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	<title>Gli italianiDonatella Campione &#8211; Gli italiani</title>
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	<title>Donatella Campione &#8211; Gli italiani</title>
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		<title>I Santi che proteggono le città italiane: Sant&#8217;Agata a Catania</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Feb 2020 21:25:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/santi-proteggono-le-citta-italiane-santagata-catania/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>“Scherza coi fanti ma lascia stare i santi”, recita un vecchio adagio popolare. E non a caso perché in Italia i santi sono parte essenziale della cultura e dell’identità nazionale.  Nel 1400, quando si delinea l’identità italiana ogni regione è posta sotto la protezione di un Santo. E quando via via si va verso l’unificazione d’Italia e si individuano i confini, appare chiaro che per far nascere una nuova Nazione non basta la potenza di un duca, di un marchese o di un re, occorre una protezione ultraterrena, quella di un Santo. Anche nel mondo classico le nuove città venivano&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/santi-proteggono-le-citta-italiane-santagata-catania/">I Santi che proteggono le città italiane: Sant&#8217;Agata a Catania</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv3420929409p1"><span class="yiv3420929409s2">“Scherza coi fanti ma lascia stare i santi”, recita un vecchio adagio popolare.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">E non a caso perché in Italia i santi sono parte essenziale della cultura e dell’identità nazionale. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Nel 1400, quando si delinea l’identità italiana ogni regione è posta sotto la protezione di un Santo.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">E quando via via si va verso l’unificazione d’Italia e si individuano i confini, appare chiaro che per far nascere una nuova Nazione non basta la potenza di un duca, di un marchese o di un re, occorre una protezione ultraterrena, quella di un Santo.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Anche nel mondo classico le nuove città venivano fondate con l’aiuto degli dei, Roma, infatti, ha origine da Romolo e Remo, figli di Marte. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Il contatto tra il mondo umano e quello celeste, nella tradizione italiana, <span class="yiv3420929409Apple-converted-space"> </span>viene mediato dai Santi e ogni città è protetta da un Patrono che ha speciali poteri: celeberrimi, tra i tantissimi, S.Gennaro a Napoli, Santa Rita a Cascia, Sant’Ambrogio a Milano, Santa Rosalia a Palermo, Sant’Agata a Catania.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Pochi giorni fa, dal 3 al 6 febbraio a Catania, si è celebrata, come ogni anno, <span class="yiv3420929409Apple-converted-space"> </span>la Santa patrona con una festa straordinaria.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Il primo giorno è dedicato all’offerta delle candele; due carrozze settecentesche che appartenevano al Senato che governava la città e dodici candelore, ceri rappresentativi delle corporazioni e dei mestieri, vengono portate in corteo. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">I ceri donati devono essere alti e pesanti quanto la persona che chiede la protezione.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">La giornata si conclude con i giochi pirotecnici in Piazza Duomo che ricordano che la Santa, martirizzata sulla brace, vigila sul fuoco dell’Etna e sugli incendi.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Il 4 febbraio, che per i catanesi è il giorno più emozionante, la Santa incontra la cittadinanza. Già dall’alba i cittadini riempiono le strade indossando il tradizionale sacco, un camice di tela bianca lungo fino alla caviglia e stretto in vita da un cordoncino, un berretto di velluto nero, guanti bianchi e un fazzoletto bianco a pieghe. Questo abbigliamento riproduce quello indossato dai catanesi la notte in cui, nel 1126, corsero incontro a Gisliberto e Goselmo che riportarono a Catania da Costantinopoli le spoglie della Santa.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Tre chiavi, conservate da tre persone diverse, il tesoriere, il cerimoniere e il priore del capitolo della Cattedrale aprono il cancello che protegge le reliquie nella cattedrale.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Quando l’ultima chiave apre il cancello, il busto della Santa appare davanti ai fedeli ansiosi di vederla.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Il busto tempestato di oro e pietre preziose viene issato su un fercolo d’argento, sul quale vengono poste le reliquie della Santa e inizia il giro lungo le vie della città.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Le candelore precedono il fercolo argenteo come un tempo, quando nell’oscurità illuminavano il passo ai fedeli. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Ogni candelora ha una sua identità: le caratteristiche del cero, l’ondeggiamento dei portatori, la musica di sottofondo.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Apre la processione il cero di Monsignor Ventimiglia, seguono i ceri del quartiere di San Giuseppe La Rena, dei giardinieri e fiorai, poi pescivendoli, fruttivendoli, macellai, pastai, pizzicagnoli, bettolieri e panettieri e infine il circolo cittadino di Sant’Agata.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">In cinquemila trainano il fercolo che con il pesante carico arriva a pesare trenta quintali. Il giro si conclude la notte quando la Santa ritorna nella cattedrale.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Il 5 febbraio sul fercolo i garofani rossi del martirio vengono sostituiti dai garofani bianchi della purezza e la Santa viene portata nuovamente in processione. All’alba del 6 la Santa raggiunge via dei Crociferi dove saluta la città prima di chiudere i festeggiamenti.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Durante la notte i cittadini in camice bianco gridano:”Viva Sant’Agata”, poi improvvisamente cala il silenzio e inizia il canto delle monache di clausura, la cui origine è antichissima.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">A notte inoltrata i fuochi d’artificio chiudono la festa.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Nel 2002 la festa di Sant’Agata è stata dichiarata dall’Unesco bene etno-antropologico patrimonio dell’umanità.</span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">I Santi ci fanno sentire più vicini alla Divinità, sono uomini e donne con i nostri pregi e difetti ma appartengono al mondo celeste, sono una risorsa, una ricchezza perché anche chi non crede talvolta rivolge il pensiero a un Santo per ricevere una grazia, realizzare un desiderio. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">Nel linguaggio comune si dice:”Bisogna avere un Santo in Paradiso” oppure “Soltanto un Santo potrebbe riuscirci “ per    <span class="yiv3420929409Apple-converted-space"> </span>significare che per risolvere situazioni difficili occorre l’intervento ultraterreno. </span></p>
<p class="yiv3420929409p3"><span class="yiv3420929409s2">I Santi, insomma fanno parte di noi, della nostra storia nazionale ma anche di quella quotidiana perché ci conforta pensare di avere qualcuno che possa intercedere in nostro favore, accorciare la distanza tra noi e il trascendente, comprendere le nostre debolezze, insomma assomigliarci e nello stesso tempo avere un potere speciale. </span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/santi-proteggono-le-citta-italiane-santagata-catania/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Antonio, Rosa e le Vigne del Patrimonio</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Jan 2020 16:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/antonio-rosa-e-le-vigne-del-patrimonio/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Negli anni 50 a Lucera, in Puglia, Mario Pellegrino acquista il vino nelle cantine per la sua osteria, lo conserva nelle botti “governandolo”,&#160; ovvero curando che non si deteriori nel tempo.Aveva imparato questa attività dal padre Antonio che la esercitava fin dai primi anni del 1900.Il figlio di Mario, che si chiama Antonio come il nonno, sin da bambino aiuta il padre nel suo lavoro: lo accompagna nelle cantine a comprare il vino, tiene aperta l’osteria quando il padre deve assentarsi e vende il vino agli avventori. La sera, chiusa l’osteria, si arrampica su una scaletta per arrivare in cima&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[
<p>Negli anni 50 a Lucera, in Puglia, Mario Pellegrino acquista il vino nelle cantine per la sua osteria, lo conserva nelle botti “governandolo”,&nbsp; ovvero curando che non si deteriori nel tempo.<br>Aveva imparato questa attività dal padre Antonio che la esercitava fin dai primi anni del 1900.<br>Il figlio di Mario, che si chiama Antonio come il nonno, sin da bambino aiuta il padre nel suo lavoro: lo accompagna nelle cantine a comprare il vino, tiene aperta l’osteria quando il padre deve assentarsi e vende il vino agli avventori. La sera, chiusa l’osteria, si arrampica su una scaletta per arrivare in cima alle botti e mette la quantità di solfiti che il padre gli indica per prevenire l’ossidazione del vino.<br>Antonio si iscrive al liceo classico e poi alla facoltà di giurisprudenza dell’Università di Bari ma gli studi di legge non lo appassionano. Un’estate a Lucera incontra Rosa che da Roma ogni anno va a trascorrere le vacanze nella casa dei nonni.<br>Rosa racconta a Antonio della sua infanzia a Asti, dove il papà si era trasferito per lavoro con la famiglia, gli parla delle tradizioni astigiane, del Carnevale locale nel quale due delle maschere più importanti sono Barberino e Spumantina ma soprattutto della sua passione per la vigna e l’uliveto dei nonni. Antonio è affascinato da quella bella ragazza con i capelli ricci e scuri che viene da una grande città e la conquista parlandole delle sue grandi passioni: la musica e la fotografia. Scoprono di avere tanti interessi in comune e la lunga conoscenza del vino delle famiglie di origine fa scoprire loro di condividere un mondo di tradizioni antichissime.<br>Nel 1983 si sposano e vanno a vivere a Roma. D’estate tornano a Lucera e aiutano i genitori di Rosa nella vigna e nell’uliveto.<br>Un giorno la mamma dice a Rosa che ormai è troppo anziana per curare la vigna e l’oliveto e che lei e il papà hanno deciso di venderli.<br>Rosa comprende ma non riesce a pensare di non avere più i suoi alberi d’olivo e il suo vigneto.<br>Pensa&nbsp; di comprare un nuovo oliveto, non troppo lontano da Roma, per poterlo curare personalmente e ne parla con Antonio che condivide l’iniziativa.<br>Iniziano a cercare e arrivano a Farnese, vicino a Montalto di Castro ma non ci sono oliveti in vendita, c’è una piccola vigna su una collina.<br>Il paesaggio è bellissimo: i filari delle viti sono circondati da muretti a secco che ricordano quelli pugliesi, il verde brillante della vegetazione rigogliosa fa risaltare le pecore bianche che pascolano, piccoli appezzamenti di terreno, ognuno con la sua casetta, si susseguono uno accanto all’altro, alle spalle si erge il monte Amiata, e di fronte il monte Canino. Sembra una cartolina.<br>Nel 2007 Antonio e Rosa comprano la vigna e decidono di rinnovare la coltivazione delle viti, estirpando le piante vecchie per ripiantarne di nuove.<br>Si fanno aiutare dalla famiglia di Rosa in questa faticosa operazione, tagliano le viti, rimuovono quaranta quintali di fil di ferro, con un’escavatrice estirpano le vecchie viti, poi piantano le nuove. Puntano tutto su uve Chardonnay e Pinot&nbsp; Nero per ottenere spumante ma l’enologo scopre che una parte del terreno è adatto alla produzione di Cabernet Franc.<br>Pianificano quindi la produzione di tre tipi di spumante ai quali danno i nomi di Alarosa, Aladoro, Alanera e di un Cabernet Franc che chiamano Vepre, nome latino del prugnolo selvatico che cresce in quella zona.&nbsp;<br>I tre spumanti, prodotti con metodo classico, si differenziano nell’intensità e nei profumi del bouquet mentre Vepre ha un aroma di ciliegia che conquista subito.<br>Le etichette dei vini sono disegnate da Antonio e le bottiglie rivestite con involucri eleganti.<br>Chiamano l’ azienda&nbsp; Vigne del Patrimonio per richiamare il nome antico del territorio chiamato Provincia del Patrimonio di San Pietro.<br>È subito un successo: i ristoranti della zona si riforniscono da loro e il nome dell’azienda si diffonde rapidamente.<br>I vini di Vigne del Patrimonio oggi sono in carta in enoteche e ristoranti prestigiosi: La parolina, Daniele Ciavattini e Iozzia&nbsp; di Viterbo, Meglio Fresco, La tradizione, la Ciambella a Roma.<br>D’estate Antonio e Rosa restano spesso nella casetta della vigna per lavorare le viti. La mattina quando si svegliano guardano il sole sorgere a est che colora di rosa il cielo, il monte Canino e le piante di vite, poi iniziano i lavori in vigna.</p>



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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/antonio-rosa-e-le-vigne-del-patrimonio/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>C&#8217;era una volta Sergio Leone</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Jan 2020 17:24:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/cera-volta-sergio-leone/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>C’era una volta è la frase di inizio di tutti i racconti, per questo alcuni tra i film più famosi di Sergio Leone si intitolano così. Come la sua vita, sono racconti di imprese memorabili e eroiche. “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America” sono narrazioni poetiche di gesta leggendarie. C’era una volta Sergio Leone è anche il titolo della mostra all’Ara Pacis che si è aperta a Roma il 17 dicembre scorso per rendere omaggio al regista romano che ha cambiato per sempre la storia del cinema americano per eccellenza: il western.  Leone nasce nel 1929&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/cera-volta-sergio-leone/">C&#8217;era una volta Sergio Leone</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">C’era una volta è la frase di inizio di tutti i racconti, per questo alcuni tra i film più famosi di Sergio Leone si intitolano così. Come la sua vita, sono racconti di imprese memorabili e eroiche. “C’era una volta il west”, “C’era una volta in America” sono narrazioni poetiche di gesta leggendarie.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">C’era una volta Sergio Leone è anche il titolo della mostra all’Ara Pacis che si è aperta a Roma il 17 dicembre scorso per rendere omaggio al regista romano che ha cambiato per sempre la storia del cinema americano per eccellenza: il western. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone nasce nel 1929 dal regista del cinema muto, Vincenzo Leone, in arte Roberto Roberti e dall’attrice Edvige Valcaregni, in arte Bice Waleran.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Cresce a Roma, a Trastevere, in viale Glorioso, collegato da una lunga scalinata al quartiere Monteverde, sulla quale Leone e i suoi amici giocano e tirano sassi ai ragazzi del quartiere limitrofo.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“Qui ho vissuto come in un’arena. Dalla scalinata che chiude la strada venivamo giù a toboga con dei pannelli di legno. Era la nostra via Pal“ racconta Leone che sognò per tutta la vita di fare un film dal titolo “ Viale Glorioso” per raccontare le scorribande della sua infanzia.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Se è vero che guardare dietro la macchina da presa priva il cinema della sua magia, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>nel caso di Leone l’illusione che appare <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>davanti alla cinepresa non svanisce se ci si sposta nel retro, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>perché il cinema è la sua vita e la sua vita è il cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Da ragazzo frequenta Cinecittà e i colleghi dei genitori: Mario Bonnard, Carmine Gallone, Alessandro Blasetti.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Giovanissimo fa l’aiuto regista per Steno, Fabrizi, Soldati, Zinnemann, Aldrich. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1947, mentre ancora frequenta il liceo, lavora come assistente di Vittorio De Sica in “Ladri di biciclette “.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">I primi film che vede da bambino segnano indelebilmente la sua immaginazione: <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>“Ombre rosse” di John Ford, “Gli angeli con la faccia sporca” di Michael Curtiz, “ Tempi moderni” di Charlie Chaplin, il mito americano di Hollywood diventa <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>la sua stella polare. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Ma viene suggestionato anche dalla letteratura americana: Hemingway, Scott Fitzgerald, Dos Passos.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1964 esce il suo primo film “Per un pugno di dollari” in cui adotta lo pseudonimo di Bob Robertson, ovvero figlio di Roberto, in omaggio a suo padre. Il film, snobbato dalla critica, ha un enorme successo tra il pubblico e lancia Clint Eastwood nel firmamento delle stelle del cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone opera una rivoluzione epocale nel genere western: elimina i caratteri idealizzati e stereotipati, i suoi personaggi sono cattivi, passionali, amorali, poveri, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>rozzi. Appaiono sporchi, con la barba incolta, trasandati. Henry Fonda, Claudia Cardinale, Clint Eastwood, Charles Bronson, Gian Maria Volonté usano un linguaggio scarno, poche frasi di grande effetto e parlano soprattutto con le espressioni del viso. In ciò Leone porta con se’ l’eredità del cinema muto dei genitori e affida alla musica di Ennio Morricone i veri dialoghi dei personaggi e il fluire delle loro emozioni. Compagni di scuola alle elementari, si ritrovano anni dopo e iniziano la collaborazione professionale più felice della storia del cinema. Non si può immaginare Sergio Leone senza Ennio Morricone. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nei suoi film Sergio Leone traspone le sue conoscenze letterarie, la passione per la pittura, il fascino per il Giappone, i personaggi di Cervantes, gli eroi dell’Iliade. Le scene dei suoi film sembrano quadri e tendono a riprodurre dipinti celebri: in “C’era una volta in America” la scena in cui Deborah balla riproduce il dipinto “ Chasse de dance” <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>di Degas; i repentini cambiamenti di piani si ispirano a De Chirico. La sua cultura classica gli fa dire:” Il più grande scrittore western è stato e sarà sempre Omero.”</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Nel 1967 dirige “C’era una volta il West” che racconta la fine del vecchio West. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Leone gioca con il tempo, dilatando le immagini, sperimentando tutte le possibilità dell’inquadratura e scopre infinite variazioni, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>spingendosi in ambiti fino a allora inesplorati.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Subito dopo si dedica alla realizzazione di quello che diventerà il suo capolavoro: “C’era una volta in America”. Lavora a questo film per tredici anni. La prima sceneggiatura è di Norman Mailer ma è troppo lunga, dura cinque ore e non è facile trovare un produttore coraggioso che accetti di intraprendere questa avventura. Nel 1980 Leone incontra Arnon Milchan che raccoglie la sfida e nel frattempo Robert De Niro accetta di interpretare il personaggio di Noodles.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Il film viene realizzato tra il 1982 e il 1983. Tutte le conoscenze cinematografiche, artistiche, personali di Sergio Leone confluiscono in questa narrazione che rappresenta un unicum nella storia del cinema. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">E’ un’opera corale, ambientata nello scenario epico di New York nei primi del 900, che racconta la storia criminale di un gruppo di ragazzi dall’infanzia alla vecchiaia. Ma è anche la rielaborazione del passato di Noodles e della storia dei suoi amici attraverso il ricordo di un uomo che non ha né presente, ne’ futuro ma soltanto un passato che lo opprime e nello stesso tempo gli appare come un sogno.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">È la visione di Sergio Leone che, <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>attraverso Noodles, osserva la fine dell’epoca del cinema western, l’epilogo del suo sogno di ragazzo.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">In questo sguardo vi è tutta la struggente nostalgia di un mondo amato e perduto per sempre, ridotto allo scorrere di ricordi indefiniti. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“C’era una volta in America” è l’ultima grande opera di Sergio Leone che muore all’età di sessanta anni. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">A lui e alla sua immensa forza evocativa si sono ispirati Quentin Tarantino, John Woo, Brian De Palma, Martin Scorsese, Clint Eastwood, Steven Spielberg, ma anche scrittori come Stephen King e il premio Nobel del 2017 per la letteratura Kazuo Ishiguro.</span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Ma l’eredità di Sergio Leone è molto più profonda e capillare, è giunta a influenzare anche la musica, i videogiochi, il fumetto, le serie TV, fa parte di noi, della nostra visione del mondo. </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Molti di noi, senza neppure saperlo, nel linguaggio comune, citano le frasi dei personaggi di Sergio Leone per descrivere stati d’animo e situazioni che ormai non sapremmo più definire diversamente.  </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">Come la celeberrima risposta di Noodles a <span class="yiv1622345715Apple-converted-space"> </span>Fat Moe che gli chiede:” Cosa hai fatto in tutti questi anni” </span></p>
<p class="yiv1622345715p2"><span class="yiv1622345715s2">“Sono andato a letto presto”</span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/cera-volta-sergio-leone/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Manuela Corvo: l&#8217;eleganza sulle ali colorate di una farfalla</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Oct 2019 18:11:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/manuela-corvo-leleganza-sulle-ali-colorate-farfalla/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Emanuela Corvo è minuta, eterea con gli occhi luminosi e un bellissimo sorriso. Da bambina a Fabriano, quando torna da scuola, disegna principesse con abiti bellissimi, collane e nastri. Il papà è un imprenditore che si occupa di cablaggi di elettrodomestici e ha la passione per i viaggi in paesi lontani.  Va in Brasile, in Africa, in America e porta con se’ Emanuela che resta incantata dai colori dell’Africa, intensi e luminosi, dalla luce che in quel continente è accecante e le lascia dentro un’emozione indelebile. Quando ritorna a Fabriano ha nostalgia di quei colori e di quella luce e&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Emanuela Corvo è minuta, eterea con gli occhi luminosi e un bellissimo sorriso.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Da bambina a Fabriano, quando torna da scuola, disegna principesse con abiti bellissimi, collane e nastri.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Il papà è un imprenditore che si occupa di cablaggi di elettrodomestici e ha la passione per i viaggi in paesi lontani. </span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Va in Brasile, in Africa, in America e porta con se’ Emanuela che resta incantata dai colori dell’Africa, intensi e luminosi, dalla luce che in quel continente è accecante e le lascia dentro un’emozione indelebile.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Quando ritorna a Fabriano ha nostalgia di quei colori e di quella luce e sui suoi fogli da disegno tratteggia abiti dai colori luminosi, decorati con fili d’oro che riproducono l’effetto dei raggi del sole sulla vegetazione africana. </span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Il padre la osserva e intuisce le potenzialità della figlia, la incoraggia a esprimere il suo estro, a disegnare ciò che colpisce la sua immaginazione. </span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Emanuela cresce, è una ragazza che ama la bellezza, elegante, con uno stile estroso e innovativo. Spesso indossa abiti e accessori che disegna lei stessa, le amiche imitano il suo stile e le chiedono suggerimenti sull’abbigliamento.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Quando va in Brasile osserva le ragazze che vanno in spiaggia vestite con abiti leggeri e colorati, ornate di collane, bracciali, borse e cappelli intonati.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Un vero e proprio abbigliamento da mare che in Italia non esiste. In quel periodo sulle spiagge italiane le donne indossano costume e pareo, a volte una borsa da mare, spesso non coordinati tra loro.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Le viene l’idea di creare una linea di abbigliamento da spiaggia completo: abiti coordinati con il costume, borse, collane, bracciali e orecchini da abbinare. Vuole però realizzare questa linea di abbigliamento con tessuti preziosi, linee di sartoria, ricami ricercati.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Immagina una linea di alta moda per la spiaggia.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Ne parla con il padre che entusiasta la aiuta a realizzare il suo progetto.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Nasce così nel 2000 la linea Emamo’: abiti colorati, decorati con ricami preziosi eseguiti a mano da ricamatrici fiorentine, realizzati con tessuti raffinati e stampe eseguite a Como, patria della seta e delle stamperie tessili sin dal 1400, quando Ludovico Sforza ordino’ la piantagione di un numero elevato di piante di gelso di cui si nutrono i bachi da seta.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Emamo’ rivoluziona il concetto di abbigliamento da mare, sulle spiagge italiane più esclusive si sfoggiano gli abiti e gli accessori di Emanuela Corvo.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Tra questi abiti Emanuela predilige l’abito “Farfalla” eseguito con una stoffa dai colori sfumati dal rosa, al viola, al giallo, all’azzurro, con una farfalla ricamata a mano e decorata di perline da una esperta ricamatrice fiorentina, la Sig.ra Tonnetti che esegue i lavori più complessi delle collezioni di Emamo’.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Nel 2014 Emanuela decide di ispirarsi all’India e cambia il nome della linea da Emamo’ in Anjuna.</span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Nascono così le collezioni dallo stile ricercato con ispirazioni hippy che conquistano il mercato internazionale: Stati Uniti, Caraibi, Francia, Svizzera, Inghilterra, Arabia. Indossano i suoi abiti,  tra le altre, Olivia Palermo, Chiara Ferragni, Vittoria Ceretti. </span></p>
<p class="yiv4523060626p1"><span class="yiv4523060626s1">Modelli esclusivi, famosi in tutto il mondo, che Emanuela disegna inventando sempre nuove forme e inedite combinazioni di colore. A chi le chiede perché l’abito “Farfalla” sia il suo preferito risponde:” La farfalla è simbolo di trasformazione continua e attraverso le sue ali variopinte, diffonde bellezza e colore nel mondo.</span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/manuela-corvo-leleganza-sulle-ali-colorate-farfalla/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Valentino Cesareo e Alessandro Cattaneo: La scintillante eleganza della sobrietà</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 21:17:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/valentino-cesareo-alessandro-cattaneo-la-scintillante-eleganza-della-sobrieta/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Valentino Cesareo è un ragazzino di Castellanza, una cittadina in provincia di Varese. Dopo le scuole medie si  iscrive all’istituto tecnico per geometri.  Ogni mattina, mentre va a scuola, passa davanti al negozio di alta moda di Vinicio  che negli anni ottanta è il tempio dell’eleganza, delle ultime novità del pret a porter, un negozio che espone abiti bellissimi che fanno sognare. Valentino ogni volta guarda le vetrine e resta incantato. Un giorno vince la timidezza, entra, si presenta a Vinicio e  gli chiede di poter lavorare nella sua boutique.  Vinicio guarda quel ragazzino entusiasta e decide di metterlo alla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/valentino-cesareo-alessandro-cattaneo-la-scintillante-eleganza-della-sobrieta/">Valentino Cesareo e Alessandro Cattaneo: La scintillante eleganza della sobrietà</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino Cesareo è un ragazzino di Castellanza, una cittadina in provincia di Varese.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Dopo le scuole medie si  iscrive all’istituto tecnico per geometri. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Ogni mattina, mentre va a scuola, passa davanti al negozio di alta moda di Vinicio </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">che negli anni ottanta è il tempio dell’eleganza, delle ultime novità del pret a porter, un negozio che espone abiti bellissimi che fanno sognare.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino ogni volta guarda le vetrine e resta incantato. Un giorno vince la timidezza, entra, si presenta a Vinicio e </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">gli chiede di poter lavorare nella sua boutique. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Vinicio guarda quel ragazzino entusiasta e decide di metterlo alla prova: lo assume e gli affida i compiti più disparati: gli fa pulire e riordinare il negozio, gli assegna compiti da commesso.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino esegue ogni mansione con attenzione e cura e nel frattempo osserva Vinicio mentre assiste i suoi clienti, ne apprende l’arte di  giocare con gli abiti, di inventare combinazioni inedite e sorprendenti. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino impara il mestiere da quel maestro di eleganza ma sviluppa uno stile personale che rispecchia la sua personalità meticolosa e riflessiva e diventa così competente che Vinicio gli affida i suoi clienti più importanti e persino le chiavi della boutique.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Nel 1991 Valentino decide di andare a lavorare per l’Emporio Armani di Legnano, una novità assoluta nel mondo della moda italiana.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">All’Emporio viene conquistato dalle linee pulite e essenziali di Armani, fa sua la raffinatezza del celebre stilista che gli ricorda la sobrietà degli abiti delle donne di Castellanza. Si riconosce in quello stile e diventa così bravo che porta il fatturato del negozio da 85 milioni a 250 milioni.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Collabora con l’Emporio Armani fino al 2002, poi va a lavorare da Prada a Milano e successivamente da Yves Saint Laurent dove lo incaricano di seguire i clienti più importanti, tra i quali Manuela Barilla.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Nel 2009 viene chiamato a dirigere la boutique di Yves Saint Laurent di Roma, dove svolge un lavoro di riorganizzazione completa del negozio, conquistando la stima dei più alti dirigenti della prestigiosa casa di moda. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Ma Valentino è legato alla sua città, gli mancano i pranzi domenicali con la famiglia e la nebbia che avvolge le case.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Torna a Castellanza e va a lavorare per Sonia Rikyel.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Quel marchio tuttavia non lo conquista, non si riconosce in quello stile.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">In quel periodo incontra Alessandro che lavora in ospedale a Gallarate e proviene da una famiglia veneto-lombarda con una lunga tradizione nel mondo tessile.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">La mamma lavora come rimagliatrice per Missoni e il padre è assistente tessile. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">La nonna ama gli abiti all’ultima moda e si aggiorna continuamente sulle ultime tendenze. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">In famiglia Alessandro viene educato a apprezzare l’armonia dei colori e delle linee degli abiti, il pregio delle forme semplici. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino gli parla del suo problema di lavoro e Alessandro gli suggerisce di cercare una collaborazione con un marchio  che sia più vicino al suo temperamento. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Così Valentino lascia la boutique di Sonia Rikyel e torna a Roma per dirigere la boutique di Tom Ford, astro dell’alta moda, che sta per aprire nella Capitale. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">È subito un grande successo: Valentino cura ogni dettaglio dell’esposizione, fa risaltare le linee pure degli abiti, segue il cliente con grande professionalità, plasma l’abito sulla figura di chi dovrà indossarlo, accorciandone  leggermente l’orlo, spostando un’ asola, riducendo una piega.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Ma ancora una volta il richiamo della sua terra è più forte, ritorna a Castellanza e va a lavorare come buyer per Tony Magenta, vera e propria istituzione per la clientela più esigente dell’hinterland milanese. </span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Alessandro nel frattempo inizia a collaborare con lui, seguendo il suo intuito e il suo estro. L’esperienza come infermiere specializzato in ospedale lo ha reso empatico e nello stesso tempo ha affinato il suo senso pratico.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Nel 2017 Valentino e Alessandro si sentono pronti per il grande salto: aprono la loro boutique a Magenta e la chiamano Vale Magenta.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino, con le sue eccelse qualità di buyer sceglie modelli di marchi di alta moda prestigiosi e di stilisti emergenti di talento: Blumarine, Philosophy, Paul Smith, CP Company, Lardini, Purotatto Cachemire, Max Mara, mentre Alessandro si occupa della gestione operativa dell’azienda.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">In breve diventano il punto di riferimento di clienti esigenti e raffinati come Nek, Dalila Di Lazzaro, Daniela Bergomi.</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">A Valentino e Alessandro basta un’occhiata per capire il cliente, riescono a creare per ognuno l’immagine perfetta per ogni occasione, giocano con i colori, sovrappongono gli stili. Sono perfezionisti e non lasciano nulla al caso. Un giorno una signora che aveva acquistato un’abito importante, dopo ore di prove dice :”Va bene, così, ragazzi, non importa se l’abito, sul fianco, fa questa piccolissima piega.”</span></p>
<p class="yiv2244269316p2"><span class="yiv2244269316s1">Valentino la guarda sorpreso e risponde: “Non è per lei, è per me! Solo se il vestito cadrà perfettamente avrò fatto un buon lavoro.”</span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/valentino-cesareo-alessandro-cattaneo-la-scintillante-eleganza-della-sobrieta/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Romolo al Porto: Anzio, i pescatori e i quadri di Picasso</title>
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		<pubDate>Thu, 09 May 2019 04:28:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/romolo-al-porto-anzio-pescatori-quadri-picasso/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Nei primi anni del 1900, sulla riviera di Ponente di Anzio, Remo e Dionilla aprono un ristorante con una sala da ballo. Anzio è una località balneare elegante e mondana, frequentata dalla nobiltà. Dionilla proviene da una famiglia di pescatori, i suoi undici fratelli escono in mare di notte e rientrano il giorno seguente con le reti cariche di pesce;  lei, unica figlia, si dedica alla cucina.  Nel 1950 il figlio di Remo e Dionilla, Alceste, insieme ai fratelli Romolo, Libero e Elena apre  a Anzio il ristorante che ancora oggi porta il suo nome.  Sono gli anni della dolce&#8230;</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Nei primi anni del 1900, sulla riviera di Ponente di Anzio, Remo e Dionilla aprono un ristorante con una sala da ballo.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Anzio è una località balneare elegante e mondana, frequentata dalla nobiltà.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Dionilla proviene da una famiglia di pescatori, i suoi undici fratelli escono in mare di notte e rientrano il giorno seguente con le reti cariche di pesce; </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">lei, unica figlia, si dedica alla cucina. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Nel 1950 il figlio di Remo e Dionilla, Alceste, insieme ai fratelli Romolo, Libero e Elena apre  a Anzio il ristorante che ancora oggi porta il suo nome. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Sono gli anni della dolce vita romana e Anzio è un grande set cinematografico sul quale si muovono artisti, attori, </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">scrittori, registi. Da Alceste vanno a mangiare Aldo Fabrizi, Federico Fellini, Alberto Sordi, Ugo Tognazzi,  Liz Taylor e Richard Burton, che arrivano a Anzio per le riprese del film Cleopatra. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Anche i ristoratori sono celebrità: Romolo si occupa della cucina, Alceste della sala, entrambi sono istrionici, brillanti protagonisti di quell’epoca scintillante.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Diventano così famosi che un solo ristorante non lascia spazio a entrambi.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Romolo apre il suo locale in via Porto Innocenziano, è un innovatore, è il primo a proporre ai clienti assaggi di diverse portate, introduce per primo in Italia la ricetta del pesce al sale. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Mentre Romolo cucina, i suoi figli Marco Tullio e Walter giocano sulla spiaggia di Anzio, guardano i pescatori che nel pomeriggio rientrano dalla pesca e espongono il pesce sul molo e passano molto tempo nella cucina del padre, lo osservano, lo imitano e Romolo li lascia sperimentare. Spiega ai suoi figli che per imparare a cucinare il pesce occorre innanzitutto saperlo riconoscere dalla consistenza, è dalla compattezza del pesce che dipende la riuscita del piatto. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Marco Tullio e Walter seguono con passione il lavoro del padre e decidono di acquisire nuove competenze: Marco si iscrive a  un corso di Cordon Bleu, Walter frequenta il corso dell’Associazione Italiana Sommelier e nel 1987, a 19 anni, diventa il sommelier professionista più giovane d’Italia.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Entrambi si ispirano ai grandi maestri della cucina: da Moreno Cedroni imparano che il pesce sapientemente lavorato da’ esiti sorprendenti, e soprattutto che la sala è importante tanto quanto la cucina. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Walter farà suo questo concetto che riassumerà nella frase: “Puoi avere Picasso in cucina ma se se non sai stare in sala non vendi i quadri”.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Da Igles Corelli apprendono il concetto di cucina circolare che ricorda loro quello che diceva la nonna: “In cucina non si butta via niente.”</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Restano  folgorati da Alain Ducasse, chef, regista, scenografo, raffinato e poliedrico. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Nel 1990 Walter e Marco imprimono un nuovo carattere al ristorante, decidono di annullare il confine tra cucina e sala, interpretando nello stesso tempo il ruolo di chef e maitre, in modo che lo chef abbia un contatto continuo e diretto con i clienti del locale. Ogni mattina entrano in cucina, provano nuove combinazioni,  studiano nuove tecniche di cottura.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Ma è sempre la materia prima il loro obiettivo: sono i primi ristoratori a Anzio a comprare il pesce direttamente in cooperativa, alla fonte, senza ulteriori passaggi. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Walter e Marco considerano Anzio parte di loro stessi, si identificano con quel territorio con la sua storia millenaria, due riviere e il porto incastonato come una gemma nel cuore del borgo marinaro. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Amano le tradizioni e i prodotti locali, anche nella carta dei vini le cantine del Lazio occupano il posto d’onore. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1"> Seguono ricette antiche come quella della minestra dei pescatori di Anzio e al contempo creano preparazioni inedite come la caprese di merluzzo, il sarago in doppia consistenza che impiega anche le squame fritte e ricostruite e la pelle del pesce disidratata.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">I loro crudi di mare evocano i quadri di Picasso: il fragolino al timo, il gambero rosso con lime e sale al nero di seppia, i calamaretti con puntarelle e pane carasau, la triglia con aneto e cappero disidratato, i calamaretti con la zuppa di pomodoro rosso del Piennolo si compongono di ingredienti combinati  tra loro in una danza sorprendente di colori, forme e  sapori che crea stupore e emozione. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">In sala Marco e Walter interpretano se stessi, intrattengono gli ospiti, li incuriosiscono con le continue novità del menu’, li meravigliano con la varietà delle portate.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Da Walter e Marco Tullio sono clienti abituali Pier Paolo Piccioli, Gerry Scotti, Paolo Bonolis, Raoul Bova. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Di recente hanno ospitato un cliente molto speciale. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">È arrivato alle 23,30, quando il locale era in chiusura e le luci erano già spente.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">I ragazzi di sala Marchino, Benny e Francesco riconoscono subito Antonio Cannavacciuolo e lo fanno sedere a tavola. Walter saluta il famoso ospite e gli chiede cosa voglia ordinare.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Cannavacciuolo risponde:” Una cassa di scampi”.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">La cena si svolge in allegria e il celebre chef resta impressionato dalla qualità degli scampi che gli sono stati serviti. </span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Alle tre del mattino Cannavacciuolo se na va prenotando il tavolo per il giorno successivo.</span></p>
<p class="yiv2445598131p2"><span class="yiv2445598131s1">Resterà tre giorni a pranzo e cena da Romolo al Porto.</span></p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/romolo-al-porto-anzio-pescatori-quadri-picasso/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>La rinascita dopo il terremoto. Alessia Ridolfi e ristorante Beccofino di Norcia</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 20:23:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/la-rinascita-terremoto-alessia-ridolfi-ristorante-beccofino-norcia/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Norcia si estende ai piedi dei Monti Sibillini,  adagiata su un altopiano che racconta secoli di storia e tradizioni, è famosa nel mondo per l’arte di lavorare la carne di maiale, da cui ha origine il nome di norcino. Alessia Ridolfi nasce e cresce a Norcia, tra le linee armoniose degli edifici antichi del centro storico e la bellezza della piana di Castelluccio che a primavera inoltrata si ammanta dei colori splendenti dei fiori. A vent’anni si innamora di Andrea che lavora  nel noto ristorante Dal Francese, di proprietà dei genitori. Si sposano e il loro connubio professionale si rivela&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-rinascita-terremoto-alessia-ridolfi-ristorante-beccofino-norcia/">La rinascita dopo il terremoto. Alessia Ridolfi e ristorante Beccofino di Norcia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Norcia si estende ai piedi dei Monti Sibillini,  adagiata su un altopiano che racconta secoli di storia e tradizioni, è famosa nel mondo per l’arte di lavorare la carne di maiale, da cui ha origine il nome di norcino.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Alessia Ridolfi nasce e cresce a Norcia, tra le linee armoniose degli edifici antichi del centro storico e la bellezza della piana di Castelluccio che a primavera inoltrata si ammanta dei colori splendenti dei fiori.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">A vent’anni si innamora di Andrea che lavora  nel noto ristorante Dal Francese, di proprietà dei genitori.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Si sposano e il loro connubio professionale si rivela da subito felice: Andrea ama il lavoro in sala, Alessia la cucina. Nel frattempo nascono due figli: Francesca e Giammarco.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Nel 2000 Andrea e Alessia aprono nel centro di Norcia in Piazza San Benedetto un bar e un ristorante che chiamano  Beccofino.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">La mamma di Andrea, Rosanna ha grande esperienza nella gestione della cucina, Alessia la osserva con attenzione mentre prepara le famose tagliatelle al tartufo di Norcia, l’agnello al forno, la frittata al tartufo, la stracciata, la zuppa di lenticchie di Castelluccio. Ma Rosanna sovrintende con esperienza anche all’organizzazione dei frigoriferi e della dispensa. Alessia apprende da lei la coordinazione delle fasi della cucina, il metodo. </span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Nel 2016 il terremoto distrugge il centro storico di Norcia, a crollare sono soprattutto le chiese. </span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Intorno si vedono cumuli di macerie e la chiesa di San Benedetto, patrono di Norcia, ripiegata su se stessa, ridotta a uno scheletro a simboleggiare la fine di tutto.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Anche il ristorante Beccofino viene gravemente danneggiato e dichiarato inagibile.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">La distruzione trascina con se’ anche l’unione di Alessia e Andrea che non </span><span class="yiv6689720065s1">riesce a sopportare quella tragedia e decide di andarsene.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Alessia vacilla, pensa anche lei di lasciare il luogo dove è nata  e cresciuta che ora le appare un luogo di devastazione.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Una mattina si spinge fino alla piana di Castelluccio, guarda la distesa davanti a lei che in primavera si ricopre di fiori colorati e decide di restare. </span><span class="yiv6689720065s1">Riaprirà il ristorante da sola.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Intanto però a Norcia non si può cucinare, non c’è cibo, neppure il pane. </span><span class="yiv6689720065s1">E il suo ristorante gravemente lesionato si trova in zona rossa.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Avvia le pratiche per ottenere la delocalizzazione del suo ristorante, ovvero per aprirlo in una zona periferica di Norcia.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Nel 2018 apre Beccofino nel piazzale Melvin Jones.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">I figli Francesca e Giammarco aiutano in sala e Francesca si iscrive al corso AIS per diventare sommelier.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Ma la sua vera passione è la cucina, il luogo in cui esprime se stessa. Partendo dalla tradizione norcina appresa da Rosanna elabora piatti che sono espressione del suo amore incondizionato per il territorio e del suo estro: cappuccino di patate, tagliolini limone, cipolla rossa e scorza essiccata di arancia, baccalà shakerato.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Arrivano clienti dalle diverse città d’Italia, alcuni anche dalla Germania,  attirati dalla sua cucina legata alla tradizione e nello stesso tempo innovativa.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Alessia è in grado di sorprendere i clienti più esigenti.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Una sera una cliente abituale del suo ristorante le chiede di preparare una pietanza inedita. </span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Alessia va in cucina e prepara salsiccia con scamorza, marmellata di melone invernale e cannella. </span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Il risultato è un trionfo.</span></p>
<p class="yiv6689720065p2"><span class="yiv6689720065s1">Ogni tanto Alessia va nella piana di Castelluccio, guarda quella distesa che produce le lenticchie più famose del mondo e che fiorisce  a giugno dei fiori più colorati che si possano immaginare e sa di aver fatto la scelta giusta.</span></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/la-rinascita-terremoto-alessia-ridolfi-ristorante-beccofino-norcia/">La rinascita dopo il terremoto. Alessia Ridolfi e ristorante Beccofino di Norcia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/la-rinascita-terremoto-alessia-ridolfi-ristorante-beccofino-norcia/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Una giornata ad Amatrice. Le aziende che su quel territorio fanno onore all&#8217;Italia</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2019 07:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Donatella Campione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
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		<description><![CDATA[<p><a href="https://italianioggi.com/giornata-ad-amatrice-le-aziende-quel-territorio-fanno-onore-allitalia/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p><hr /><p>Lunedì 25 febbraio partiamo in mattinata Luca De Carlo, Paolo Trancassini e io. Con noi ci sono Sara Gizi e Maria Soave Nardi. È una bella giornata di sole e siamo contenti di dare inizio a questa missione a Amatrice come rappresentanti del Dipartimento Eccellenze Italiane di Fratelli d’Italia, siamo curiosi di visitare il territorio e le sue aziende. A Città Reale ci aspetta Riccardo Guerci, vice Presidente di Fida Confcommercio,  che ci accompagna nelle aziende. La prima, il birrificio Alta Quota, si trova proprio a Città Reale. I titolari ci raccontano che l’idea di produrre birra è nata per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/giornata-ad-amatrice-le-aziende-quel-territorio-fanno-onore-allitalia/">Una giornata ad Amatrice. Le aziende che su quel territorio fanno onore all&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Lunedì 25 febbraio partiamo in mattinata Luca De Carlo, Paolo Trancassini e io.</p>
<p>Con noi ci sono Sara Gizi e Maria Soave Nardi.</p>
<p>È una bella giornata di sole e siamo contenti di dare inizio a questa missione a Amatrice come rappresentanti del Dipartimento Eccellenze Italiane di Fratelli d’Italia, siamo curiosi di visitare il territorio e le sue aziende.</p>
<p>A Città Reale ci aspetta Riccardo Guerci, vice Presidente di Fida Confcommercio,  che ci accompagna nelle aziende.</p>
<p>La prima, il birrificio Alta Quota, si trova proprio a Città Reale. I titolari ci raccontano che l’idea di produrre birra è nata per utilizzare l’acqua e il farro che si trovano in abbondanza nella zona dell’Alta Valle del Velino.</p>
<p>La produzione è varia e sorprendente: le birre non sono pastorizzate, ne’ filtrate e vengono rifermentate in bottiglia senza aggiunta di conservanti.</p>
<p>Saliamo a 1000 metri per visitare l’azienda di Antonio Scialanga.</p>
<p>Antonio ci mostra le piante di fragole e altri frutti di bosco che si estendono per un’area di molto vasta ma per parlare ci rifugiamo in una casetta perché il vento è forte e gelido.</p>
<p>Scialanga ci racconta di come ha portato a Amatrice la coltivazione delle fragole e dei frutti di bosco, sfruttando il clima freddo e il terreno favorevole a queste coltivazioni. Oggi le sue fragole sono un’eccellenza di Amatrice e dell’intera Italia centrale.</p>
<p>Al Salumificio Sano di Accumoli ascoltiamo la storia di una famiglia che si è dedicata alla produzione di salumi di qualità tanto da diventare la prima azienda italiana per la produzione di guanciale e prosciutto amatriciano I.G.P.</p>
<p>La selezione della carne, la salatura e la stagionatura vengono eseguite utilizzando l’aria incontaminata dei boschi circostanti.</p>
<p>Il tempo è volato e siamo in ritardo per la riunione che abbiamo organizzato nel pomeriggio con gli imprenditori del cratere  ma non possiamo mancare il Caseificio storico Petrucci.</p>
<p>Lo stabilimento si trova all’interno del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e produce formaggi freschi, semistagionati e stagionati: ricotta, Montanaro di Amatrice, Giunco amatriciano e il  Ma-tru’, il celebre pecorino di Amatrice, prodotto secondo l’antica tradizione con latte locale appena munto e immediatamente trasformato in formaggio.</p>
<p>Corriamo verso Amatrice per l’incontro con gli imprenditori locali all’Area Zero.</p>
<p>Siamo entusiasti di ciò che abbiamo visto, aziende locali in piena attività, imprenditori che hanno utilizzato le risorse del territorio per creare prodotti di alta qualità.</p>
<p>Mentre procediamo verso Amatrice il paesaggio cambia, ci sovrastano le rovine delle abitazioni ancora ammassate lungo la strada. In macchina cala il silenzio, ognuno di noi si chiude nei suoi pensieri.</p>
<p>Giunti all’Area Zero ci riuniamo nella casetta dove, dopo il terremoto che ha distrutto l’antica sede del Comune, si tengono le riunioni comunali. Scende la sera e il vento soffia talmente forte che sbatte contro le pareti come se qualcuno bussasse alla porta.</p>
<p>Gli imprenditori della zona sono tutti presenti, nonostante il vento gelido.</p>
<p>Vedo nei loro occhi forza e determinazione, sono rimasti nel loro luogo di origine, attaccati alle loro radici, nonostante la devastazione e vogliono ricominciare. Prendo la parola con un po’ di emozione, c’è qualcosa di straordinario in questa presenza numerosa e attenta.</p>
<p>Parlo della bellezza di quel territorio ferito e di come dovranno puntare sulla loro eccellenza per ricostruirlo.</p>
<p>Seguono gli interventi di Paolo Trancassini e Luca De Carlo che parlano del canale di comunicazione che il Dipartimento vuole aprire tra le aziende e la politica perché quel territorio possa essere ascoltato e sostenuto.</p>
<p>Gli imprenditori ci sottopongono progetti da realizzare, altri ci parlano della volontà  di riavviare le loro attività.</p>
<p>Li lasciamo a malincuore, quella vitalità che ha riempito la casetta dove ci troviamo è il segno di una comunità forte che vuole far rinascere il suo territorio.</p>
<p>È tardi quando riprendiamo la strada verso Roma.</p>
<p>Ognuno di noi è assorto nei suoi pensieri, nessuno lo dice ma tutti pensano a quanto sia difficile vivere in quelle casette sferzate dalle raffiche di vento gelido, tutti abbiamo davanti agli occhi quel territorio martoriato eppure di una bellezza così potente che neppure il terremoto è riuscito a scalfire.</p>
<p>La giornata è stata intensa e torniamo a Roma con tante immagini negli occhi, la più forte è quella della bellezza e della vita che prevalgono sulla distruzione. È da questa straordinaria risorsa che rinascerà Amatrice.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com/giornata-ad-amatrice-le-aziende-quel-territorio-fanno-onore-allitalia/">Una giornata ad Amatrice. Le aziende che su quel territorio fanno onore all&#8217;Italia</a> sembra essere il primo su <a rel="nofollow" href="https://italianioggi.com">Gli italiani</a>.</p>
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	    	<content:encoded><![CDATA[<hr /><p><a href="https://italianioggi.com/giornata-ad-amatrice-le-aziende-quel-territorio-fanno-onore-allitalia/"><img width="225" height="225" src="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg" class="attachment-post-thumbnail size-post-thumbnail wp-post-image" alt="" srcset="https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione.jpg 225w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-150x150.jpg 150w, https://italianioggi.com/wp-content/uploads/2018/11/susanna-donatella-campione-64x64.jpg 64w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></p>]]></content:encoded>
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