore coraggioso che accetti di intraprendere questa avventura. Nel 1980 Leone incontra Arnon Milchan che raccoglie la sfida e nel frattempo Robert De Niro accetta di interpretare il personaggio di Noodles.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Il film viene realizzato tra il 1982 e il 1983. Tutte le conoscenze cinematografiche, artistiche, personali di Sergio Leone confluiscono in questa narrazione che rappresenta un unicum nella storia del cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">E’ un’opera corale, ambientata nello scenario epico di New York nei primi del 900, che racconta la storia criminale di un gruppo di ragazzi dall’infanzia alla vecchiaia. Ma è anche la rielaborazione del passato di Noodles e della storia dei suoi amici attraverso il ricordo di un uomo che non ha né presente, ne’ futuro ma soltanto un passato che lo opprime e nello stesso tempo gli appare come un sogno.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">È la visione di Sergio Leone che, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>attraverso Noodles, osserva la fine dell’epoca del cinema western, l’epilogo del suo sogno di ragazzo.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">In questo sguardo vi è tutta la struggente nostalgia di un mondo amato e perduto per sempre, ridotto allo scorrere di ricordi indefiniti. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“C’era una volta in America” è l’ultima grande opera di Sergio Leone che muore all’età di sessanta anni. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">A lui e alla sua immensa forza evocativa si sono ispirati Quentin Tarantino, John Woo, Brian De Palma, Martin Scorsese, Clint Eastwood, Steven Spielberg, ma anche scrittori come Stephen King e il premio Nobel del 2017 per la letteratura Kazuo Ishiguro.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Ma l’eredità di Sergio Leone è molto più profonda e capillare, è giunta a influenzare anche la musica, i videogiochi, il fumetto, le serie TV, fa parte di noi, della nostra visione del mondo. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Molti di noi, senza neppure saperlo, nel linguaggio comune, citano le frasi dei personaggi di Sergio Leone per descrivere stati d’animo e situazioni che ormai non sapremmo più definire diversamente.  </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Come la celeberrima risposta di Noodles a <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>Fat Moe che gli chiede:” Cosa hai fatto in tutti questi anni” </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“Sono andato a letto presto”</span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/cera-volta-sergio-leone/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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