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	<title>Gli italianiCommenti &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Commenti &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Il fallimento dell&#8217;ONU</title>
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		<pubDate>Sat, 28 Sep 2024 06:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-fallimento-dellonu/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Mai come quest’anno l’affollato show dell’Assemblea Generale dell’ONU sta confermando a New York che &#8211; a dispetto dei politici-attori che si contendono il red carpet e il microfono sotto gli obiettivi delle TV – il grande ed elegante “mondo blu” del Palazzo di Vetro non è stato in grado di partorire&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai come quest’anno l’affollato show dell’Assemblea Generale dell’ONU sta confermando a New York che &#8211; a dispetto dei politici-attori che si contendono il red carpet e il microfono sotto gli obiettivi delle TV – il grande ed elegante “mondo blu” de<strong>l</strong> Palazzo di Vetro non è stato in grado di partorire nemmeno un topolino.</p>
<p>Neppure uno degli scontri in atto nel mondo vede infatti l’ONU attore principale di mediazione o almeno compartecipe alle iniziative per il ripristino della pace: in Libano i razzi si incrociano sulla testa dei nostri soldati del contingente UNIIFIL che sostanzialmente non toccano palla, in Ucraina le forze ONU non sono nemmeno nominate, in Myanmar ci si ammazza a volontà con l’ONU totalmente assente, ma che non è neppure capace di dire la parola “fine” anche alle troppe crisi politiche locali.</p>
<p>Nessuno tiene più il conto delle miriadi di “risoluzioni” man mano approvate (e non parliamo poi di quelle respinte con diritto di veto) dall’Assemblea Generale o dal Consiglio di Sicurezza tanto che i dittatori o i colonnelli di turno continuano indisturbati a violare i principi fondamentali della “Carta” senza neppure più preoccuparsi di salvare la faccia.</p>
<p>L’Onu (che peraltro è travolto dai debiti dei paesi inadempienti, che non riescono o non vogliono perfino pagare le quote annuali) è veramente in crisi e non va meglio con le sue Agenzie di vario ordine e grado che dovrebbero alleviare le sofferenze dei civili ma – dove ci riescono – portano a  risultati costi-benefici davvero inquietanti anche perché alle spalle dello “show” è nata, cresciuta e si è ben radicata una ressa di delegazioni, funzionari, ambasciatori e mantenuti vari che pesano come macigni sulle casse comuni, ma molto spesso senza dare concreti risultati.</p>
<p>Il vernissage dell’Assemblea plenaria è comunque da anni un “must” per i potenti della terra (salvo quelli inseguiti da mandati di cattura internazionali, non si sa mai) che arrivano, parlano per i pochi minuti loro assegnati nel disinteresse generale, salutano e se ne vanno rigorosamente senza neppure ascoltare quello che hanno da dire gli oratori successivi. Alle spalle dei leader stuoli di portaborse, diplomatici, assistenti, parlamentari che approfittano di fine settembre per qualche giorno di shopping a New York.</p>
<p>Resta davvero poco dello spirito originario dell’ONU, il valore almeno morale delle sue decisioni ha perso d’importanza anche per i “grandi” non vogliono cambiare neppure i regolamenti e si mantengono stretto il loro diritto di veto per bloccarsi a vicenda andando spesso contro la logica e soprattutto la giustizia per i propri interessi.</p>
<p>D&#8217;altronde i quasi 200 paesi partecipanti sono tutti equiparati tra loro e teoricamente San Marino e le Isole Barbados contano come gli USA al momento del voto: principio di equità e democrazia, ma che si inceppa poi al momento di concretizzare qualcosa.</p>
<p>Anche la <strong>Meloni</strong> è venuta, ha parlato (in buon inglese, un bel passo avanti rispetto a troppi premier italiani alla <strong>Renzi</strong> che neppure lo spiccicavano o si facevano ridere dietro per il loro accento) ha ricevuto un premio dalle mani di <strong>Elon Musk</strong> e se ne è tornata a Roma sull’aereo di stato. <strong>Biden</strong> ha invece salutato tutti con commozione: comunque andrà il 5 novembre, per lui era l’ultima sua uscita internazionale ed appare già come l’ombra di sé stesso.  Umanamente colpisce, ma pensare che fino a due mesi fa era lui il candidato democratico resta davvero sconcertante.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>VENEZUELA: IL MONDO E’ DISTRATTO</strong></p>
<p>Il “presidente” <strong>Maduro</strong> ha brillantemente perso le elezioni in Venezuela non superando il 32% dei voti, ma nel disinteresse concreto del mondo ha messo galera gli oppositori, fatto sparare sui dimostranti, costretto all’esilio chi non la pensa come lui e governa come prima. Addirittura la sua Corte Suprema (quella che ha certificato il risultato elettorale ignorando i colossali brogli) ha chiesto l’arresto del presidente argentino <strong>Miei</strong> per le sue “provocazioni”. Dopo una prima fiammata di interesse il Venezuela non fa più notizia, ma possibile che il mondo non riesca ad imporre neppure il rispetto di un voto? Forse perché Maduro è un dittatore di sinistra, amico dell’Iran e di Cuba?</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-fallimento-dellonu/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>di GIUSEPPE SANZOTTA &#8211; Veleni d&#8217;agosto</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Aug 2024 11:16:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/giuseppe-sanzotta-veleni-dagosto/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p><hr /><p>Non sappiamo cosa ci sia di vero nella denuncia di una campagna orchestrata per colpire Arianna Meloni, la sorella della premier. Secondo l&#8217;accusa partita da Il Giornale ci sarebbe il tentativo orchestrato da politici, giornalisti e magistrati per arrivare a denunciare Arianna Meloni per traffico di influenze. Sarebbe lei a&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sappiamo cosa ci sia di vero nella denuncia di una campagna orchestrata per colpire Arianna Meloni, la sorella della premier. Secondo l&#8217;accusa partita da Il Giornale ci sarebbe il tentativo orchestrato da politici, giornalisti e magistrati per arrivare a denunciare Arianna Meloni per traffico di influenze. Sarebbe lei a orchestrare nomine e sposamenti. La denuncia è stata resa sul serio da Fratelli d&#8217;Italia che eme un uso politico della magistratura. Ma nello stesso tempo ha provocato la ferma smentita, soprattutto da parte di Renzi di essere parte di questo complotto. Renzi ha subito ricordato che accuse analoghe furono rivolte alla sua famiglia, e naturalmente ha smentito di poter avere lui un rapporto di questo tipo con settori della magistratura. Il problema vero riguarda le nomine nel settore pubblico e in Rai. L a lottizzazione non è una novità. E&#8217; sempre stato così, anche se chi le fa, cioè chi ha la maggioranza, parla di scelte professionali, le opposizioni di lottizzazioni. In realtà è sempre la stessa cosa, il solo auspicio è che le scelte ricadano su professionalità accertate. Si tratta di veleni d&#8217;agosto, un anticipo di quello che vedremo in autunno. Sfide importanti perché da definire c&#8217;è la questione europea, la scelta del commissario italiano e il peso che potrà avere nella commissione guidata da Ursula von der Leyen. Inoltre c&#8217;è tutta la partita economica e l&#8217;autunno è il periodo delle scelte, tanto più complicate per la situazione italiana che deve fare i conti con una pesante eredità debitoria: Una fase che deve vedere la maggioranza unita. L&#8217;incontro tra Salvini  e Meloni è servito a questo. A fine agosto ci sarà il vertice a tre allargato a Tajani che rispetto agli alleati ha segnato dei punti di distinguo. Il primo riguarda il voto su Ursula, Forza Italia ha votato a favore della sua elezione, contrari Lega e Fratelli d&#8217;Italia. C&#8217;è poi la questione della cittadinanza ai ragazzi stranieri nati o residenti in Italia. Forza Italia ha avanzato una proposta che trova consensi a sinistra , ma non nei partiti alleati. In realtà si intravede un posizionamento politico che potrebbe avere sviluppi in futuro. Infatti la Lega sta cercando di scavalcare a destra Fratelli d&#8217;Italia. Il partito di Meloni, almeno sul fronte interno, non gradisce questo tipo concorrenza e reagisce cercando di lasciare poco spazio politico. In questo quadro Forza Italia potrebbe giocarsi la partita calcando sul moderatismo, evidenziando il legame con i Popolari europei e evidenziando l&#8217;anima liberale sulla question dei diritti. Del resto alla famiglia Berlusconi sono arrivati suggerimenti a proseguire su quella strada. E Foza Italia non può non tenere conto di tutto questo. La questione è se le divergenze resteranno limitate e non 9nficieranno il rapporto tra i partiti di maggioranza. L&#8217;incontro a tre di fine agosto servirà a questo.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/giuseppe-sanzotta-veleni-dagosto/"><img width="763" height="1136" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto.jpg 763w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-201x300.jpg 201w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-688x1024.jpg 688w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-640x953.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/03/GIUSEPPE-SANZOTTA-foto-43x64.jpg 43w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>di MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; La sinistra italiana ha studiato Goebbels?</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 14:34:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/mario-bozzi-sentieri-la-sinistra-italiana-studiato-goebbels/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>E’ nota l’affermazione attribuita erroneamente a   Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda del Terzo Reich, dal 1933 al 1945:   “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Meno conosciuti gli undici punti per fare una perfetta propaganda, formalizzati dallo psicologo Leonard William Doob, professore all’Università di&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ nota l’affermazione attribuita erroneamente a   Joseph Goebbels, il Ministro della Propaganda del Terzo Reich, dal 1933 al 1945:   “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”. Meno conosciuti gli undici punti per fare una perfetta propaganda, formalizzati dallo psicologo Leonard William Doob, professore all’Università di Yale, in <em>Goebbel’s Principles of Propaganda </em>(1950) che fissano una metodologia propagandistica, applicata in Germania negli Anni Trenta, ma – aggiungiamo noi &#8211;  ancora  praticata, al di là di tutte le etichette ideologiche, anche dalla sinistra italiana. Precisiamo, a scanso di equivoci, che si tratta di uno schema generale, ma sono certe assonanze che svelano dei meccanismi propagandistici oggi riportati in auge dalla sinistra italiana (e dalla sua grancassa propagandistica) contro l’attuale governo di centrodestra. A ciascuno di verificare, punto per punto,  talune affinità, integrando quelle  da noi segnalate.</p>
<ol>
<li><strong>Principio della semplificazione e del nemico unico</strong></li>
</ol>
<p><em>È necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.</em></p>
<h1>Luciano Canfora: &#8220;Meloni è oggettivamente neonazista”.</h1>
<ol start="2">
<li><strong> Principio del metodo del contagio</strong></li>
</ol>
<p><em>Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo.</em></p>
<h1>“Giorgia Meloni, il passato che non passa: l&#8217;ombra nera mai fugata” (Paolo Berizzi, “la Repubblica”, luglio 2022).</h1>
<ol start="3">
<li><em><strong> Principio di trasposizione</strong></em></li>
</ol>
<p><em>Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.</em></p>
<p>In sintesi: il “ladro di democrazia” chiama “ladro di democrazia” il suo nemico per confondere le idee.</p>
<ol start="4">
<li><strong> Principio dell’esagerazione e del travisamento</strong></li>
</ol>
<p><em>Qualsiasi atto compiuto dall’avversario dev’essere etichettato come minaccioso. </em></p>
<p>“Con la riforma del premierato si vuole far saltare ogni forma di controllo democratico, a partire dalla presidenza della Repubblica” (Tomaso Montanari, “Il fatto quotidiano”, 8 aprile 2024).</p>
<ol start="5">
<li><strong> Principio della volgarizzazione</strong></li>
</ol>
<p><em>Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. </em></p>
<p>&#8220;La vostra <strong>Giorgia Meloni</strong> razzista, fascista, nazista&#8221;. La voce che arriva dal palco del Sonic park è quella di <strong>Brian Molko</strong>, frontman dei Placebo dal palco del Sonic park durante il  concerto al festival a Stupinigi: &#8220;Pezzo di m&#8230;., vaff!&#8221; (luglio 2023).</p>
<ol start="6">
<li><strong> Principio di orchestrazione</strong></li>
</ol>
<p><em>La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.</em></p>
<p>FdI e i “conti con il passato” che non passano mai…</p>
<ol start="7">
<li><strong> Principio del continuo rinnovamento</strong></li>
</ol>
<p><em>Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.</em></p>
<ol start="8">
<li><strong> Principio della verosimiglianza</strong></li>
</ol>
<p><em>Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.</em></p>
<p>&#8220;Non mi viene in mente niente di più fascista del <strong>sangue </strong>il sangue che stabilisce parentele, gerarchie, eredità, tradizioni. Il sangue che consente di mantenere i privilegi. Il privilegio che è l&#8217;opposto e il contrario del diritto. Il fascismo ancora prima di una ideologia, di una memoria, dell&#8217;apologia di un reato, è una pratica. Una prassi quotidiana, anche amministrativa&#8221; (Chiara Valerio, “La Repubblica”, 21 giugno 2023). Fascismo, ancora fascismo, dunque. Ma dove? Al centro della polemica la procuratrice di Padova, Valeria Sanzari, che ingiunge, legge alla mano, di cancellare il nome della madre non biologica e rettificare il cognome attribuito ai figli negli atti di nascita del comune di Padova. Immediata l’assimilazione con il sangue … fascista.</p>
<ol start="9">
<li><strong> Principio del silenziamento</strong></li>
</ol>
<p><em>Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario.</em></p>
<p>“Venghino, signori, venghino. Oggi il circo mediatico della sinistra ha un nuovo obiettivo: la collega Incoronata Boccia, vicedirettrice del Tg1, colpevole di aver fatto un ragionamento articolato (e del quale aveva fatto un accurato preambolo) sull’aborto in un programma Tv della Rai. <strong>La collega non ha mai messo in discussione una legge dello Stato</strong> e i suoi diritti, ma ha espresso con chiarezza una sua opinione di principio e ricordato le parole di madre Teresa di Calcutta: ‘l’aborto è un pericolo imminente più delle guerre&#8217;”. <strong>Lo afferma il sindacato Unirai, liberi giornalisti Rai</strong> in una nota del 21 aprile 2024.  “Incoronata Boccia ha avuto anche un pensiero per i nascituri. E’ grave farlo? Da Pd e M5S- prosegue la nota- arrivano addirittura richieste di chiarimento ai vertici Rai. La solita solfa. Ci stiamo abituando alla protervia di chi pensa di poter continuare a dettare legge sulla Rai, accusando i suoi vertici di censura, ieri, e di aver avallato una violazione di legge, oggi. Qual è il menù di domani? <strong>Censurare il Santo Padre che sul tema dell’aborto si esprime con parole di chiarezza inequivocabile?”.</strong></p>
<ol start="10">
<li><strong> Principio della trasfusione</strong></li>
</ol>
<p><em> </em></p>
<p><em>Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.</em></p>
<h1>“Il 25 aprile di Meloni dura solo venti minuti e non cita mai l’antifascismo” (“La Repubblica”, 26 aprile 2024)</h1>
<ol start="11">
<li><strong> Principio dell’unanimità</strong></li>
</ol>
<p><em>Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong>Mario Bozzi Sentieri</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Mattarella, polemiche inutili- I giovani e l&#8217;Europa</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jun 2024 13:40:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-mattarella-polemiche-inutili-giovani-leuropa/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Vabbè che siamo alla fine della campagna elettorale e tutto fa brodo, ma il polverone contro la Lega che critica Mattarella perchè il 2 giugno in un discorso ha celebrato “la sovranità dell’Unione Europea” non mi convince. Premesso che il 2 giugno era la festa della Repubblica Italiana, non della sovranità europea,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-mattarella-polemiche-inutili-giovani-leuropa/">di MARCO ZACCHERA &#8211; Mattarella, polemiche inutili- I giovani e l&#8217;Europa</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Vabbè che siamo alla fine della campagna elettorale e tutto fa brodo, ma il polverone contro la Lega che critica <strong>Mattarella</strong> perchè il 2 giugno in un discorso ha celebrato “la sovranità dell’Unione Europea” non mi convince. Premesso che il 2 giugno era la festa della Repubblica Italiana, non della sovranità europea, considero Mattarella una persona limpida e capace, ma comunque politicamente di parte perché così è stata eletta. Per questo non considero una bestemmia sostenere che vada riformata la concezione stessa della Presidenza della Repubblica, figura che avrebbe ben maggior valore se fosse eletta direttamente dai cittadini. La sinistra tende a confondere (e far confondere) una elezione diretta con il concetto del “Duce al comando” il che è una cretinata. Circa i “pesi e contrappesi” costituzionali tra poteri erano tecnicamente ineccepibili nel 1948 ma oggi il potere giudiziario è debordante, quello parlamentare ridotto e quello esecutivo (governo) decisivo. Allora è logico decidere e scegliere chi governa (premierato) ma anche chi controlla (presidenza): far votare una volta di più i cittadini è sempre un bene, spiegatelo alla <strong>Schlein, Conte</strong> &amp; C. !</p>
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<p><strong>AUTOLESIONISMO ELETTRICO</strong></p>
<p>Bruciato in poche ore il “bonus” per l’acquisto di auto elettriche che già sono un flop, ma che senza incentivi non comprerebbe quasi nessuno. Certo che è un illuminante caso di auto-distruzione europea: metterci soldi pubblici per aiutare la concorrenza cinese mentre <strong>Biden</strong> impone un dazio del 100% sulle importazioni e <strong>Trump </strong>vorrebbe innalzarlo addirittura al 200% (mentre quelli europei sulle importazioni di auto e parti elettriche “made in China” sono del 15%.). Solo questo esempio banale può dare un’idea dell’autolesionismo europeo nel nome del presunto “green”. Beffa nel danno ci si è subito accorti che il “bonus” non è stato prenotato da singoli cittadini ma da grandi gruppi che così li hanno monopolizzati. Signori: un po&#8217; di logica e buonsenso!!</p>
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<p><strong>Approfondimento: I GIOVANI LONTANI DALL’EUROPA</strong></p>
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<p>In un lungo articolo on line sul “Corriere della Serra” <strong>Luca Angelini</strong> si sofferma sul previsto voto dei giovani europei domani e domenica denunciando con toni allarmati che buona parte dei nuovi elettori o non andrà a votare o voterà per l’estrema destra.</p>
<p>Seguono sondaggi “inquietanti” con un 36% dei giovanissimi francesi che voterebbero per la Le Pen, così come i loro coetanei olandesi, slovacchi, ungheresi, romeni, e il 22% addirittura per l’ AFD in odore di neonazismo tedesco.</p>
<p>I numeri darebbero ancora i verdi come primo partito “giovane” ma in netto calo rispetto al passato, mentre a destra la crescita sarebbe prorompente.</p>
<p>Seguono una serie di interviste più o meno scandalizzate sulle motivazioni di questo voto “Si tratta di ribellione, trasgressione, provocazione &#8211; spiega Steven Forti, professore di storia contemporanea all’Università di Barcellona &#8211; dicono (i rappresentanti dell’ultra destra, <em>ndr</em>) che stanno combattendo l’egemonia culturale dei liberal di sinistra, e ci sono molti giovani che credono in questa narrazione. A parte che l’illustre professore se non ammette questa egemonia (e spesso addirittura monopolio) deve vivere su Marte più che in Europa. nessuno sembra chiedersi però se per caso questa percezione sia almeno in parte giustificata.</p>
<p>Questa autocritica non c’è mai, partendo dal presupposto che chi vota a destra ”sbaglia” e quindi vada “corretto”, senza prendere nemmeno in considerazione che a sbagliare siano invece le politiche europee su molte questioni d’attualità.</p>
<p>Non si capisce – se le cose continuassero a livello politico come in questi anni in Europa – come mai dovrebbe poi esserci un’inversione di tendenza, visto che la percezione delle priorità è cambiata.</p>
<p>Per esempio secondo uno studio promosso dal Financial Times i giovani tedeschi tra i 14 e i 29 anni solo due anni fa avevano come percezione maggiore il cambiamento climatico, un tema oggi nettamente superato dai timori per l’inflazione e la crisi economica con il timore di non potere avere una pensione alla fine dell’età lavorativa. Anche l’aumento di migranti e rifugiati è in grande ascesa fra le questioni ansiogene dei giovani tedeschi.</p>
<p>«La giovane generazione è davvero pessimista &#8211; sottolinea Simon Schnetzer, coautore dello studio &#8211; e questo li rende più ricettivi al messaggio dell’AfD, ovvero che il governo abbia perso il controllo della situazione” (e se fosse proprio così ?) .</p>
<p>Lo stesso sembra avvenire in Italia e in Spagna mentre in Romania il 25% dei giovani tra i 18 ei 35 anni che intendono votare sosterrà la formazione di estrema destra Alleanza per l’Unione dei Romeni (Aur), una percentuale più alta rispetto a qualsiasi altro partito. La maggioranza dei giovani rumeni criticano però anche il sostegno militare di Bucarest all’Ucraina e si scagliano contro «l’ideologia gender» e l’ateismo. Solo il 23% dei giovani ha fiducia nella democrazia rumena e il 67% ha preso in considerazione l’ipotesi di lasciare il paese.</p>
<p>I temi sollevati dall’ inchiesta inglese sono ripresi anche da <em>Le Monde </em>che<em> </em>si è occupato a lungo dei giovani che voteranno Jordan Bardella, il 28enne che Marine Le Pen ha scelto come guida del Rassemblement National. «Alcuni di questi giovani — scrive il quotidiano francese — appartenenti in genere a categorie popolari, raccontano il sentimento di un “orgoglio ritrovato”, la speranza di essere finalmente considerati per quello che sono e fanno, in territori che si sentono trascurati dallo Stato e dai leader politici. Le precedenti elezioni hanno dimostrato che i giovani francesi attratti dall’estrema destra sono tra i più precari, i meno istruiti, spesso residenti in aree rurali o periferiche e da questo punto di vista, il fatto che Bardella sia cresciuto nella banlieu parigina di Seine-Saint Denis lo fa sentire uno di loro».</p>
<p>Insomma, sembra far capire l’illustre quotidiano: “Sono solo dei disadattati, ignoranti e sostanzialmente cretini”. (Forse se qualche giornalista di <em>Le Monde</em> vivesse nelle aree suburbane parigine in mano alle bande nordafricane cambierebbe opinione).</p>
<p>Ma se questa è la fotografia dell’esistente, come e perché si è giunti a questo punto?</p>
<p>E’ qui che manca nei commenti un’autocritica alla realtà di Bruxelles, ma anche una proposta per un cambio di rotta. Se i governi insistono a considerare la BCE il “dominus” della politica (o se sono obbligati a farlo), se manca trasparenza (vedi caso vaccini), se il problema immigrazione non viene regolato, se – in definitiva – i problemi dei giovani (e non certo solo di quelli che voteranno a destra) non vengono sufficientemente affrontati perché stupirsi degli effetti e non voler capirne le cause?</p>
<p>Forse perché a Bruxelles interessa poco il voto giovanile (o che i giovani non votino più) perché sono altri sono gli interessi e gli obiettivi, soprattutto economici.</p>
<p>C’ è una grande verità che le istituzioni europee non ammettono: persi gli ideali e molte delle speranze dei Fondatori, “il re è nudo” tanto che non solo i giovani si pongono la domanda a che cosa serva e in che cosa creda più l’Europa.</p>
<p>Un disastro, dopo solo vent’anni di Unione, dover constatare questo fallimento.</p>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211;  La Segre e la Repubblica presidenziale</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2024 13:08:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-la-segre-la-repubblica-presidenziale/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>Sono sostenitore da sempre di una “vera” Repubblica Presidenziale e considero il premierato solo un parziale surrogato della via maestra, ovvero che siano sempre i cittadini ad eleggersi direttamente il vertice della propria nazione, così come ad ogni livello amministrativo. Per me andrebbe quindi votato direttamente sia il Presidente della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-la-segre-la-repubblica-presidenziale/">di MARCO ZACCHERA &#8211;  La Segre e la Repubblica presidenziale</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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<p>Sono sostenitore da sempre di una “vera” Repubblica Presidenziale e considero il premierato solo un parziale surrogato della via maestra, ovvero che siano sempre i cittadini ad eleggersi direttamente il vertice della propria nazione, così come ad ogni livello amministrativo.</p>
<p>Per me andrebbe quindi votato direttamente sia il Presidente della Repubblica che il premier, eventualmente pre-indicato da un gruppo di liste di appoggio a lui/lei collegate  sulla stessa scheda elettorale, ma con la possibilità anche di un voto disgiunto (come avviene per eleggere il sindaco) nel caso si ritenesse valida una persona ad essere primo ministro (pensate ad un tecnico) anche se non fosse espressione del proprio personale schieramento politico per rendere chiara la scelta dei cittadini.</p>
<p>Una riforma abbastanza pasticciata come quella che si delinea non mi piace per niente e temo che la Meloni ci si impantanerà,  anche perché c’è questa assurda sindrome di “lesa maestà” verso Mattarella con la paura (strumentale) di intaccare la figura ed i compiti dell’inquilino del Quirinale che viene dipinto  come una specie di San Gennaro o altro taumaturgo intoccabile e salva-problemi ma che invece, alla prova dei fatti, è oggi e da sempre espressione politica di parte e come tale si comporta appena scalfita la patina del formale “super partes” che fa finta di essere. Quante volte avete ascoltato Mattarella prendersela con i “suoi” magistrati, per esempio, oppure i suoi ex del PD?</p>
<p>Ma torniamo al premierato contro il quale si è schierata (e si poteva dubitarne?) la senatrice a vita <strong>Liliana Segre</strong>, altra santa martire che deve avere tutto il nostro rispetto per quello che ha passato e che rappresenta, ma che non è secondo me “la più autorevole esponente del Parlamento” come viene a volte dipinta, soprattutto quando va via per la tangente sostenendo addirittura che una riforma come il premierato &#8220;<em>riecheggia </em><strong><em>Mussolini</em></strong>&#8220;, il che mi pare decisamente eccessivo.</p>
<p>Ma quando parla la Segre si inchinano tutti, dentro e fuori i sacri confini, anche quando sostiene autentiche sciocchezze e così &#8211; in un articolo del <em>Times</em> britannico, giornale del gruppo Murdoch &#8211; la riforma costituzionale voluta dalla Meloni è stata accostata al nome del Duce. Nel pezzo in questione le critiche della Segre  alle possibili riforme costituzionali sono diventate il pretesto per una descrizione decisamente parziale della situazione politica in Italia.</p>
<p>&#8220;<a href="https://customer72153.musvc4.net/e/tr?q=9%3dRR6aN%26B%3d8%26J%3dLYEa%260%3dX0XMS%26z%3dDEJuO_CqXv_Na_wwnp_7l_CqXv_Mf2SH.9qC4EwJvBj.EE_HVyk_RKLzHxK95_wwnp_7l29tN29f-IzBtJ4-Q8ZSW9.DECq%260%3d8KxRxT.sAE%269x%3dXUY8%26PD%3dREXOZ0XOZ0XMR0%26D%3dN2AANT6cS5kbN2gZPSgZxRjfwY0AwS0BQ48aO4jdz370MX99SWjeM7v1f59AyTCAS2jf&amp;mupckp=mupAtu4m8OiX0wt" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer"><em>Giorgia Meloni</em></a><em> ha in programma di rivedere la Costituzione per dare maggiori poteri ai futuri leader italiani, sostenendo che l&#8217;attuale sistema lascia i primi ministri in preda a complotti di partito</em>”, ha scritto il quotidiano britannico (e fin qui è acqua calda) ma citando poi le stroncature della senatrice a vita scrive che la regola del premio di maggioranza &#8220;<em>riecheggia una legge introdotta da Benito Mussolini, il </em><strong><em>dittatore fascista</em></strong><em>, per darsi più potere</em>&#8220;. Il riferimento è alla <strong>legge Acerbo</strong>, citata in un passaggio del discorso della Segre, legge introdotta nel 1923. .</p>
<p>A parte che quando fu votata quella legge i fascisti in Parlamento erano una piccola minoranza <u>(35 deputati rispetto ai 223 che l’approvarono</u>, in una Camera che  era presieduta da <strong>Enrico De Nicola</strong>, futuro primo presidente della Repubblica Italiana, ma queste cose non le vuole ricordare nessuno…) appare strano che un giornale come il Times non sia riuscito a comprendere e spiegare le ragioni della riforma proposta dal governo <strong>Meloni.</strong> Eppure lo stesso sistema di governo del <strong>Regno Unito</strong> prevede un modello che attribuisce all&#8217;esecutivo enormi poteri, delineando di fatto un sistema bipartitico nel quale chi vince ottiene un <strong>mandato forte</strong> per far approvare senza difficoltà le proprie proposte legislative e dove il leader del principale partito è addirittura automaticamente anche il primo ministro e con un re che “regna ma non governa” come prassi da qualche secolo in qua.</p>
<p>Ricordiamoci, tra l’altro, che la Gran Bretagna ha un sistema politico di fatto bipolare mentre in Italia (vedi proprio il caso delle prossime elezioni europee) c’è uno stuolo di partiti, partitini, partitucoli e movimenti vari che senza freni e sbarramenti genererebbero solo una grande confusione e, soprattutto, garantirebbero l’ingovernabilità salvo la consueta compravendita di voti in parlamento di cui abbiamo avuto esempi a volontà nel recente passato.</p>
<p>E’ quindi un po&#8217; una forzatura (stavo scrivendo un aggettivo più forte) che la Segre si presti a questi giochetti perché l’accostamento Meloni-Mussolini è ridicolo e la stessa Segre lo sa benissimo.  Piuttosto è lei che si trasforma troppo spesso dal ruolo di senatrice a vita (e quindi mai votata dai cittadini) a giudice dei buoni e dei meno buoni, dove i cattivi sono sempre quelli che non la pensano come lei.</p>
<p>Si lamentasse piuttosto la Segre per i passati saltimbanchi parlamentari e si chieda dov’era lei stessa quando (grazie alla legge elettorale) il volere dei cittadini era spudoratamente violato creando e sfasciando governi di segno opposto nella stessa legislatura con l’elezione di premier neppure eletti. Confondere l’autoritarismo con l’autorevolezza è una sciocchezza colossale e l’autorevolezza di un premier viene (e verrebbe ancor di più con il premierato) dal voto democratico, una verifica elettorale alla quale proprio la Segre, tanto osannata e riverita, non si è peraltro mai sottoposta.</p>
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		<title>di MARIO BOZZI SENTIERI &#8211; Quo vadis Europa?</title>
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		<pubDate>Mon, 27 May 2024 13:04:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/quo-vadis-europa/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2015/04/Mario-Bozzi-Sentieri-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>L’Europa deve cambiare: è questa l’aspettativa autentica che ci sta di fronte,  in vista del prossimo appuntamento elettorale dell’ 8-9 giugno, consapevoli  che, nella prospettiva di una più matura integrazione continentale,  evidentemente non sia possibile  continuare a muoversi con le modalità fino ad oggi seguite, avendo gli identici obiettivi ed&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Europa deve cambiare: è questa l’aspettativa autentica che ci sta di fronte,  in vista del prossimo appuntamento elettorale dell’ 8-9 giugno, consapevoli  che, nella prospettiva di una più matura integrazione continentale,  evidentemente non sia possibile  continuare a muoversi con le modalità fino ad oggi seguite, avendo gli identici obiettivi ed interlocutori di ieri. C’è bisogno di discontinuità, il  che non necessariamente vuole dire  passare attraverso la rottura dei vincoli europei.</p>
<p>Tra l’Euroconformismo della finanza e della burocrazia ed un Euroscetticismo semplificatorio, spesso “gridato”, che si manifesta nella latitanza rispetto agli appuntamenti elettorali e nella lontananza dell’opinione pubblica dalle grandi questioni della politica continentale, c’è bisogno di trovare una nuova linea di marcia.</p>
<p>Dove cercarla ? Intanto nella necessità  di ricostruire la concreta consapevolezza di un’Europa impegnata sui temi forti dell’economia e della socialità, sui crinali della sicurezza e della politica estera. Un’ Europa che voglia  assumersi finalmente le proprie  responsabilità rispetto ai suoi cittadini e dunque sappia  ad essi trasmettere certezze e speranze autentiche.  Un’Europa che voglia essere Madre  più che – come oggi &#8211; matrigna. Disciplinatrice più che vessatoria. Capace di suscitare aspettative  piuttosto che essere sterilmente burocratica.</p>
<p>Questa Europa, un’altra Europa,  è possibile ? Non è facile essere ottimisti. Bisogna però  cominciare a pensarci, forti anche della consapevolezza rispetto ad  una Cultura che sentiamo nostra, ma che evidentemente non può esaurirsi nella mera contemplazione della memoria. Va piuttosto promossa e condivisa. Va portata nelle scuole e trasformata in messaggio formativo-collettivo. Va resa attuale. Va trasformata in idee-forza.</p>
<p>All’ Europa   olimpica e dorica, all’Europa di templi e di dei, romana ed imperiale, audace e guerriera, cervello socratico e cuore cristiano – come scrisse un grande europeista spagnolo (Salvador de Madariaga) , all’ Europa  d’incunaboli e di immaginazioni futuriste, è urgente  collegare organicamente l’ Europa del lavoro e del diritto, della produzione e della scienza, capace di farsi ancora esempio di civiltà, particolarmente oggi, in questi tempi di disperazioni globali, finalmente consapevoli che <strong>un’Europa, cosciente del proprio ruolo, avrebbe potuto essere diversa, se avesse pensato meno o non solo ad essere  strumento burocratico, orizzonte codificato entro cui fare morire d’inedia i suoi cittadini. Avrebbe potuto e dovuto avere un ruolo geopolitico e mediterraneo.  Avrebbe potuto e dovuto essere un’aspettativa reale.  Purtroppo non è stato così. Ma quell’Europa rimane e non solo nei suoi monumenti e nella sua Storia. </strong>A partire anche dal terreno strettamente economico, delle risorse e degli investimenti, che rappresentano  un orizzonte più immediato rispetto ai richiami metapolitici del passato, ma proprio per questo fanno  presagire modalità d’intervento che possono essere ben declinate,  con ambizioni e progetti di più ampia prospettiva continentale.</p>
<p>Tra la stretta ortodossia europeista, spesso così lontana dalle sensibilità dei popoli europei, e l’euroscetticismo, che certamente non ci appartiene, <strong>una “terza via” c’è. Ed è quella che si muove, a partire dai territori, per “rappresentare” e tutelare, il mondo del lavoro e della produzione, i processi di modernizzazione </strong>(dalla formazione agli investimenti, dalle infrastrutture alla difesa delle imprese “strategiche”). Tutto questo partendo anche   dalla specificità delle nostre produzioni, che – non a caso – si intrecciano con le storie, la qualità, la memoria del nostro essere italiani nel tempo europeo.</p>
<p>In tutto ciò è francamente difficile – a patto di non essere mossi da interessi preconcetti – vedere rischi per i processi d’integrazione europea, che di un nuovo slancio, di nuove visioni hanno piuttosto bisogno, pena una preoccupante perdita di credibilità e di funzioni. Vale per il Pnrr, ma anche in altri ambiti. Un’Europa diversa è possibile. Basta crederci ed impegnarsi di conseguenza. Senza dare nulla per scontato.  Consapevoli che per “fare l’avvenire” dell’Europa, per fare veramente l’Europa, c’è allora  bisogno di  portare a sintesi le tante, sparse aspirazioni e necessità presenti sul nostro continente, guardando  avanti, per  rimettere  in carreggiata l’Europa stessa , oggi percorsa da crisi d’identità e di ruolo.</p>
<p>A chi si riconosce  nell’Europa della memoria e del futuro di individuare i nuovi percorsi dell’integrazione continentale ed i contorni di un progetto originale di cultura, di politica, di civiltà in grado di essere compreso e condiviso da tutti gli europei. Importante è mantenere alta la guardia. Discuterne. Soprattutto crederci. Andando oltre  le piccole frustrazioni della quotidianità, oltre le stanchezze per crisi che sembrano senza soluzione, oltre la mancanza di consapevolezza non solo rispetto ad una Storia ma al domani.</p>
<p>Su questi crinali c’è uno spazio enorme per una cultura non-conforme che voglia impegnarsi a  riannodare gli sfilacciati brandelli di una memoria-identità continentale con le sfide dell’avvenire. Senza velleitarismi. Con chiarezza d’intenti. In fondo le elezioni passano, ma le idee, le aspettative autentiche, le grandi visioni di restano. Lì  si gioca la partita del nostro avvenire continentale.</p>
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<p><strong>                                                                                               Mario Bozzi Sentieri </strong></p>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Pace in Ucraina, attentato a Fico &#8211; Il caso Toti</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2024 11:02:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-pace-ucraina-attentato-fico-caso-toti/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>PACE IN UCRAINA, ATTENTATO A FICO Durante la sua visita in Cina, Putin ha dichiarato di essere disponibile ad un piano di pace purché consideri “gli interessi di tutte le parti in campo”. Formula diplomatica e nebulosa, ma indizio di una possibile apertura. Conviene cercare di allargarla e di vedere se il&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PACE IN UCRAINA, ATTENTATO A FICO</strong></p>
<p>Durante la sua visita in Cina, <strong>Putin</strong> ha dichiarato di essere disponibile ad un piano di pace purché consideri “gli interessi di tutte le parti in campo”. Formula diplomatica e nebulosa, ma indizio di una possibile apertura. Conviene cercare di allargarla e di vedere se il leader russo bluffa o fa sul serio oppure bisogna invece subito stroncare tutto, come sembrano voler fare l’UE e gli USA?</p>
<p>Ma perché tutti i personaggi nazionali ed esteri che ci ripetono quotidianamente “Armiamo l’Ucraina, ma solo perché vogliamo la pace” poi non cercano di approfittare di ogni spiraglio ed occasione per tentare concretamente di costruirla ed intanto puntare almeno ad un “cessate il fuoco” che in questo momento converrebbe forse anche all’Ucraina?</p>
<p>Intanto in Slovacchia il premier <strong>Robert Fico</strong> è stato vittima di un grave attentato, doveva morire ed è tuttora in pericolo di vita.</p>
<p>Fico dissente da Bruxelles su molte cose e soprattutto sull’invio di armi a Kiev. Tante condanne verbali, ma si insinua (Corriere della Sera) che comunque Fico era “populista e divisivo”. Qualcuno invece si chiede se a spingere l’attentatore non ci sia qualche pressione dei movimenti che in Slovacchia sono finanziati da <strong>George</strong> <strong>Soros,</strong> il miliardario che con le sue “donazioni” incide molto sulle politiche europee ed in particolare nelle nazioni dell’Est.  Il ruolo oscuro di Soros e dei suoi contributi miliardari, destabilizzanti e pericolosi, sia alla politica americana (<strong>Biden)</strong> che europea, sarebbe tutto da indagare, eppure non lo fa (e non lo scrive) quasi nessuno.</p>
<p><strong><u>Approfondimento</u>: CASO TOTI E DINTORNI</strong></p>
<p>Che <strong>Toti</strong> sia (stato?) un governatore di centro-destra non conta nulla, non mi interessa qui la sua appartenenza politica, ma è il suo caso in sé che deve farci riflettere, almeno alla luce delle notizie disponibili. In buona sostanza una amministrazione regionale che sembrava funzionasse bene viene ribaltata, un presidente è arrestato ma nessuno ha capito che cosa abbia effettivamente combinato, anche perché se è vero che i 70.000 e rotti euro di un contributo erano stati anche dichiarati, dov’è il reato?</p>
<p>Forse Toti avrebbe favorito qualcuno con qualche pratica, ma quando, in che termini e come, ancora non si sa. Di sicuro per documentare il castello accusatorio ci sono state una infinità di intercettazioni che proseguivano da anni, ma questo non è (sarebbe) contro la legge? Se poi una rete di intercettazioni pluriennale si allarga a dismisura è ovvio che diventa fondamentale decidere come scegliere certe telefonate dal mucchio, scartandone magari altre che invece chiariscono o ridimensionano la portata dei fatti. Un potere discrezionale enorme in mano ai magistrati e il “caso Toti” diventa inquietante per la lunghezza quinquennale delle indagini e l’uso di migliaia o addirittura forse di decine di migliaia di intercettazioni senza che nessuno sappia quante centinaia (o migliaia) di altre persone siano state intercettate negli anni.</p>
<p>Per il caso Liguria il cittadino avrebbe il diritto di sapere subito soprattutto se il quadro che ne esce, alla fine, sia sostanzialmente corruttivo oppure no, perché al limite tutto può avere forma o fine di corruzione. Secondo me lo è solo se e quando c’è un diretto tornaconto economico personale o di partito, ma è ovvio che chi fa un piacere a qualcuno spera poi di riceverne almeno una amicizia, se in futuro ne avrà necessità: dove finisce la positività di un intervento e dove comincia la corruzione? E’ questo che ci manca per Genova e se dopo 5 anni di indagini il quadro non è chiaro è ovvio che crescano i dubbi sui fatti, ma anche sui tempi dell’inchiesta giudiziaria.</p>
<p>Con orgoglio posso personalmente sostenere che in decenni di attività politica non solo non ho mai chiesto un centesimo, ma nessuno me lo ha neanche offerto “in cambio di”, ma se un sindaco chiede a un deputato di aiutarlo a trovare i soldi per sistemare una strada è “corruzione”? E se poi quella persona, magari anni dopo, ti aiuta alle elezioni? Ogni legge alla fine aiuta qualcuno, ogni delibera, ogni atto amministrativo. Alzi la mano chi in vita sua non ha chiesto un aiuto, una raccomandazione, una segnalazione a qualcuno che fosse il parroco, il sindaco o un personaggio più o meno ritenuto influente, politico o meno.</p>
<p>Ma torniamo all’uso (e abuso) delle intercettazioni che da anni si vogliono contenere, ma con la più ferma opposizione di parte della Magistratura.</p>
<p>Il vero problema in indagini lunghe ed a macchia d’olio è che più il brodo si allunga più non solo si scoprono nuovi “filoni” (o presunti tali), ma nasce il problema di decidere quali seguire (al bivio, giro a destra o a sinistra?) e quali abbandonare oltre alla questione dei costi.</p>
<p>Intercettare infatti costa moltissimo, ma se dopo mesi come magistrato non “pesco” nulla sono comunque spinto ad insistere perché magari qualcosa alla fine troverò a giustificare la spesa. Che figura fa un inquirente che resta senza pesci in mano, come e quando può (deve) interrompere la sua pesca? Quanti inquirenti ammetterebbero che magari gli “indizi” iniziali erano inconsistenti e che ha lavorato e fatto lavorare per niente? Per questo è meglio continuare sperando, nel tempo, di pescare il pesce grosso, ma è giusto come sistema?</p>
<p>Anche perché mentre si impiegano tempo, uomini e risorse su questi temi si lasciano perdere migliaia di altri casi ben più pericolosi. Toti è agli arresti, ma non lo era per esempio <strong>Hasan Hamis</strong>, l’uomo che ha gravemente accoltellato l’agente <strong>Cristian De Martino</strong> a Milano. Hamis era arrivato in Italia nel 2002, è sempre stato irregolare, <strong>fermato una trentina di volte aveva fornito 22 nomi diversi, sempre rimesso in libertà aveva precedenti per rapina aggravata, furto, lesioni personali, droga e sequestro di persona. </strong><u>Che ci faceva ancora in giro, quali Magistrati hanno firmato per la sua libertà, sono tutti senza responsabilità?</u> Ecco quello che si chiede la gente e non solo i “qualunquisti”.</p>
<p>Io non so se Toti sia stato o meno corruttore e corrotto, so che ad oggi ciò che appare è concretamente ben poco e forse per questo il GIP ha aspettato <strong>cinque mesi</strong> a deciderne l’arresto. Anche questa un’altra questione inquietante, visto che la carcerazione preventiva ha tempi e limiti precisi che non si colgono nell’indagine genovese, ma intanto i contraccolpi politici sono stati immensi e alla sinistra serviva assolutamente un “caso Liguria” per impattare quello in Puglia in vista del voto, e questo è un fatto, con una perfetta scelta temporale.</p>
<p>Perché alla fine torniamo sempre al punto dolente, quello di una Magistratura che sembra scegliere le indagini in base all’ “audience”, rischia di non essere mai indipendente e libera da condizionamenti politici, così che subito si va vedere chi siano gli inquirenti, come la pensino politicamente, se siano al di fuori della mischia e/o non aspirino a promozioni perché le loro decisioni e il clamore mediatico che sollevano hanno comunque conseguenze ben al di là delle sentenze finali.</p>
<p>Per esempio, che succedeva in Liguria <strong>prima</strong> di Toti? Perché non se lo ricorda più nessuno, ma proprio Toti aveva rotto uno schema politico e clientelare di sinistra consolidato da decenni a livello regionale e questo a molti aveva dato e dava fastidio.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-pace-ucraina-attentato-fico-caso-toti/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>di SALVATORE SFRECOLA -I rifiuti tossici e le falle dei controlli</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2024 13:15:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/salvatore-sfrecola-rifiuti-tossici-le-falle-dei-controlli/"><img width="719" height="728" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2.jpg 719w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-296x300.jpg 296w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-640x648.jpg 640w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/07/sfrecola2-63x64.jpg 63w" sizes="(max-width: 719px) 100vw, 719px" /></a></p><hr /><p>&#160; “Sono un uomo d’onore, dirò tutta la verità”, ha detto ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli Francesco Schiavone, noto come “Sandokan”, ex capoclan dei Casalesi. Ha già incontrato gli inquirenti più volte, portando con sé una vasta gamma di conoscenze sul sottobosco criminale italiano, una storia che&#8230;</p>
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<p>“Sono un uomo d’onore, dirò tutta la verità”, ha detto ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Napoli <strong>Francesco Schiavone</strong>, noto come “Sandokan”, ex capoclan dei Casalesi. Ha già incontrato gli inquirenti più volte, portando con sé una vasta gamma di conoscenze sul sottobosco criminale italiano, una storia che potrebbe sfiorare ambienti politici e rivelare complicità, magari in forma di colpevoli disattenzioni che hanno consentito alla malavita di lucrare tra l’altro sullo smaltimento illecito di ingenti quantità di rifiuti speciali e tossici.</p>
<p>Mentre giornali e televisioni si domandano in questi giorni cosa dirà <strong>Schiavone</strong>, quali nomi farà ai magistrati, comincia a farsi strada una riflessione sul sistema di smaltimento dei rifiuti che ha consentito un vasto inquinamento, con danni ingenti alle attività agricole nell’area detta anche la “terra dei fuochi”, evidentemente perché esistono lacune gravissime nel sistema dei controlli. Infatti, è evidente l’assenza di un adeguato tracciamento dei rifiuti tossici, dalla loro produzione allo smaltimento. Evidentemente non esiste o è assolutamente inadeguato un monitoraggio delle produzioni dalle quali residuano rifiuti tossici dei quali verificare lo smaltimento. Eppure, non è difficile individuare, rispetto ad un ciclo produttivo la quantità dei rifiuti che ne derivano e che pertanto debbono essere smaltiti. Si tratta di una contabilità che è possibile seguire con un semplice<em> data base</em> che, procedendo da un ciclo produttivo di beni, individui la quantità dei residui da smaltire, le modalità ed il luogo del loro smaltimento.</p>
<p>Il dato della produzione e dei rifiuti non è, inoltre, privo di altro interesse pubblico, anche fiscale perché è agevole seguire, anche ai fini iva, la quantità di beni prodotti, di quelli venduti e di quelli che residuano in magazzino e contemporaneamente identificare la quantità dei rifiuti ed il loro smaltimento.</p>
<p>È evidente che questo semplice sistema appena delineato non c’è o non funziona. Altrimenti non si sentirebbe parlare di rifiuti tossici smaltiti illecitamente perché al controllo di chi li ha prodotti sarebbe individuato immediatamente il dato che serve. Ciò significa che, prima di fare grandi reportage sulla malavita che si arricchisce sul traffico di rifiuti sarebbe il caso di capire come e perché l’autorità pubblica non sia riuscita a mettere a regime un sistema di controlli, considerato l’interesse pubblico, da un lato a seguire le produzioni, dall’altro ad evitare contaminazioni pericolose per la salute. Come diceva Giulio Andreotti, a pensar male si fa certamente peccato ma spesso s’indovina. Per cui, pur nella consapevolezza della estrema modestia della classe politica che nel corso degli ultimi decenni è stata incapace di governare fenomeni importanti, come dimostra l’imponente evasione fiscale o la perdita dei ingenti quantità di acqua dagli acquedotti, è evidente che qualcuno, almeno indirettamente, avrà guadagnato da questo pauroso buco nel sistema dei controlli dei rifiuti che c’è da augurarsi sarà affrontato in sede di revisione del Codice dell’ambiente al quale stanno lavorando al Ministero diretto da <strong>Gilberto Pichetto Fratin</strong> che ha indicato ai suoi collaboratori l’esigenza di aggiornare le norme alla luce anche delle moderne tecnologie utilizzate nei vari settori ambientali ed energetici.</p>
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		<title>di CRISTIAN PELLICCIONI &#8211; L&#8217;illusione di un docile globalizazione</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Feb 2024 14:59:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/cristian-pelliccioni-lillusione-un-docile-globalizazione/"><img width="317" height="159" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/02/globalizzazione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/02/globalizzazione.jpg 317w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/02/globalizzazione-300x150.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2024/02/globalizzazione-96x48.jpg 96w" sizes="(max-width: 317px) 100vw, 317px" /></a></p><hr /><p>In questi ultimi 25 anni si è creduto che la globalizzazione facesse parte del naturale processo evolutivo del pianeta. Un’inarrestabile trasformazione che avrebbe portato con sé un cambiamento trasversale sulle forme di comunicazione e intrattenimento, sui rapporti economici e sulle relazioni sociali. In particolare si riteneva che tali dinamiche avessero&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi ultimi 25 anni si è creduto che la globalizzazione facesse parte del naturale processo evolutivo del pianeta. Un’inarrestabile trasformazione che avrebbe portato con sé un cambiamento trasversale sulle forme di comunicazione e intrattenimento, sui rapporti economici e sulle relazioni sociali. In particolare si riteneva che tali dinamiche avessero preso delle forme così innovative, fruttuose e pervasive al punto che non si sarebbe più potuti tornare indietro. In realtà con le crisi che attualmente dipingono lo scenario globale si è compreso che quel processo, per quanto fosse stato rapido, è stato messo in discussione in un batter d’occhio da un pugno di Paesi.</p>
<p>In questo contesto le élite di alcuni Stati occidentali in particolare, avevano ritenuto con eccessivo zelo che il peso dei confini nazionali sarebbe andato, seguendo l’immagine di questo processo incontrovertibile, via via assottigliandosi per poi un giorno sparire del tutto. In realtà è bastata una guerra regionale a qualche centinaio di chilometri dai confini Europei  per far comprendere a molti che i confini non sono soltanto un disegno fatto per gioco su una mappa. Un confine delimita non solo figurativamente un Paese da un altro, ma separa una nazione da un&#8217;altra che è cosa ben diversa.</p>
<p>Una Nazione per essere tale si dota di 3 caratteristiche uniche: un territorio su cui valgono le proprie leggi, un popolo che le riconosce e le fa rispettare e, la cosa fondamentale, una Sovranità. In questo senso  occorre motivare le ragioni per cui questi tre elementi nascono e perdurano nel tempo nonostante i primi Stati si siano formati già dopo la pace di Westfalia nel lontano 1648. Al riguardo vi è in primo luogo una comunanza di spirito, cultura, lingua e ideali che per ogni Paese ha ovviamente delle sfumature diverse ma nel complesso queste componenti costituiscono una miscela perfetta per erigere, almeno potenzialmente, uno Stato solido.</p>
<p>In questo senso proprio per quanto detto poc’anzi, non si può identificare uno Stato soltanto come struttura egemone di governo. Sono pertanto marginali le teorie elaborate da alcune menti del passato fra cui Marx che immaginava lo Stato come una struttura modellata sugli interessi dalla classe dominante al fine ultimo di sfruttare al meglio le classi sociali subalterne, fra cui quella più numerosa dei vecchi proletari. Né può ritenersi soddisfacente la definizione Weberiana dello Stato, che vede in questo l’unica organizzazione legittimata ad avere il monopolio della forza su un determinato territorio. A tal fine si segnala in entrambi i casi un giudizio eccessivamente materialista, probabilmente macchiato dalla corrente positivista del tempo, che tende a trascurare le motivazioni che hanno spinto e spingono ancora un determinato popolo ad accettare e promuovere in larga parte le iniziative e le volontà della propria Nazione.</p>
<p>In conclusione occorre che le élite occidentali comprendano a pieno il vero significato dei confini nazionali se vogliono conquistare la maggioranza della popolazione. I leader devono accettare le profonde diversità culturali e identitarie e custodirle piuttosto che cercare di reprimerle attraverso un’omologazione a senso unico. In caso contrario si troveranno a fare i conti come già sta accadendo con un mondo sempre più frammentato. Diviso fra Paesi che tirano dritto su determinate politiche progressiste, inebriati dalla barcollante posizione di dominanza economica, i quali si illudono ancora di poter imporre il loro modello a quelli più piccoli, e fra quei Paesi che invece si propongono come alternativa economica in molti casi più vantaggiosa e con una politica decisamente più conservatrice. In questo momento pare evidente che se l’occidente non cambi rotta, il secondo modello potrebbe essere davvero il cavallo vincente in futuro.</p>
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		<title>di MARCO ZACCHERA &#8211; Agricoltori in piazza &#8211;  Ucraina &#8211; Detenuti italiani all&#8217;estero</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Feb 2024 14:34:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Commenti]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-agricoltori-piazza-ucraina-detenuti-italiani-allestero/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p><hr /><p>In Europa c’è un aspetto di cui si parla troppo poco, ovvero i rapporti tra UE e i suoi cittadini, soprattutto quegli imprenditori “semplici” che sono la spina dorsale del continenti, ma sfuggono alle logiche dei grandi gruppi e quindi sono emarginati dagli aiuti europei e dai tanti favori concessi&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>In Europa c’è un aspetto di cui si parla troppo poco, ovvero i rapporti tra UE e i suoi cittadini, soprattutto quegli imprenditori “semplici” che sono la spina dorsale del continenti, ma sfuggono alle logiche dei grandi gruppi e quindi sono emarginati dagli aiuti europei e dai tanti favori concessi alla grande finanza e alle multinazionali che detengono i “poteri forti” e (temo) condizionano le stesse scelte europee.</p>
<p>I cittadini non hanno più voce con questa maggioranza di centro-sinistra con in testa soprattutto il pallino demagogico del “verde”. Eppure uno dei motivi per cui protestano gli agricoltori in tutto il continente è proprio che la gran parte dei contributi non finiscono mai in mano ai contadini produttori, ma di fatto solo alle grandi aziende della catena alimentare.</p>
<p>Oltre l’80% dei contributi va a poco più del 10% delle imprese: come mai?</p>
<p>Ormai a Bruxelles tutto è visto in una logica ecologica che non è sbagliata in sè ma non tiene minimamente conto di quello che succede FUORI dall&#8217;Europa (ovvero nel 90% del mondo) così quando poi &#8211; a costi proibitivi &#8211; agli europei si impongono scelte e sacrifici, la concorrenza esterna seppellisce i produttori europei inquinando e distruggendo in modo infinitamente più grave dei possibili, costosi piccoli miglioramenti climatici che faticosamente riusciamo a raggiungere &#8220;dentro&#8221; l&#8217;Europa.</p>
<p>Ne riparleremo, sottolineando che &#8211; come in agricoltura &#8211; lo stesso avviene per la finanza: la BCE non fa l’interesse del piccolo imprenditore o del risparmiatore, ma prima di tutto delle banche, ufficialmente in nome della “stabilità” ma in realtà così crescono sempre i mega-profitti di pochi e gli altri sono sempre più in difficoltà.</p>
<p>Va tutto avanti così, come è avvenuto per il COVID con scelte sui vaccini che hanno mosso centinaia di miliardi di euro per alcune (ma solo alcune!) aziende del farmaco. Non è più un’Europa dei popoli ma è diventata quella delle lobby, della burocrazia, degli interessi economici di pochi. Di tutti questi aspetti l’opinione pubblica è però tenuta volutamente disinformata, anche se percepisce che qualcosa non quadra. Per questo dobbiamo lottare tutti insieme per una maggiore trasparenza.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>RENDICONTI E CORRUZIONE IN UCRAINA</strong></p>
<p>Per esempio l’Europa ha deciso di donare all’Ucraina altri <strong>50 miliardi di euro</strong> e con questi siamo ad almeno 134 miliardi di “aiuti” di cui circa 15 italiani (ovvero metà di una legge finanziaria).  Visto che i sondaggi dicono che la gran maggioranza degli europei NON vuole continuare in questo modo, come cittadino europeo penso di avere il diritto (come tutti) di conoscerne almeno un rendiconto sommario di come questi soldi siano stati  e vengano spesi, quanti in armi e quanti in aiuti umanitari ed essere rassicurato che una parte non siano invece spariti per strada.</p>
<p>Inspiegabilmente l’UE non ha però alcuna commissione di indagine, di inchiesta, di verifica e credo che  proprio <strong>Giorgia Meloni</strong> dovrebbe essere la prima a richiederla.</p>
<p>Perché <strong>Putin</strong> sarà un dittatore sanguinario e le elezioni presidenziali di marzo in Russia una bufala da lui orchestrata (ma comunque almeno il 30% dei russi – vedrete &#8211; saranno liberi di votargli contro), è stato un aggressore e  avrà tutti i torti…</p>
<p>Ok, ma pochi sanno  (perché quasi nessuno ce lo dice) che in Ucraina questa settimana è stata prorogata di tre mesi la legge marziale e quindi ogni dissenso à da due anni vietato. Anche il presidente <strong>Zelensky</strong> è a scadenza di mandato, ma le elezioni sono sospese sine-die. Aveva una modesta maggioranza parlamentare, ma i 250 deputati dell’opposizione sono spariti (quelli eletti ad est del paese dai cittadini filorussi sono anche fisicamente spariti). Tutte le garanzie costituzionali sono state sospese, appunto, dalla legge marziale e l’entourage dell’ex comico – eletto dicendo che mai si sarebbe candidato la volta successiva – ha preso tutti i posti di potere. Mentre i profitti delle aziende che producono armi sono incommensurabili, la corruzione in Ucraina si sussurra sia spaventosa (negli USA sono usciti molti articoli ben documentati, ma che in Italia sono stati praticamente censurati, ed anche questo è il motivo per cui il Congresso vuole frenare continui nuovi finanziamenti). Dopo due anni di guerra, tanti morti e grandi distruzioni, infinite difficoltà energetiche ed economiche per tutti noi è legittimo che gli europei chiedano almeno di avere una certezza che i “nostri” soldi siano stati utili ai cittadini ucraini e non siano anche finiti nelle mani sbagliate&#8217;?  E’ davvero chiedere troppo VISTO CHE L&#8217; EUROPA SEMBRA COMUNQUE NON VOGLIA MINIMAMENTE PUNTARE ALLA PACE O ALMENO AD UNA TREGIUA?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>DETENUTI ITALIANI ALL’ESTERO</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La vicenda della maestra <strong>Ilaria Salis </strong>portata in tribunale a Budapest con “i ferri” ha giustamente suscitato indignazione e sottolineato la davvero poca furbizia del governo di <strong>Orban </strong>che – se avesse evitato quelle immagini facendo accompagnare in aula la detenuta senza catene e inutili manette &#8211;  avrebbe potuto gestire il caso giudiziario senza offrire un punto debole di immagine proprio nel momento in cui aveva bisogno di “sponde” a Bruxelles.</p>
<p>Essendo la Salis un’estremista di sinistra (andata volutamente in Ungheria per far violenze, indipendentemente dall’episodio contestatole) si è comunque subito mobilitata la solidarietà con il coro delle accuse per il comportamento “disumano” e le condizioni nelle carceri magiare.</p>
<p>Il caso ha ovviamente preso così una piega tutta politica e come tale finirà, ma ha anche aperto (forse) qualche interrogativo sulla situazione di tanti detenuti italiani all’estero di cui purtroppo si sa poco o nulla.</p>
<p>Nel 18 anni in cui sono stato parlamentare in Commissione esteri occupandomi degli italiani nel mondo mi sono interessato spesso di nostri connazionali detenuti visitandoli in carcere e seguendone le loro vicissitudini dal Ruanda al Venezuela, dall’India all’ Egitto o nei penitenziari USA, passando da quelli bielorussi alla Turchia.</p>
<p>Spesso ho visto cose agghiaccianti e vissuto avventure pericolose (come in Venezuela dove in carcere sono normali le sparatorie e così i detenuti – riuniti in bande – si barricano nelle rispettive celle) ma – purtroppo – questa tematica è ai margini delle attenzioni diplomatiche e lasciate spesso alla sensibilità personale dei nostri funzionari all’estero.</p>
<p>D&#8217;altronde se sei incarcerato in un paese africano passano a volte dei mesi prima che qualcuno sappia di te e ben raramente – e comunque dopo tempi infiniti – un nostro console passerà a trovarti, anche perché (ma questo non lo sa quasi nessuno) in moltissimi paesi del mondo non ci sono nostre ambasciate o consolati, ma al più solo consoli onorari che si occupano di tutt’altro e non hanno ovviamente una immunità diplomatica.</p>
<p>Sono oltre un migliaio gli italiani detenuti al di fuori dell’ UE ma mentre la notifica di detenzione alle nostre autorità viene rallentata dagli oscuri meandri della burocrazia – che spesso in Africa ha tempi ben peggiori dei nostri &#8211; oltre alle consuete violenze fisiche se ti chiudono in un carcere straniero spesso ti ritrovi senza soldi, senza collegamenti, senza difesa. In Egitto sono normali celle con 50-60 detenuti, in Venezuela i penitenziari sono appunto di fatto controllati dalle bande interne, mentre vi sconsiglio la visita a un carcere indiano. Altro che garanzie o assistenza diplomatica: nulla. In Ruanda ho visto carceri che erano semplicemente tendopoli circondate da filo spinato senza neppure l’acqua corrente.</p>
<p>L’iniquità, le violenze e la corruzione sono poi di solito endemiche e più è basso il livello di vita di un paese più i detenuti sono considerati la feccia umana su cui tutto è permesso.</p>
<p>Certo se sei ricco e te lo puoi permettere diventerai il pupillo del corrotto direttore del carcere, ma a volte – se neppure i tuoi sanno che sei in galera – è impossibile perfino collegarsi con l’esterno per chiedere aiuto.</p>
<p>Ricordo l’impegno di don Leonardo, un giovane sacerdote milanese con il quale avevamo organizzato “Soccorso Icaro”, ovvero un’assistenza per gli italiani rilasciati dal carcere in Venezuela in libertà condizionale, ma obbligati a rimanere nel paese fino ai processi di solito per incidenti stradali o piccoli traffici di droga.</p>
<p>Spesso, soprattutto in Africa ed America Latina, lo straniero è tra l’altro accusato ed incarcerato senza alcuna colpa, ma solo per un ricatto economico in vista di una “mancia” ai giudici o ai secondini e così resti detenuto finchè la famiglia non paga un vero e proprio riscatto di solito attraverso avvocati corrotti più dei giudici e che hanno tutto l’interesse affinchè il cliente resti a lungo nel bisogno.</p>
<p>Forse ci si immagina che un italiano detenuto sia in qualche modo aiutato e protetto, ma pochi sanno come siano minime le nostre presenze diplomatiche “sul campo” e spesso passano settimane e mesi prima che un governo africano comunichi all’ambasciata italiana (che di solito è in un altro paese) l’avvenuto arresto di un connazionale che nel frattempo è carne da macello, purtroppo spesso in tutti i sensi.</p>
<p>D&#8217;altronde se una nostra ambasciata-tipo da quelle parti ha solo due diplomatici (di solito l’ambasciatore ed un suo giovane vice) e deve coprire molti paesi contemporaneamente, difficile che almeno il “vice” possa arrivare a visitare un italiano detenuto, magari in un piccolo carcere di provincia a centinaia o migliaia di chilometri dalla nostra più vicina sede diplomatica.</p>
<p>Le avventure dei nostri turisti in Madagascar (paese in cui la nostra ambasciata è stata chiusa dipendendo ora da Pretoria, in Sudafrica, che contemporaneamente “copre” sette diversi paesi in tutto il sud del continente e che al Madagascar non è neppure collegata direttamente via aerea) come quelle in altri paesi hanno spesso portato a proteste ed inascoltate interrogazioni parlamentari.</p>
<p>Spesso è poi difficile la cooperazione all’estero tra gli stessi paesi della UE in una sorta di malcelata rivalità, mentre sarebbe molto più logico ed economico che – soprattutto nei piccoli paesi africani o asiatici – una rappresentanza unica ma efficiente dell’Unione Europea segua le vicende di tutti i cittadini europei, compresi quelli detenuti, come già in teoria dovrebbe essere, ma che nella pratica, spesso, purtroppo non avviene.</p>
<p>Tematiche di cui si sa poco o nulla, che raramente vanno sui giornali, ma hanno sconvolto le vite di molte famiglie quando hanno scoperto, spesso dopo lungo tempo, che il famigliare scomparso era semplicemente detenuto iniziando, per cercare di liberarlo, un vero e proprio calvario.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/marco-zacchera-agricoltori-piazza-ucraina-detenuti-italiani-allestero/"><img width="300" height="168" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2019/01/zacchera1-96x54.jpg 96w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></p>]]></content:encoded>
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