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	<title>Gli italianiL&#8217;inutile referendum, una falsa prova di democrazia. L&#8217;accordo alla fine si farà &#8211; Gli italiani</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jul 2015 09:22:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/linutile-referendum-una-falsa-prova-di-democrazia-laccordo-alla-fine-si-fara/"><img width="1280" height="853" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-1024x682.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-1020x680.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p><hr /><p>Qualsiasi tentativo di giungere ad un accordo tra la Grecia e i creditori è stato congelato nel momento in cui Tsipras ha deciso di convocare i cittadini ellenici per un referendum che si svolgerà nella giornata di domenica. Il premier greco ha manifestato così la necessità di dar voce al suo popolo, che avrà l&#8217;occasione di decidere se accettare tout court le condizioni dei creditori, attraverso un sì, oppure se far tracimare le negoziazioni, con un semplice no. Alla luce dei fatti è già di per sé un referendum anomalo: da un lato il &#8220;sì&#8221; delinea un sentiero già tracciato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/linutile-referendum-una-falsa-prova-di-democrazia-laccordo-alla-fine-si-fara/">L&#8217;inutile referendum, una falsa prova di democrazia. L&#8217;accordo alla fine si farà</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualsiasi tentativo di giungere ad un accordo tra la Grecia e i creditori è stato congelato nel momento in cui Tsipras ha deciso di convocare i cittadini ellenici per un referendum che si svolgerà nella giornata di domenica. Il premier greco ha manifestato così la necessità di dar voce al suo popolo, che avrà l&#8217;occasione di decidere se accettare tout court le condizioni dei creditori, attraverso un sì, oppure se far tracimare le negoziazioni, con un semplice no.</p>
<p>Alla luce dei fatti è già di per sé un referendum anomalo: da un lato il &#8220;sì&#8221; delinea un sentiero già tracciato in quanto garantisce la tenuta dell&#8217;euro e la permanenza della Grecia all&#8217;interno dell&#8217;Unione monetaria; dall&#8217;altro il &#8220;no&#8221; apre a prospettive sconosciute ed imprevedibili. L&#8217;assoluta incertezza che deriva dalla scelta del &#8220;no&#8221; spiega perché, stando ai sondaggi delle ultime ore, la maggior parte dei greci sarebbe così protesa a votare &#8220;sì&#8221;.</p>
<p>Ma, aldilà dell&#8217;esito di un referendum di dubbio valore, ciò che più fa riflettere è l&#8217;attendismo, in nome del referendum, di coloro i quali fino a poco tempo fa non vedevano oltre il 30 giugno, giorno che si annunciava catastrofico per via di scadenze di prestiti insoluti e conseguente avvio di un amaro default. Invece, com&#8217;è noto, la nottata è passata ed il referendum è apparso come deus ex machina. Non si tratta su nulla prima del risultato referendario. Infatti a cominciare dalla Merkel e con lei ogni istituzione che in Europa si rispetti hanno voluto concedere a Tsipras questa chiamata al popolo ellenico.</p>
<p>In realtà sembra più una convenienza politica piuttosto che una vera e propria manifestazione di democrazia. La Merkel e gli altri comprendono appieno l&#8217;infondatezza del referendum e l&#8217;errore politico di Tsipras, il quale perderà in ogni caso a prescindere dall&#8217;esito. E&#8217; talmente scontato che si arriverà ad un accordo finanziario che nemmeno i più appassionati euroscettici e per giunta anticapitalisti scommettono ancora sulla Grexit. Infatti è lo stesso ministro delle finanze greco, Varoufakis, a dichiarare che &#8220;un accordo è in vista anche con la vittoria del no al referendum ed è più o meno fatto, la Grecia resterà nell&#8217;euro e l&#8217;accordo includerà la ristrutturazione del debito&#8221;. Ciò nonostante la messa in scena del referendum non ha perso terreno, malgrado alcune indiscrezioni profilavano un suo possibile annullamento.</p>
<p>Così, da qui a domenica si avrà del tempo libero: i punti di PIL, la questione dei bilanci truccati, il gigantesco debito e via discorrendo vengono messi da parte per lasciare spazio, da un canto, alla rievocazione dei nobili ideali europei, che giammai possono essere dimenticati; dall&#8217;alto, ad un&#8217;attenta riflessione sull&#8217;improcrastinabile evoluzione da imprimere all&#8217;Unione europea per superare gli ostacoli che si frappongono alla piena convergenza ed integrazione tra gli Stati.</p>
<p>Ed ecco che sul futuro dell&#8217;Europa, il principio che sta alla base della democrazia viene inesorabilmente abbandonato. Mentre la Merkel regala ai greci la pantomima del referendum, dietro le quinte si muovono da tempo i presidenti delle più alte istituzioni europee per mettere a punto un documento intitolato &#8220;Completare l&#8217;Unione economica e monetaria europea&#8221;. Si tratta di un ennesimo documento, dopo il Fiscal Compact, il Six Pack e il Two Pack, che ingesserà gli Stati membri al rispetto di più stringenti parametri fiscali e che, come i precedenti menzionati, non abbisogna di alcuna formale accettazione perché, mediante un regolamento, diverrà direttamente applicabile negli Stati. E&#8217; dunque un ulteriore modo per svilire e sottrarre un altro pezzo di sovranità agli Stati senza che venga presa in considerazione né la volontà degli Stati, né tantomeno quella popolare.</p>
<p>Per di più, ai quattro Presidenti,Junker, Tusk, Dijsselbloem, Dragli e Schulz, si è aggiunto, in via non ufficiale ma con pieni poteri, il ministro delle finanze tedesco, Schaeuble. Un semplice ministro, che appartiene alla compagine governativa di uno dei 18 Stati membri dell&#8217;Unione monetaria, ha di fatto più potere dei suoi omologhi che siano essi italiani, estoni o francesi. Tutto questo lo si fa con gravi strappi ai principi democratici, aspettando però che la ventata di democrazia arrivi solo domenica.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/linutile-referendum-una-falsa-prova-di-democrazia-laccordo-alla-fine-si-fara/"><img width="1280" height="853" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum.jpg 1280w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-300x200.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-1024x682.jpg 1024w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-1020x680.jpg 1020w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-640x427.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/07/referendum-96x64.jpg 96w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>]]></content:encoded>
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