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		<title>Virginia Raggi, la regina del no e dell&#8217;immobilismo</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2017 23:36:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Direttore_Sanzotta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/virginia-raggi-la-regina-del-no-dellimmobilismo/"><img width="348" height="145" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/virginia-raggi.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/virginia-raggi.jpg 348w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/virginia-raggi-300x125.jpg 300w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2017/01/virginia-raggi-96x40.jpg 96w" sizes="(max-width: 348px) 100vw, 348px" /></a></p><hr /><p>Se fossimo stati in tempo di guerra Virginia Raggi sarebbe già finita da un pezzo davanti al plotone d’esecuzione. Fucilata alla schiena per diserzione. L’attività preferita del primo cittadino della capitale, infatti, è mancare clamorosamente a ogni appuntamento, per importante che sia, pur di non prendersi la responsabilità di decidere alcunché. C’è la riunione per la questione delle Olimpiadi? Il sindaco non si presenta e l&#8217;incontro con il presidente del Coni Malagò salta. C’è da confrontarsi con i giovani di Azione Cattolica? Virginia dà forfait all’ultimo momento e i ciellini restano con un palmo di naso. C’è da partecipare al&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Se fossimo stati in tempo di guerra Virginia Raggi sarebbe già finita da un pezzo davanti al plotone d’esecuzione. Fucilata alla schiena per diserzione. L’attività preferita del primo cittadino della capitale, infatti, è mancare clamorosamente a ogni appuntamento, per importante che sia, pur di non prendersi la responsabilità di decidere alcunché. C’è la riunione per la questione delle Olimpiadi? Il sindaco non si presenta e l&#8217;incontro con il presidente del Coni Malagò salta. C’è da confrontarsi con i giovani di Azione Cattolica? Virginia dà forfait all’ultimo momento e i ciellini restano con un palmo di naso. C’è da partecipare al meet up con gli attivisti Cinquestelle per &lt;rinsaldare la comunità romana e proporre nuovi strumenti di partecipazione in rete&gt; (testuale)? Lei molla il pacco. Forse perché ha fiutato per tempo la trappola tesagli dai suoi sodali di partito &#8211; che proprio non la sopportano &#8211; e ha preferito prudentemente girare alla larga. Insomma, la diserzione è la sua cifra estetica e comportamentale, e nell’arte di dare buca la sindaca pentastellata non teme rivali. E ancora. Si viene improvvisamente a scoprire che Virginia è beneficiaria di due polizze assicurative sulla vita? Lei non lo sapeva. Tutto è stato architettato a sua insaputa e contro la sua volontà. Ah, ma se glie lo avessero detto… Marra? Lei ignorava persino che tipo fosse: &lt;Mi apriva le porte del Campidoglio, è un profondo conoscitore delle norme che regolano la macchina amministrativa&gt;, si è limitata a sussurrare. Gli è stato chiesto di riferire sulla natura dei suoi rapporti con Salvatore Romeo e Daniele Frongia, assieme a Marra componenti del cosiddetto “cerchio magico”? Macché. Del primo ha candidamente affermato che fu proprio lui a presentarle Marra e a descriverne le mirabili “capacità operative”. A Frongia, invece, la legava un semplice, innocuo e casto “rapporto di solidarietà”. Per molto meno uno senza santi in paradiso come Alemanno sarebbe stato crocifisso. Per assai meno, Marino è stato cacciato con ignominia dal più alto scranno del Campidoglio, pur essendo stato riconosciuto prosciolto da ogni accusa. Insomma, non si capisce se ci fa o ci è, ma è certo che per Virginia Raggi, blindatissima “fuoriclasse” pentastellata, campionessa del nulla e regina delle gaffe, pupilla di Grillo e sacerdotessa della “latouchiana” decrescita felice, prendere una posizione di petto e dire di primo acchito si o no è assai difficile. Persino “esserci” le risulta alquanto ostico. Sarà forse proprio per tale motivo che a lei il famoso dubbio “morettiano” &#8211; &lt;Mi si nota di più se vado e me ne sto in disparte o se non vado proprio e basta?&gt; &#8211; le rimbalza, come si dice a Roma. Infatti Virginia non ha dubbi di sorta: taglia la testa al toro e…opta per la diserzione, appunto. Con disinvoltura, da vera artista della sòla, ma sempre di diserzione si tratta. Anche perché se così non fosse dovrebbe pur spiegare per quale misterioso arcano, di riffe o di raffe, la talebana di Palazzo Senatorio finisce poi per optare sempre e immancabilmente per il no. No a qualsiasi iniziativa, stop a qualunque proposta, chiusura ermetica ad ogni progetto, specialmente se suscettibile di fare uscire la capitale italiana dallo stato comatoso in cui è precipitata a partire dall’epoca rutellianveltroniana. E in effetti sta tutto qui il punto dolens dell’attuale amministrazione dell’Urbe a guida grillina. Per quale diavolo di motivo, a Roma, qualsiasi innovazione debba sempre e immancabilmente essere stroncata sul nascere? Ma si, prendiamo le Olimpiadi, ad esempio. A sentire la sindaca, staremmo ancora pagando quelle del 1960, perciò il tedoforo Roma se lo può proprio scordare. Una solenne castroneria, certo, tipica dello sprovveduto popolo dei webeti, abituato da sempre a bersele tutte, ma tant’è. Facciamocene una ragione: a questo punto, coi vertiginosi ritardi accumulati, tanto vale rassegnarci e mettere una pietra sopra ai tanto agognati giochi. Ma lo stadio della Roma? Già, perché affondare pure quello? Le casse del comune non sgancerebbero neppure un centesimo. Gli sponsor ci sono, i soldi di conseguenza pure. Il progetto idem. Le cubature sono state tagliate. Il verde sarà tutelato. La tanto temuta “colata di cemento” non ci sarà, e del resto Tor di Valle non è mica il parco del Gran Paradiso, anzi. E invece no. Non si può fare neppure quello perché…. Perché il manufatto non risulterebbe idoneo &lt;per criticità riguardo a sicurezza stradale e idraulica, carenze su parcheggi, viabilità e trasporto pubblico&gt;. Fenomenale. Da questa considerazione dovrebbe dedursi che pure l’Olimpico e il Foro Italico andrebbero immediatamente interdetti, perché, considerato quel che accade sul prospiciente Lungotevere Flaminio quando si gioca Roma-Lazio, non ci dovrebbe essere alcuna esitazione: senza parcheggi, con una viabilità assolutamente demenziale, e con servizi pubblici indegni persino di una città africana, quell’impianto dovrebbe essere chiuso e demolito senza se e senza ma. Anzi, ottemperando a quelle draconiane direttive mezza Città Eterna andrebbe presa, messa off limits e sbaraccata. Ma che ci volete fare…. Del resto, siamo persone civili e consapevoli, e a pensarci bene, con tutti i problemi che ci sono a Roma, non è che la necessità di uno stadio nuovo di zecca sia avvertita in modo, diciamo, così impellente. E allora mettiamo una pietra sopra pure allo stadio? Forse no, perché fiutata l’aria e vista la sollevazione del popolo giallorosso Virginia ha pensato bene di ripensarci e d’invitare al “tavolo” Francesco Totti. Il quale è un valido calciatore, certo, ma è esperto di edilizia sportiva quanto Barnard s’intendeva di costruzioni ospedaliere. Insomma, per essere imbecilli non occorre iscriversi al partito di Grillo, però aiuta. E ora passiamo alla linea “C” del metrò. Quella si, una volta prolungata sino all’Olimpico, potrebbe davvero aiutare a risolvere alla grande i problemi che assillano il Flaminio, specialmente in concomitanza con le partite di calcio. E invece &#8211; ti potevi mai sbagliare? &#8211; pure la metropolitana, vitale per Roma come il classico antiblastico per un ammalato di cancro, secondo la sindachessa andrebbe bloccata ai Fori Imperiali e dimenticata. Oh bella. E perché mai? Non stiamo mica parlando delle brioches. La linea “C” consentirebbe di chiudere al traffico gran parte del centro storico e trasformarlo nel salotto più bello del mondo. Inoltre, considerato il continuo “sforamento” dei livelli d’inquinamento da particolato nei lunghi periodi di alte pressioni invernali, ne guadagnerebbe alla grande la salute dei quiriti. Nisba. Il metrò non va fatto per….per risparmiare. Proprio così. Ma forse i soldi così accantonati serviranno per il prolungamento della linea “A” da Battistini a Casalotti….Macché. Lì ci facciamo una bella funivia… vuoi mettere? Allora quei soldi andranno forse investiti nel completamento dell’anello ferroviario, opera anch’essa indispensabile per liberare il centro dal mare di lamiere che lo attanaglia giornalmente. Un sogno rimasto incompiuto fin dai tempi di Italia 90. Potete scordarvelo. Altro che linea “C”. Altro che anello ferroviario. Altro che prolungamento della linea “A”. L’asso nella manica che risolverà tutti i gravi problemi di spostamento che assillano la città dei Cesari è nientemeno che il “Grab”. Si, avete capito bene quello di cui abbisogna l’Urbe è proprio il Grab, ossia il “Grande Raccordo Anulare delle biciclette”. Ci vorrebbe la neuro. E come se non bastasse, Beppe Grillo, in preda a deliri mistici, va blaterando di “43 successi” grillini nell’amministrazione della capitale. E le buche? E la sporcizia? E i giardini trasformati in discariche? E la mancanza d’illuminazione? Possibile che li vediamo solo noi? Pietà, aridatece Marinoooo.</p>
<p>Angelo Spaziano</p>
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