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	<title>Gli italianiLa sinistra che non sa perdere è quella che manifesta negli Usa. Mostra la stessa arrogante presunzione dei radical-chic di casa nostra &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>La sinistra che non sa perdere è quella che manifesta negli Usa. Mostra la stessa arrogante presunzione dei radical-chic di casa nostra</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2016 17:32:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-sinistra-non-sa-perdere-quella-manifesta-negli-usa-mostra-la-stessa-arrogante-presunzione-dei-radical-chic-casa-nostra/"><img width="655" height="437" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3.jpg 655w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p><hr /><p>La sinistra americana, da New York a Portland, in questi giorni sta dando il peggio di se. Uscita massacrata da una tornata elettorale presidenziale che alle prime sembrava una passeggiata, adesso, come si dice a Roma, &#60;nun ce vòle sta&#62; e cerca disperatamente di ribaltare con la forza il verdetto scaturito dalle urne. E dove non ci riesce con la violenza supplisce con la tecnica e le start up creative. I guru progressisti sono arrivati al punto da ingaggiare, attraverso appositi siti web, dei “protestatori” a tempo pieno da mobilitare 24 ore su 24 contro l’odiato Trump. Protestatori pagati venti&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>La sinistra americana, da New York a Portland, in questi giorni sta dando il peggio di se. Uscita massacrata da una tornata elettorale presidenziale che alle prime sembrava una passeggiata, adesso, come si dice a Roma, &lt;nun ce vòle sta&gt; e cerca disperatamente di ribaltare con la forza il verdetto scaturito dalle urne. E dove non ci riesce con la violenza supplisce con la tecnica e le start up creative. I guru progressisti sono arrivati al punto da ingaggiare, attraverso appositi siti web, dei “protestatori” a tempo pieno da mobilitare 24 ore su 24 contro l’odiato Trump. Protestatori pagati venti dollari a ora, naturalmente. Qui in Italia lo conosciamo bene questo vizietto della sinistra radical-chic. Si tratta di una sorta di demenza patologica collettiva caratterizzata da violente, ingiustificate crisi di rigetto nei confronti di chiunque non agisca, pensi, opti o propenda per la parte “manca” dello schieramento politico. Una  deleteria sindrome che miete vittime in ogni continente &#8211; vedi il Brasile del corrotto Lula o il Venezuela di Maduro &#8211; e che alligna nei salotti-bene, tra le persone impegnate, i vip del cinema e delle canzonette e i parterre del generone col birignao. Noi italiani la conosciamo bene questa psicosi, essendo la causa della distruzione di ogni traccia di civile convivenza nel nostro sfortunato Paese. Si tratta della cosiddetta SLSSE “Sclerosi Laterale Sinistra da Superiorità Etica”. Questa patologia, corredata da adeguata anamnesi e azzeccata diagnosi ma con prognosi nella maggior parte dei casi infausta, ha trovato saldi fondamenti teoretici in acute opere di psicologia politica come “Perché siamo antipatici, riferito alla sinistra e al complesso dei migliori”. Si tratta di un manuale scientifico dove il sociologo Luca Ricolfi faceva notare come la sinistra, appunto, suscita ovunque antipatia proprio per questo suo atteggiamento di spocchiosa superiorità, e analizzava accuratamente i sintomi che affliggono i soggetti attaccati dal virus SLSSE: dal Flores d’Arcais di “Micromega” a Sylos Labini (in due hanno sei tra nomi e cognomi. Sarà un primo sintomo?), dal defunto Bobbio all’altrettanto scomparso Umberto Eco. Fece scuola ad esempio l’appello pubblicato da Eco su “Repubblica” subito prima del voto del 13 maggio 2001, nel quale l’elettorato non di sinistra veniva dal semiologo sbrigativamente diviso in due gruppi. &lt;Dell’Elettorato Motivato facevano parte “il leghista delirante”, “l’ex fascista”, quelli che, “avendo avuto contenziosi con la magistratura, vedono nel Polo un’alleanza che porrà freno all’indipendenza dei pubblici ministeri”&gt;. Erano &lt;coloro che aderiscono al Polo per effettiva convinzione e non cambieranno mai idea&gt;. Il resto, secondo Eco, faceva parte dell’“Elettorato Affascinato”, composto, per lui, da &lt;chi non ha un’opinione politica definita, ma ha fondato il proprio sistema di valori sull’educazione strisciante impartita da decenni dalle televisioni, e non solo da quelle di Berlusconi. Per costoro valgono ideali di benessere materiale e una visione mitica della vita, non dissimile da quella di coloro che chiameremo genericamente i “Migranti Albanesi”&gt;. Un elettorato che, manco a dirlo &lt;legge pochi quotidiani e pochissimi libri&gt;, gente che &lt;salendo in treno compera indifferentemente una rivista di destra o di sinistra purché ci sia un sedere in copertina&gt;. Anche il critico letterario e saggista Alfonso Berardinelli notava da parte sua che &lt;la sinistra non piace, è antipatica e incomprensibile, supponente e malata di politica&gt;. Gaber ci scrisse su pure una simpatica canzone. Insomma, non c’è discussione o dibattito, privato o pubblico, dal quale non emerga una sorta di livorosa e supponente superiorità dei “reds” verso le “razze inferiori e degeneri” &#8211; quasi sempre di destra &#8211; che non si attengono con scrupolo religioso ai ferrei comandamenti della gauche-caviar. Si tratta della convinzione di possedere una indiscutibile vocazione a fungere da leader illuminati e carismatici nei confronti del resto del genere umano, considerato arretrato, meschino, barbaro e primitivo. Nella scala dell’evoluzione umana si potrebbe darwinianamente identificare l’Uomo di Neanderthal con l’elettore di destra e l’Homo Sapiens con quello di sinistra, caratterizzato com’è, proprio in quanto “sapiens”, da una innata, quasi messianica facoltà di stabilire infallibilmente e aprioristicamente i canoni estetici, del giusto e dell’ingiusto, del lecito e dell’illecito, del morale e dell’immorale, del buono e del cattivo, del brutto e del bello. E questo in ogni settore del vivere (in)civile. In base a questa psicosi lo stesso gesto, la stessa azione compiuta da un soggetto di sinistra o da un altro non di sinistra, impone inevitabilmente un diverso e schizofrenico atteggiamento e giudizio etico. E questo per il semplice motivo che al primo individuo, pur se colpevole di reati ripugnanti, vengono attribuiti comunque attenuanti generiche e un’intenzione e uno scopo nobili, puri e disinteressati. Il secondo, invece, lo si schiaffa in galera e si butta via la chiave senza se e senza ma. Non si tratta soltanto di un razzismo astratto ideologico-teorico, ma siamo alle prese con tutta una sintomatologia comportamentale che farebbe la gioia degli indagatori della psiche. Ma proviamo a delineare a grandi linee i sintomi di questo male oscuro che affligge prevalentemente la parte più ottusa &#8211; quasi la totalità quindi &#8211; della créme delle democrazie occidentali. Dunque, l’affetto da SLSSE la maggior parte delle volte, oltre alla coercizione al “fou-fou” dalemiano (il gesto defatigante portato soffiando con la bocca all’interno dei palmi delle mani chiuse “a tubo”), lamenta puzza sotto il naso (tutto ciò che sa di nazionalpopolare diventa automaticamente “populista” e “demagogico” ed è quindi da snobbare; sordità selettiva (capta solo le onde sonore provenienti da sinistra); daltonismo monocromatico (vede solo la tonalità rossa dello spettro elettromagnetico); mistificazione compulsiva contro l’evidenza (le “scuse” con cui il soggetto usa deformare pretestuosamente la verità dei fatti per giustificare dinanzi agli altri e a se stessi i clamorosi fallimenti e le rovinose topiche; lessicofobìa (paura delle parole: il sordo è “non udente” il cieco “non vedente”, lo spazzino “operatore ecologico” e via di seguito); il linguaggio criptico (tra formule astratte e frasi circonvolute non ci capisci nulla e ti senti tanto ignorante…); “oikofobia” (detesta il proprio paese e parteggia sempre per “l’altro”, straniero o immigrato che sia). Inoltre, se discuti con lui ti parla sempre sopra, coprendo la tua voce, ma soprattutto si rifiuta di stringere la mano a te e a quelle “merde” di trumpisti, berlusconisti, fascisti, leghisti, reazionari, o chi per loro. Se volete una prova di questa superiorità a priori dei cosiddetti “progressisti” andatevi a leggere quel che scrivono o affermano sui mass-media ogni volta che le stanze dei bottoni vengono chiuse loro in faccia: è la stessa descrizione dello sfascio che puntualmente si verifica allorché la sinistra vince poi la lotteria governativa. E che altrettanto puntualmente diventerà il suo cavallo di battaglia per la successiva elezione laddove questa sancisse la sua nuova esclusione dalla tolda di comando. Insomma, la catastrofe che paventano oggi la realizzano puntualmente loro domani e sarà già nei loro discorsi elettorali da usare dopodomani contro gli odiati avversari. Insomma, questa sinistra, che contesta alla destra di perseguire lo “scontro di civiltà” contro gli islamici, in realtà fomenta essa stessa lo scontro di “inciviltà” dentro il nostro Paese &#8211; e ora dentro gli stessi Stati Uniti del neopresidente Trump &#8211; contro i reprobi berlusconiani, i trumpisti e i destrorsi di ogni tipo. L’ultimo esempio a proposito è offerto dalle cronache capitoline di questi giorni. Lo schieramento pentastellato a Roma sta prendendo in seria considerazione l’ipotesi di portare la Formula E (?) a Roma, nel quartiere romano dell’Eur. Alemanno all’indomani della sua ascesa al Campidoglio aveva almeno proposto la Formula Uno. Ma per i veti incrociati dell’opposizione-tutta-d’un-pezzo e l’ostracismo delle “piazze” di Monza e Imola non se ne fece nulla. Vabbè. Adesso che a prendere in considerazione l’idea, seppure “minimale”, è stata la Raggi, il Pd si è mostrato possibilista (ma come, ai tempi di Alemanno no e adesso si?). Ma subito se n’è uscita una tal Michela Di Biase, capogruppo dem in Campidoglio: &lt;A me ricorda tanto la Formula uno che voleva Alemanno. Dobbiamo discuterne&gt;. Insomma, la proposta in se e per se poteva anche andare. A inficiarla c’è il fatto che era la stessa idea messa in campo “illo tempore” da Alemanno e solo questa caratteristica basta a stroncarla. Con questo modo di pensare hanno distrutto una nazione un tempo florida e all’avanguardia in Europa. Ora intendono ripetere lo stesso giochino oltreoceano. La vedo dura per Trump.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-sinistra-non-sa-perdere-quella-manifesta-negli-usa-mostra-la-stessa-arrogante-presunzione-dei-radical-chic-casa-nostra/"><img width="655" height="437" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3.jpg 655w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2016/11/protesteUsa3-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 655px) 100vw, 655px" /></a></p>]]></content:encoded>
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