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	<title>Gli italianidi MARCO ZACCHERA &#8211; Finisce l&#8217;era Trump &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Finisce l&#8217;era Trump</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 08:41:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-finisce-lera-trump/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>L’occupazione del Campidoglio USA per alcune ore da parte dei sostenitori di Trump è stato l’ultimo atto (decisamente squallido) di quattro anni di una presidenza sempre contestata da chi non aveva mai accettato la sua presenza alla Casa Bianca. Un gesto dimostrativo (evidentemente tacitamente tollerato dalla polizia, perché mi rifiuto di credere che poche migliaia di dimostranti possano occupare il Congresso americano senza un immediato e determinato intervento degli agenti) che ha portato però anche a quattro morti e che sottolinea la spaccatura del paese. In democrazia però si vince e si perde, e quando si perde lo si deve&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-finisce-lera-trump/">di MARCO ZACCHERA &#8211; Finisce l&#8217;era Trump</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’occupazione del Campidoglio USA per alcune ore da parte dei sostenitori di Trump è stato l’ultimo atto (decisamente squallido) di quattro anni di una presidenza sempre contestata da chi non aveva mai accettato la sua presenza alla Casa Bianca.</p>
<p>Un gesto dimostrativo (evidentemente tacitamente tollerato dalla polizia, perché mi rifiuto di credere che poche migliaia di dimostranti possano occupare il Congresso americano senza un immediato e determinato intervento degli agenti) che ha portato però anche a quattro morti e che sottolinea la spaccatura del paese.</p>
<p>In democrazia però si vince e si perde, e quando si perde lo si deve accettare: è la principale regola del gioco e deve valere per tutti.</p>
<p>Radicalizzando lo scontro, d&#8217;altronde, Trump sapeva che avrebbe portato al voto molti più avversari e quindi la sua politica non ha certo pagato in termini elettorali.</p>
<p>Potrà invocare la pandemia, l’ostilità dei media, le grandi potenze finanziarie schierate contro di lui, ma Trump ha perso e quindi la sconfitta deve accettarla, non mettersi certo a sobillare gruppi più o meno eversivi.</p>
<p>Certo gli USA sono oggi un paese diviso con poche migliaia di voti georgiani che sono stati il sipario definitivo sull’ “Era Trump”.  Pochi voti di margine che hanno però assegnato ai democratici i due seggi in ballottaggio portando il Senato in parità (50 a 50) ma con il voto del presidente a poter fare la differenza.</p>
<p>Secondo la costituzione americana il presidente del Senato (che pur &#8211;  per prassi &#8211; di solito si astiene) non è elettivo, ma è proprio il vice-presidente dell’Unione e quindi sarà proprio la prossima vice-presidente Kamala Harris a garantire a Biden la maggioranza del Congresso, visto che la Camera dei Rappresentanti è già in mano democratica pur avendo perso a novembre 18 seggi a vantaggio dei repubblicani.</p>
<p>Joe Biden non sarà quindi un presidente “azzoppato” e potrà contare sul voto del Congresso almeno per i prossimi due anni perché – non va dimenticato – un terzo del Senato e tutta la Camera vengono rinnovati ad ogni primo martedì di novembre degli anni pari, con la prossima puntata già fissata quindi per il primo novembre 2022.</p>
<p>Per noi italiani &#8211; che rischiamo ogni settimana la crisi di governo e dove il richiamo al voto anticipato è una costante &#8211; questa periodicità sorprende, ma intanto assicura continuità da 250 anni al sistema elettorale americano, proprio quello che Trump giudica “corrotto come non mai”.</p>
<p>Il voto ha anche prodotto una indubbia involuzione  del Partito repubblicano che esce dal turno elettorale non tanto sconfitto nei voti (in fondo nessuno aveva mai preso tanti voti presidenziali come Trump a novembre) ma profondamente spaccato al proprio interno.</p>
<p>Con il proprio carattere e con i suoi atteggiamenti spesso eccessivamente di rottura, Trump è stato capace di nascondere le cose buone che pur ha fatto, come la netta inversione economica data agli USA prima della pandemia e i suoi successi in politica estera. Certamente ha avuto contro la grande stampa, la sinistra, i centri di potere, ma ha indubbiamente fatto di tutto per renderseli ostili ed ha clamorosamente sbagliato – secondo me &#8211; anche l’approccio alla realtà post voto di novembre: la sconfitta in Georgia (già roccaforte repubblicana) lo prova.</p>
<p>Per esempio, se erano prevedibili (e da lui sempre denunciate) distorsioni sul sistema elettorale postale perché un presidente che da 4 anni controlla l’esecutivo non è intervenuto prima per evitarli? E &#8211; in una situazione dove i democratici mobilitavano in Georgia le diverse componenti razziali della società &#8211; valeva la pena di buttarla tutto sulla polemica e la contrapposizione?</p>
<p>I voti in Georgia hanno sottolineato che non ha pagato la linea barricadera di Trump e il suo radicalizzarsi in un elettorato che è sicuramente  maggioranza soprattutto nelle campagne, ma che diventa numericamente perdente nei grandi centri e nel momento in cui i democratici riescono a mobilitare per il voto le minoranze etniche, a cominciare da quella nera visto che gli ispanici di prima generazione sembrano invece diventati una componente importante dei repubblicani .</p>
<p>Così, mentre Trump urlava al voto rubato, in Georgia  ha vinto il reverendo Raphael Warnoch, leader di una comunità religiosa nera e noto predicatore televisivo, in aperta opposizione alle chiese protestanti bianche ed integraliste che hanno invece appoggiato Trump.</p>
<p>Anche in questa spaccatura politico-religiosa c’è una profonda novità nell’elettorato americano che normalmente porta ad iscriversi al voto (atto obbligatorio ogni volta per poter votare) solo circa la metà degli aventi diritto: se aumentano i votanti tendenzialmente vincono sempre (come da noi)  i democratici.</p>
<p>Trump un anno fa era convinto del successo e  i democratici avevano scelto Biden come opaco male minore, ma prima il Covid e poi gli atteggiamenti incendiari del Presidente hanno portato alle elezioni più controverse e radicali della storia, oltre che le più care vista l’enorme somma spesa – soprattutto dai democratici – per cercare di influenzare gli elettori.</p>
<p>C’è un altro aspetto fondamentale: Trump ha perso, ma ha fatto anche perdere il proprio partito che in buona parte lo ha sopportato in silenzio per quattro anni ed ora cercherà di distruggerlo. Trump non è stato un personaggio facile da digerire in casa repubblicana, ha spostato su posizioni radicali il partito perdendo voti e simpatie in settori storici dell’ “Old Party” che non hanno condiviso molte delle sue posizioni. Squadra che vince non si cambia, ma quando perde la resa dei conti è inevitabile.</p>
<p>Alla fine Joe Biden ha giocato (e sta giocando) l’accorta carta della moderazione, accolta dagli sdolcinati commenti dei leader mondiali, ma anche perché capisce di avere comunque una maggioranza minima sia al Congresso che nel paese, oltre ad una Corte Suprema di chiara impronta conservatrice anche se sul voto di novembre ha dimostrato – come era ovvio, salvo che per qualche commentatore nostrano  – la propria tradizionale ed assoluta indipendenza.</p>
<p>Proprio la Corte Suprema resta così uno dei pochi punti di riferimento per un’America che oggi appare politicamente divisa, smarrita ed economicamente prostrata in molti settori per il Covid che tuttora imperversa, drogata per l’andamento anomalo dei mercati finanziari che con il loro potere (e milioni di dollari) hanno apertamente aiutato Biden. Nodi che verranno al pettine molto presto e che ora spostano tutta la responsabilità – e senza più alibi – in casa democratica.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-finisce-lera-trump/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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