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	<title>Gli italianiFoibe: la drammatica storia di Norma Cossetto &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>Foibe: la drammatica storia di Norma Cossetto</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2019 07:12:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>C’è un volto, dolce e gentile, di una giovane donna, che ricorre quando si racconta del martirio delle foibe. Ne è diventato il simbolo.</p>
<p>E’ quello di Norma Cossetto, felice, con un vestito a fiori, ignara del destino tragico che l’avrebbe travolta.</p>
<p>Norma era una ragazza di 23 anni, di Santa Domenica di Visinada: era il 1943 quando percorreva le in bicicletta l’Istria, raccogliendo notizie sulla storia della sua terra, a cui voleva tanto bene. Si stava laureando ed aveva intitolato la sua tesi di laurea «L’Istria rossa», come il colore della terra, ferrosa e fertile.</p>
<p>Il 25 settembre i partigiani titini razziarono la sua casa e da quel giorno iniziò un calvario fatto di  arresti interrogatori, minacce; prima a Visignano nell’ex  caserma dei Carabinieri diventata Comando partigiano,  poi  prelevata e portata a Parenzo ed infine  ad Antignana dove la vecchia scuola era stata riattata a carcere. Qui fu seviziata, martoriata, legata ad un tavolaccio e violentata per una notte intera da diciassette uomini.</p>
<p>Condotta assieme ad un gruppo di altri prigionieri, legati con fili di ferro fino a  Villa Surani, fu gettata nella foiba nella notte tra il 4 e 5 ottobre.</p>
<p>I corpi furono riesumati alcuni mesi dopo dagli uomini del maresciallo Arzarich, il capo dei vigili del fuoco di Pola, che con tanto coraggio e con i pochi mezzi dell’epoca si calarono nelle foibe per recuperare le vittime. Il corpo di Norma fu il primo ad essere estratto sopra la catasta di cadaveri. Anche il padre di Norma, Giuseppe, scomparso mentre stava cercando di raccogliere notizie della figlia, fu ritrovato in una diversa foiba, a Castellier di Visinada.</p>
<p>A Norma Cossetto, Concetto Marchesi, professore comunista e deputato della Costituente, Rettore dell’Università di Padova,  volle assegnare la laurea <em>honoris causa:  </em>e a chi gli obiettò che non si trattava di un&#8217;antifascista, rispose che ne era degna perché morta per essere italiana.</p>
<p>Licia Cossetto, sorella di Norma, raccontò anni fa in una sua memoria: “Ancora adesso la notte ho gli incubi, al ricordo di come l&#8217;abbiamo trovata: mani legate dietro alla schiena, tutto aperto sul seno il golfino di lana tirolese comperatoci da papà la volta che ci aveva portate sulle Dolomiti, tutti i vestiti tirati sopra all&#8217;addome [&#8230;] Solo il viso mi sembrava abbastanza sereno. Ho cercato di guardare se aveva dei colpi di arma da fuoco, ma non aveva niente; sono convinta che l&#8217;abbiano gettata giù ancora viva”.</p>
<p>Ancora Licia raccontò: “La notte che mia sorella è stata uccisa e gettata nella foiba, dormivo nel letto con mia madre ed è stata lei di colpo a svegliarsi dicendo di sentire Norma che la chiamava; mi pregò di alzarmi e di andare a vedere, lo feci ma non vidi nessuno; qualche giorno dopo venimmo a sapere che proprio a quell’ora era stata infoibata. Non so se si possa credere alla comunicazione con i morti, però si percepiva al sua presenza, il suo disperato tentativo di chiamarci, forse un caso di telepatia”.</p>
<p>Licia, che porterà orgogliosamente la medaglia d’oro al merito civile, conferita nel 2005 dal presidente della Repubblica Ciampi alla memoria di Norma Cossetto, lascerà questa terra il 5 ottobre 2013. Stava andando a portare i suoi fiori alla tomba di Norma. La stessa data della morte di sua sorella, esattamente 70 anni dopo. Destino? “Celeste corrispondenza d’amorosi sensi” avrebbe detto il poeta…</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Roberto Menia</p>
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