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	<title>Gli italianiFascisti di sinistra, ovvero gli intellettuali cresciuti nel ventennio e poi passati, dopo la guerra nella schiera degli antifascisti &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Mar 2015 16:43:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/fascisti-di-sinistra-ovvero-gli-intellettuali-cresciuti-nel-ventennio-e-poi-passati-dopo-la-guerra-nella-schiera-degli-antifascisti/"><img width="170" height="245" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro.jpg 170w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro-44x64.jpg 44w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a></p><hr /><p>Un tema ricorrente nella cultura italiana è quello relativo a scrittori e intellettuali che ebbero  successo nel periodo fra le due guerre aderendo al regime fascista, spesso sollecitando prebende, soldi, promozioni, rimarcando la propria fedeltà al partito fascista per passare, dopo la fine della guerra, all&#8217;antifascismo. L&#8217;interrogativo su queste dinamiche resta aperto e rimane al centro del dibattito sulla cultura di quel periodo. Alcuni critici hanno ridotto il discorso a uomini che hanno fatto cultura “al tempo del fascismo”, altri invece hanno parlato di uomini di cultura che hanno aderito al fascismo per poi allontanarsene. Massimo Raffaeli, critico letterario, ha&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/fascisti-di-sinistra-ovvero-gli-intellettuali-cresciuti-nel-ventennio-e-poi-passati-dopo-la-guerra-nella-schiera-degli-antifascisti/">Fascisti di sinistra, ovvero gli intellettuali cresciuti nel ventennio e poi passati, dopo la guerra nella schiera degli antifascisti</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Un tema ricorrente nella cultura italiana è quello relativo a scrittori e intellettuali che ebbero  successo nel periodo fra le due guerre aderendo al regime fascista, spesso sollecitando prebende, soldi, promozioni, rimarcando la propria fedeltà al partito fascista per passare, dopo la fine della guerra, all&#8217;antifascismo.</p>
<p>L&#8217;interrogativo su queste dinamiche resta aperto e rimane al centro del dibattito sulla cultura di quel periodo. Alcuni critici hanno ridotto il discorso a uomini che hanno fatto cultura “al tempo del fascismo”, altri invece hanno parlato di uomini di cultura che hanno aderito al fascismo per poi allontanarsene.</p>
<p>Massimo Raffaeli, critico letterario, ha riunito in un libro suoi scritti comparsi negli ultimi anni su riviste e quotidiani relativi a un gruppo di scrittori che definisce antifascisti.</p>
<p>Il titolo del libro inganna: <em>I fascisti di sinistra </em>rimanda infatti a quella corrente movimentista del fascismo che ebbe una forte rappresentazione nel 1922 e, in seguito, dal 1943 al 1945, nel periodo della Repubblica sociale italiana che ha tanto indagato lo storico Giuseppe Parlato. Invece, Raffaeli assegna a questa espressione un altro significato: il richiamo è a quegli scrittori antifascisti che operarono nel sistema autoritario mussoliniano ispirandosi ai temi storici e ideologici tipici della sinistra.</p>
<p>Chi erano questi scrittori e intellettuali antifascisti? Elio Vittorini, Giorgio Bassani, Romano Bilenchi e Vitaliano Brancati, Italo Calvino, Malerba, Franco Cordelli, Giacomo Noventa, Franco Fortini, Pier Paolo Pasolini, Giovanni Arpino, Mario Soldati e Paolo Volponi.</p>
<p>Raffaeli descrive quel mondo culturale, che ha avuto nel dopoguerra un rilievo particolare nella storia letteraria, narrando le biografie, le loro opere e il dibattito che ha attraversato quei decenni, tutto con documentazione e analisi.</p>
<p>Il fascismo sembra relegato sul fondo, come momento secondario rispetto all&#8217;attività creativa e di ideazione di questi scrittori. Alcuni di loro si sforzavano di definire, dal punto di vista letterario, aspetti particolari come il legame fra la produzione letteraria e le tematiche della classe operaia. Raffaeli affronta i contrasti, le polemiche e le incomprensioni che gli autori hanno attraversato in  quegli anni. Ma alla fine, Raffaeli non chiarisce cosa rimane di quelle opere, di quell&#8217;insegnamento, di quelle esperienze contraddittorie. Soprattutto se si tien presente che molti di loro non furono semplicemente giovani e giovanissimi che ebbero un abbaglio ideale aderendo al fascismo ma che lo fecero con scopi ben precisi. Leggendo i libri di Giovanni Sedita (<em>Gli intellettuali di Mussolini</em>, Le Lettere ed.) o di Guido Bonsaver (<em>Mussolini censore. Storie di letteratura, dissenso e ipocrisia</em>, Laterza ed.) emerge chiaramente come Bilenchi, Vittorini, Brancati, Pratolini, Bassani, Soldati, trassero numerosi vantaggi dalla loro adesione al partito fascista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Massimo Raffaeli</strong>, <em>I fascisti di sinistra</em>, Aragno ed., pagg. 207, euro 15,00</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/fascisti-di-sinistra-ovvero-gli-intellettuali-cresciuti-nel-ventennio-e-poi-passati-dopo-la-guerra-nella-schiera-degli-antifascisti/"><img width="170" height="245" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro.jpg 170w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/libro-44x64.jpg 44w" sizes="(max-width: 170px) 100vw, 170px" /></a></p>]]></content:encoded>
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