<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Gli italianiCSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio &#8211; Gli italiani</title>
	<atom:link href="https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<description>quotidiano</description>
	<lastBuildDate>Wed, 10 Sep 2025 11:05:59 +0000</lastBuildDate>
	<language></language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.1.4</generator>

<image>
	<url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/01/cropped-logo-32x32.png</url>
	<title>CSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio &#8211; Gli italiani</title>
	<link>https://italianioggi.com</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
		<item>
		<title>CSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio</title>
		<link>https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/</link>
		<comments>https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/#respond</comments>
		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 22:43:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
        <image>
        <link>https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/</link>
        <url>https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg</url>
        <title>CSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio</title>
        </image>
        
		<guid isPermaLink="false">https://italianioggi.com/?p=17796</guid>
		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>Mio padre amava ripetere che il magistrato dev’essere come il prete, attento alle frequentazioni, in modo da apparire sempre estraneo alle beghe dei suoi parrocchiani. Non so se ripeterebbe oggi lo stesso esempio, visto l’andazzo di certi ecclesiastici dalle amicizie disinvolte. Ma è certo che il monito resta valido per l’attenzione che chiunque eserciti funzioni giudiziarie deve tenere non solo nei confronti di amici, parenti e compagni di circolo sportivo, ma anche degli ambienti politici. Stona, dunque, ed è grave che nessuno l’abbia notato, quanto ha scritto Franco Roberti, passato dalla toga alla politica, che, intervistato da Il Fatto Quotidiano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/">CSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mio padre amava ripetere che il magistrato dev’essere come il prete, attento alle frequentazioni, in modo da apparire sempre estraneo alle beghe dei suoi parrocchiani. Non so se ripeterebbe oggi lo stesso esempio, visto l’andazzo di certi ecclesiastici dalle amicizie disinvolte. Ma è certo che il monito resta valido per l’attenzione che chiunque eserciti funzioni giudiziarie deve tenere non solo nei confronti di amici, parenti e compagni di circolo sportivo, ma anche degli ambienti politici.</p>
<p>Stona, dunque, ed è grave che nessuno l’abbia notato, quanto ha scritto <strong>Franco Roberti</strong>, passato dalla toga alla politica, che, intervistato da <em>Il Fatto Quotidiano </em>dell’8 giugno parla di “noi” riferendosi al <em>PD</em>, il <em>Partito Democratico</em> che lo ha messo in lista per le elezioni europee. Certo è stato eletto in quel partito ma l’atteggiamento disturba – mi auguro non solo me – perché un tempo il magistrato che scendeva in politica teneva ad apparire indipendente, perché nessuno sospettasse che quella “passione” politica non fosse sopravvenuta ma lo avesse accompagnato e, in qualche modo, condizionato nel tempo in cui esercitava le funzioni di giudice o di pubblico ministero. Che è poi quello che ha mosso <strong>Matteo Salvini</strong> a “ricusare” giudici che, a suo dire, hanno pronunciato sentenze che interpretano norme governative come avrebbero in qualche modo preannunciato in occasione di esternazioni di sapore politico che un magistrato dovrebbe sempre evitare per non apparire “di parte”. Che, poi, magari non è vero. Ma apparire indipendente è necessario, posto che è “normale” che indipendente lo sia.</p>
<p>Si comprende, dunque, come le polemiche che in questi giorni accompagnano le notizie sull’inchiesta del Procuratore della Repubblica di Perugia, <strong>Luigi De Ficchy</strong>, un magistrato di grande valore e di lunga esperienza, possano far molto male alla Magistratura se la lente d’ingrandimento degli inquirenti si è fermata sui comportamenti di alcuni componenti del Consiglio Superiore della Magistratura intenti ad immaginare, insieme a uomini di partito, chi avrebbe potuto essere votato per la preposizione alle più importanti Procure, a cominciare da quella di Roma, libera dopo il pensionamento di <strong>Giuseppe Pignatone</strong>. Infatti, sull’onda dello scandalo, per cui – tra l’altro &#8211; un politico sotto indagini si sarebbe incontrato con alcuni componenti del C.S.M. per concorrere alla scelta di quello che sarebbe stato il suo inquisitore, vanno emergendo ipotesi varie di “riforma”, come quella della separazione delle carriere di giudici e pubblici ministeri, della sottoposizione di questi alle direttive del Governo, della eliminazione della obbligatorietà dell’azione penale. Se ne parla da tempo con opposte valutazioni, ma il pericolo è sempre quello che Governo e Parlamento intervengano sull’onda delle emozioni. Non va mai bene, malissimo in materia di Giustizia, che è interesse di tutti sia oggetto di iniziative di riforma particolarmente meditate.</p>
<p>La riforma fondamentale, visto che parliamo di nomina dei responsabili degli uffici direttivi, in particolare delle Procure, cui spetta l’esercizio dell’azione penale, è quella di una composizione del Consiglio Superiore in qualche modo impermeabile alla politica. Ed anche alle correnti interne, considerato che esse hanno dimostrato nel tempo di essere non solamente espressione di orientamenti culturali e di indirizzi giurisprudenziali ma di portare nel dibattito interno elementi di carattere ideologico molto spiccati, come dimostrano i documenti presentati in congressi e convegni, in particolare, di Magistratura Democratica, da sempre “vicina” alle sinistre, a cominciare dal <em>Partito Comunista Italiano</em>.</p>
<p>Il C.S.M., espressione dell’indipendenza di quell’“ordine autonomo e indipendente da ogni altro potere” che è la Magistratura, come si legge nell’art. 104 della Costituzione, presieduto dal Capo dello Stato e con componenti di diritto il Primo Presidente della Corte e il Procuratore Generale della Cassazione, è composto per due terzi da magistrati ordinari eletti “tra gli appartenenti alle varie categorie” e per un terzo da eletti dalle Camere. Eletti, dalle correnti, cioè da gruppi portatori di orientamenti culturali e ideologici che si riversano nel voto dei componenti togati i quali, al momento della scelta, attribuiscono le loro preferenze ai colleghi di corrente o comunque ad essa vicini, anche sul piano ideologico. <strong>Roberti</strong> le difende. “servono all’elaborazione del pensiero della giustizia”, dice. Ma sa bene che organizzano il consenso ai fini delle elezioni e delle scelte.</p>
<p>L’esperienza ci dice, infatti, di una progressiva degenerazione del sistema dovuto proprio alla elezione attraverso le correnti che organizzano il consenso all’interno della magistratura per cui il magistrato che si candida ad un posto direttivo, Presidente di Tribunale o di Corte d’appello, Procuratore della Repubblica o Procuratore Generale, ha speranza di veder accolta la propria istanza solamente se appoggiato da un gruppo che conta autorevoli rappresentanti nel CSM.</p>
<p>Tra i primi a criticare questo sistema <strong>Piercamillo Davigo</strong>, all’atto del suo insediamento nel ruolo di Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati. Non va bene disse perché introduce elementi personalistici che nulla hanno a che fare con scelte che dovrebbero essere guidate da una obiettiva valutazione della specifica professionalità ed esperienza in relazione all’esercizio di una determinata funzione.</p>
<p>Le correnti della Magistratura, tuttavia, non ci stanno. Negano che la loro influenza nel CSM ne condizioni le scelte. Il tema è antico ma in questa stagione la polemica si è aggravata e la lotta “di potere”, un’espressione che dovrebbe essere bandita quando si parla di Giustizia, è diventata ancora più esasperata da quando <strong>Matteo Renzi</strong> ha ridotto il limite di permanenza in servizio dei magistrati (da 75 a 70 anni) così scatenando una lotta furibonda per l’assegnazione dei posti di vertice di gran parte degli uffici giudiziari. Non solamente nella Magistratura ordinaria ma anche in Consiglio di Stato e Corte dei conti, con l’effetto di far giungere al vertice di uffici importanti magistrati con insufficiente esperienza.</p>
<p>Nella gestione delle nomine, come ha dimostrato l’inchiesta di Perugia, le scelte vengono pesantemente determinate dalle varie componenti presenti nel CSM dove siedono laici eletti dal Parlamento, cioè dai partiti, e togati scelti dalle varie correnti della Magistratura, per cui è inevitabile che i <em>curricula</em> dei partecipanti alle procedure di assegnazione siano esaminati almeno sotto due profili, uno per qualche verso “politico”, l’altro dell’appartenenza ad una determinata corrente dell’ANM. Fuori di questa logica non c’è spazio. Clamoroso il caso di <strong>Giovanni Falcone</strong> che, nonostante l’esperienza che poteva vantare nella lotta alla mafia, fu superato nell’attribuzione del posto di capo dell’Ufficio Istruzione di Palermo da un collega, certamente più anziano, ma ignoto ai più, con una esperienza che forse sarebbe stato meglio utilizzare altrove.</p>
<p>Una soluzione s’impone, dunque, rapidamente per restituire serenità alla Magistratura con una modifica incisiva della composizione degli organi di autogoverno. Ma serve una modifica della Costituzione che prevede l’elezione. La soluzione è una sola, quella di prevedere che i componenti togati siano scelti sulla base di un sorteggio tra tutti i magistrati in servizio, tenendo conto di anzianità e funzioni svolte, in modo da assicurare all’organo di autogoverno esperienze e professionalità diverse, capaci di una equilibrata valutazione delle candidature ai vari posti di funzione. Ci sarà sempre la possibilità che un magistrato sorteggiato nel CSM possa essere “sensibile” alle aspettative del collega di concorso o che ha condiviso con lui qualche esperienza professionale. Ma non ci sarà più una scelta per motivi di appartenenza correntizia a tutti i costi, anche quando sia evidente che il candidato non ha i requisiti per ricoprire il ruolo per il quale concorre.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/">CSM nella bufera. La soluzione passa attraverso il sorteggio</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
]]></content:encoded>
	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p>]]></content:encoded>
		<wfw:commentRss>https://italianioggi.com/csm-nella-bufera-la-soluzione-passa-sorteggio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>