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	<title>Gli italianiIl paradosso italiano: l&#8217;arte è la nostra grande ricchezza, eppure è ignorata e bistrattata &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Mar 2015 16:04:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/il-paradosso-italiano-larte-e-la-nostra-grande-ricchezza-eppure-e-ignorata-e-bistrattata/"><img width="776" height="485" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi.jpg 776w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-300x188.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-640x400.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 776px) 100vw, 776px" /></a></p><hr /><p>Mi piacerebbe iniziare questo spazio dedicato alla cultura con un argomento che dovrebbe essere, per me lo è, un mantra di vita, un “tormentone”, al pari delle canzonette commerciali che ci rimbombano per giorni interi nella testa, ed è il rispetto e la sensibilità nei confronti dell’arte. Per rispetto si intenda non per forza ammirazione o passiva venerazione, ma coscienza e consapevolezza. Risulta inutile, o se non altro secondario, iniziare a parlare di questo o quell’artista, di quella corrente o quel periodo storico se non si capisce prima perché vale la pena studiare, conoscere e amare l’arte. Un’opera d’arte può&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/il-paradosso-italiano-larte-e-la-nostra-grande-ricchezza-eppure-e-ignorata-e-bistrattata/">Il paradosso italiano: l&#8217;arte è la nostra grande ricchezza, eppure è ignorata e bistrattata</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mi piacerebbe iniziare questo spazio dedicato alla cultura con un argomento che dovrebbe essere, per me lo è, un <em>mantra</em> di vita, un “tormentone”, al pari delle canzonette commerciali che ci rimbombano per giorni interi nella testa, ed è il rispetto e la sensibilità nei confronti dell’arte.</p>
<p>Per rispetto si intenda non per forza ammirazione o passiva venerazione, ma coscienza e consapevolezza.</p>
<p>Risulta inutile, o se non altro secondario, iniziare a parlare di questo o quell’artista, di quella corrente o quel periodo storico se non si capisce prima perché vale la pena studiare, conoscere e amare l’arte.</p>
<p>Un’opera d’arte può non piacere, può anche risultare in alcuni casi ostile alla propria morale, ai propri gusti e ai propri canoni estetici, ma merita sempre e comunque riguardo e deferenza.</p>
<p>Il problema che molto spesso è alla base della mancanza o della perdita della giusta considerazione a cui l’arte è sottoposta deriva soprattutto dall’ assenza di conoscenza o, ancor meglio, di coscienza. Manca, cioè, il modo giusto di porsi di fronte ad un quadro o ad una scultura, manca la base cognitivo-comportamentale che proviene da un giusto approccio conoscitivo.</p>
<p>La cultura non è e, non deve essere, patrimonio di pochi ma abitudine di tutti.</p>
<p>Conoscere l’arte significa imparare a guardare oltre le forme e colori, per vedere lo sforzo di mente e la fatica di corpo che si nasconde dietro ogni opera o manufatto.</p>
<p>Solo così si inizierà, forse, a capire che un bene danneggiato, anche dopo il più accurato e meticoloso restauro, avrà perso la sua aura vitale, il suo flusso energico, quel grado di unicità donatogli da colui che ne ha concepito l’idea e partorito le forme.</p>
<p>Solo capendo ciò si avrà chiaro e nitido il concetto di assoluta irripetibilità di un’opera d’arte che rappresenta l’assioma stesso del fare arte.</p>
<p>Perché si manchi di rispetto all’arte non serve arrivare all’episodio tristemente noto a tutta l’opinione pubblica del danneggiamento della Barcaccia da parte del tifo malato dei sostenitori del Feyenoord, basta infatti osservare la quotidianità spesso degradante che ci circonda; piccoli gioielli che arricchiscono i nostri quartieri così ignorati, vituperati, usati spesso come discariche di pranzi rimasti sospesi o di superficiali  ( non si crede qui nella distrazione)  gesti di letale inerzia.</p>
<p>Non è questione di mentalità, né di educazione tout court, ma di conoscenza. Ci si domanderà quale sia il nesso tra il conoscere e l’agire, posso dire che è così profondo che se si investe sul primo si influenzerà radicalmente anche il secondo.</p>
<p>Entrare in contatto con il reale significato di quello che si calpesta, del posto in cui ci si siede, del palazzo che ci ospita, della ringhiera su cui poggiamo le braccia stanche, della piazza dove fin da ragazzi siamo stati soliti incontrare primi amori e amici ritrovati, aiuta a prendere consapevolezza, ad entrare in pieno e reale contatto, con il ruolo concreto e quotidiano che l’arte ha, accompagnando il nostro sguardo costantemente.</p>
<p>Risulta un paradosso che l’unico Paese al mondo in cui l’arte è compagna costante del vivere comune sia anche quello in cui si riserva ad essa più indifferenza e malcelata ignoranza, risultato di decenni, forse secoli, di passiva omertà nei confronti del vandalismo giornaliero e di mancanza di sensibilizzazione, che parta da una conoscenza meno superficiale di quella scolastica normalmente impartita.</p>
<p>L’arte non è appannaggio di eletti, non è dominio esclusivo di intellettuali stanchi, non è materia per esperti.</p>
<p>L’arte è di tutti, ed è in tutto. L’arte non si trova solo chiusa nelle mura bianche del museo di cui parla Brian O’Doherty nel suo “inside the white cube”, ma l’arte è il prodotto costantemente visibile dell’anima di creatori di questo mondo, che hanno fatto la grande e piccola storia del nostro Paese.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/il-paradosso-italiano-larte-e-la-nostra-grande-ricchezza-eppure-e-ignorata-e-bistrattata/"><img width="776" height="485" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi.jpg 776w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-300x188.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-640x400.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/uffizi-96x60.jpg 96w" sizes="(max-width: 776px) 100vw, 776px" /></a></p>]]></content:encoded>
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